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Atteso incontro pubblico al Palafiemme sul Punto nascita

Zeni oggi a Cavalese: «sicurezza innanzitutto ma lavoriamo assieme alle altre regioni per modificare gli standard»

«Continuiamo a dare mandato all'Azienda provinciale per i servizi sanitari affinché moltiplichi i suoi sforzi al fine di reperire il personale specializzato necessario, in particolare sul versante pediatrico, per riaprire il punto nascite di Cavalese.
«Ma sul lungo periodo, anche a causa di una carenza oggettiva di alcune figure professionali, la strada non può che essere una: agire assieme alle altre regioni al fine di ottenere dal Ministero una flessibilizzazione degli standard.
«Questo senza rinunciare alla sicurezza di partorienti e di nascituri, che peraltro è sempre stata in cima alle nostre preoccupazioni visto che attorno alle partorienti esiste già oggi una rete dei servizi capillare e che da tempo i parti difficili vengono effettuati negli ospedali maggiori, a Trento e Rovereto.
«Attenzione, però: dobbiamo rimanere uniti. Non dobbiamo contrapporre valle a valle, o le valli alle città. Dobbiamo avere fiducia nell'agire di ognuno degli attori coinvolti in questa sfida, l'e istituzioni, l'Apss, le comunità. L'ospedale di Cavalese deve vederci uniti.»
 
Questo in sintesi il senso dell'intervento dell'assessore provinciale alla salute e politiche sociali Luca Zeni, oggi pomeriggio, al palasport di Cavalese, nell'ambito dell'incontro sul punto nascite.
In sala, il pubblico delle grandi occasioni, per un confronto a tratti acceso, ma anche estremamente utile al fine di chiarire perché si sia arrivati, due settimane fa, alla chiusura del punto nascite di Cavalese, nonostante gli sforzi fatti da Provincia e Apss e nonostante Roma avesse concesso anche a Cavalese, oltre che a Cles, la deroga relativa alle zone geograficamente svantaggiate, necessaria al fine di mantenere aperta una struttura che esegue meno di 500 parti all'anno, la soglia di sicurezza fissata a livello nazionale.
 

 
Era un incontro molto atteso quello previsto per oggi pomeriggio a Cavalese, a cui hanno preso parte l'assessore provinciale alla salute Luca Zeni, il direttore dell'Azienda provinciale servizi sanitari Paolo Bordon e il coordinatore del Comitato nazionale percorso nascita Gianfranco Jorizzo.
Il Comitato, come noto, aveva comunicato due settimane or sono alla Provincia che a Cavalese non vi erano le condizioni di sicurezza che consentissero il mantenimento del punto nascite.
Al Palafiemme sono arrivati molti cittadini, delle valli di Fiemme, Fassa e Cembra, assieme anche ad amministratori pubblici e alle realtà impegnate in favore dell'apertura del Punto nascita, come Parto per Fiemme, e anche ad alcune puerpere.
 
Quale allora la differenza fra Cles e Cavalese?
«L’assenza di personale», è stata la risposta.
Sul reclutamento del personale ha riferito il direttore dell’Apss Bordon: «La carenza in particolare di pediatri è un problema che riguarda tutto il Paese ,– ha detto. – Come azienda abbiamo messo in campo tutte le iniziative possibile, comprese attività di divulgazione straordinarie, al fine di favorire l’accesso ai concorsi da parte dei professionisti di cui avevamo bisogno.
«Abbiamo anche attivato il bando di mobilità interregionale. In base a quest’ultima formula, alcuni professionisti hanno risposto, dando la loro disponibilità a trasferisti a Cavalese.
«Ma non siamo riusciti ad ottenere le disponibilità necessarie attraverso i concorsi. Abbiamo ancora un concorso da espletare, con sette candidati, uno dei quali ha indicato come prima opzione la sede di Cavalese.»
L' impegno comunque non si esaurisce qui. È l'intera gamma di servizi a servizio delle puerpere che si sta rafforzando, secondo un'idea di sicurezza che fa perno necessariamente sulla rete.
 
Il sindaco di Cavalese ha riepilogato le aspettative del pubblico presente.
«Diteci quanto il punto nascita di Cavalese potrà riaprire in totale autonomia.»
Il sindaco ha ricordato inoltre che sicurezza non è solo sinonimo di numeri ma di qualità e che in tanti anni la qualità del servizio nel punto nascita di Cavalese è sempre stata garantita.
«Capiamo che non è facile reperire tutte le figure necessarie. Ma noi siamo nati qui, nella Magnifica Comunità si è sempre partorito, ne siamo orgogliosi, non vorremmo arrivare a dover rimpiangere un domani i nostri valori.»

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