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«Le Regioni devono dialogare per rilanciare il sogno europeo»

Il dibattito «Reflecting on Europe» è organizzato dal Comitato Europeo delle Regioni insieme alla Conferenza dei Presidenti di regioni e province autonome

«La nostra esperienza ci ha spinto a credere in una Europa dei Popoli e delle Regioni, dove si possano superare i confini nazionali imposti dai conflitti che hanno sconvolto il nostro continente e dove territori limitrofi, uniti da una storia comune e da interessi contingenti, possano riconoscersi in una unica realtà.
«Io sono fermamente convinto che sia questo il futuro sul quale dobbiamo scommettere: un futuro dove si crea una cultura condivisa, dove si viva l’appartenenza ad un medesimo contesto storico e sociale, nel quale, nel rispetto delle peculiarità culturali di ogni singolo territorio, tutti possano dire prima di tutto di essere cittadini europei.»
Così il Presidente del Consiglio regionale, Thomas Widmann, ha concluso l’intervento con il quale ha dato il benvenuto ai numerosissimi ospiti riuniti nell’aula a Bolzano per il dibattito «Riflettere sull’Europa: la voce degli enti locali e regionali per ripristinare la fiducia nell’Unione europea.
Si tratta del primo appuntamento in Italia di un percorso voluto dal Comitato Europeo delle Regioni e organizzato con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome.

A portare il saluto, oltre al Presidente Thomas Widmann, il Presidente della Regione e della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, che ha parlato di una Europa che è questione di cuore, prima che di mente.
Ha ricordato come i cittadini dell’Alto Adige/Südtirol abbiano vissuto la lacerazione dovuta alla scelta della creazione di confini netti che non hanno rappresentato una soluzione: «Penso che non potesse essere trovato un luogo migliore per iniziare questo percorso di riflessione, un luogo dove i cittadini devono sentirsi europei, per la propria storia e la propria cultura».
 

 
Anche il Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali italiane, il Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Franco Iacop, ha posto l’accento sulla necessità di riflettere sul futuro dell’Europa partendo dal basso, dalle Regioni.
«La Conferenza italiana delle Assemblee regionali – ha detto Iacop – anche grazie alla presenza di una sua attiva delegazione in seno al Comitato delle Regioni, ha deciso di aderire alla campagna Reflecting on Europe e di fare dei Parlamenti regionali dei fori aperti di coinvolgimento politico e civico per discutere gli scenari presenti e futuri e come vogliamo che l’Europa se ne prenda cura.
«Abbiamo deciso di iniziare a Bolzano, perché Bolzano anche geograficamente rappresenta la continuità del nostro paese con il continente europeo.»
 
La necessità di rilanciare la coscienza europea, di fronte alle paure che oggi alimentano le correnti antieuropeiste, è stato il leitmotiv del dibattito, moderato dal giornalista Enrico Tibuzzi, responsabile di Ansa Europa, che visto protagonisti Karl-Heinz Lambertz, Vice Presidente del Comitato Europeo delle Regioni, Juan Pablo Duran Sanchez, Presidente del Parlamento dell’Andalusia e Presidente della CALRE,  Raffaele Cattaneo, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, membro del CoR, Marco Canaparo, Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE, Micaela Fanelli, Sindaco di Riccia, membro del CoR.
Molti i temi trattati, ma tra tutti è emersa la volontà di coinvolgere sempre più i cittadini nel processo di rilancio dell’Europa, un processo che, a detta di tutti, deve ripartire proprio dalle Regioni, da quei territori che sono il nucleo fondante dell’Unione stessa e che possono interloquire al di là dei confini nazionali.
Un’Europa dei popoli – è stato detto – dove tutti i cittadini possano riconoscersi europei nel rispetto delle proprie peculiarità. In un mondo dove esistono realtà che già ragionano con le dimensioni di un continente e con numeri di abitanti sempre più importanti, le singole nazioni, così come concepite, rischiano di soccombere alla logica dei numeri.
Occorre quindi recuperare quel sogno europeo e superare quei timori che rischiano di disgregarlo.
 
Moltissimi i partecipanti, tra cui studenti delle scuole superiori di Bolzano e dell’Università di Trento, che hanno colto l’occasione per rivolgere le proprie domande ai relatori, ponendo l’accento proprio sulle politiche legate ai giovani e al mondo del lavoro, così come sulle opportunità che l’Unione Europea può offrire.

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