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È morto Gianni Buoncompagni, aveva quasi 85 anni

È stato uno dei grandi artefici della radio e televisione italiana, partendo dalle trasmissioni degli '60 e '70 come «Bandiera Gialla» e «Alto gradimento»

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È morto Gianni Buoncompagni. Era nato ad Arezzo il 13 maggio 1932 ed è stato un grande conduttore radiofonico, un ottimo paroliere, noto autore televisivo e regista televisivo italiano.
Suo padre era un militare dei ruoli amministrativi e la madre una casalinga. A 18 anni si trasferì in Svezia, dove visse dieci anni svolgendo vari lavori, diplomandosi all'Accademia svedese di grafica e fotografia, e iniziando l'attività di conduttore radiofonico per la radio svedese.
In Svezia si sposa con un'aristocratica e ha da lei tre figlie, tra cui l'autrice televisiva Barbara. La moglie lo lascerà di lì a breve, e lui chiederà e otterrà la patria potestà, crescendo le figlie da ragazzo padre in Italia.
 
Tornato in Italia, vinse nel 1964 il concorso RAI per programmatore di musica leggera e iniziò a lavorare nella radiofonia RAI dove ebbe un grandissimo successo assieme a Renzo Arbore, nei programmi culto a cavallo tra gli anni sessanta e settanta come «Bandiera Gialla» prima e «Alto gradimento» poi, che furono determinanti per la diffusione della musica beat in Italia.
La coppia creò un nuovo modo di fare intrattenimento, basato sul non-sense, sulla creazione di tormentoni, sull'improvvisazione e l'imprevedibilità.
Nel 1965 debuttò anche come cantante, con il nome d'arte di Paolo Paolo, incidendo per la RCA Italiana. Sua è anche la voce nella sigla della Guapa.
Sempre nel 1965 scrive insieme a Gianni Meccia il testo per «Il mondo», successo mondiale di Jimmy Fontana, che gli frutta solo nel primo anno dieci milioni di lire, con cui si compra la prima casa. Tra le altre canzoni scritte da Boncompagni ricordiamo anche «Ragazzo triste» per Patty Pravo.
Fa parte della prima serie del programma quotidiano del mattino Chiamate Roma 3131 insieme a Franco Moccagatta e Federica Taddei, 1969.
 
Nel 1977 Boncompagni approda sugli schermi tv della RAI, dove conduce il programma musicale Discoring, anche questo di straordinario successo: fu uno dei primi programmi musicali destinato a un pubblico esclusivamente giovanile, con un proprio gergo, e con le ultime tendenze del momento sia musicali sia nell'abbigliamento.
Da allora le esperienze televisive si susseguirono continuamente: «Superstar» e «Drim» nel 1980 e poi, per quasi 10 anni in coppia con Giancarlo Magalli come autore, «Sotto le stelle» e «Che Patatrac» nel 1981, «Illusione, musica, balletto e altro» nel 1982 e «Galassia 2» nel 1983.
 
Oggi è conosciuto soprattutto come autore e regista di trasmissioni di grande successo popolare: «Pronto, Raffaella?» che consacrò la sua ex compagna Raffaella Carrà (1983/1985) che vinse nel 1984 il titolo di Personaggio televisivo femminile a livello europeo consegnato dalla European TV Magazines Association e per la quale scrisse spesso i testi di alcune delle sue più famose canzoni.
Proseguì con «Pronto, chi gioca?» che lanciò la carriera televisiva di Enrica Bonaccorti (1985/1987).
Dal 1987 al 1990 curò l'ideazione e la realizzazione di «Domenica In», dove sdoganò Edvige Fenech, già famosa come icona sexy grazie ai film scollacciati degli anni '70, e Marisa Laurito che grazie a lui consolidò la sua fama televisiva.
Fu proprio a Domenica In che nacque l'idea a basso costo del «Cruciverbone» e del pubblico di ragazzine figuranti, dotate di talento o semplicemente carine e petulanti, che preludevano quelle che saranno poi protagoniste di «Non è la RAI».
 
Risale infatti al 1991 il passaggio alle reti Fininvest (oggi Mediaset) con «Non è la RAI», l'ennesimo programma di culto con Enrica Bonaccorti, Antonella Elia, in onda da quell'anno fino al 1995.
In quelle quattro edizioni Boncompagni è stato sempre al centro delle attenzioni dei media a causa degli scandali legati al programma condotto dalla ancora minorenne Ambra Angiolini. Lo stesso anno realizzò anche «Primadonna» con Eva Robin's, «Bulli & pupe» (estate 1992) e poi «Rock 'n' Roll» (1993), praticamente degli spin-off nati dal successo della trasmissione pomeridiana. Il suo alter ego in quel periodo era Irene Ghergo, coautrice dei suoi programmi.
A «Non è la RAI» lanciò il personaggio di Ambra, che all'epoca fu un vero e proprio fenomeno di costume, ma dalla fucina del programma pomeridiano furono moltissime le personalità del mondo dello spettacolo che ebbero il loro debutto e che in seguito si distinsero in vari campi dello spettacolo: da Claudia Gerini a Laura Freddi, da Sabrina Impacciatore a Nicole Grimaudo, Antonella Elia, da Miriana Trevisan a Francesca Gollini.
Nella stagione 1995/1996 collaborò ad un ultimo programma in Mediaset con il programma pomeridiano «Casa Castagna», presentato da Alberto Castagna.
 
Tornato in RAI nel 1996, per due anni diresse «Macao», con Alba Parietti nella prima edizione e nella seconda con «PI» (personaggio creato graficamente per sopperire all'abbandono della Parietti), tutto sommato una variante del modulo di Non è la Rai, con comici, canzoni, ritornelli e un pubblico di figuranti-protagonisti, dove per la prima volta usò anche personaggi maschili.
Nel 1998 realizza per Rai 2 il programma di prima serata «Crociera» condotto da Nancy Brilli; gli ascolti sono molto bassi e la trasmissione viene soppressa dopo una sola puntata.
Nello stesso anno ha fatto parte della Commissione Artistica del Festival di Sanremo 1998 e ha collaborato con Piero Chiambretti per «Chiambretti c'è».
Nell'estate 2003 ha curato la trasmissione dell'access prime time di Rai 1 «Telefonate al buio», condotta da Mara Venier.
 
Il 9 giugno 2004 firma la regia televisiva per Rai 2 e Rai International del concerto di Elton John allo Stadio di Reggio Calabria, in Omaggio a Gianni Versace.
Nella stagione 2005/2006 avrebbe dovuto curare Domenica In, abbandonando tuttavia la trasmissione dopo la prima puntata.
Nell'autunno 2008 è tornato a lavorare come autore per Raffaella Carrà nella nuova edizione di «Carràmba che fortuna».
 
Il 23 ottobre 2006 Gianni Boncompagni torna in TV con un nuovo programma, dal titolo «Bombay», trasmesso dall'emittente La7.
Esattamente come nei suoi precedenti programmi, «Bombay» presenta scenografia minimale e pubblico composto da ragazze cantanti e vocianti; lo studio è diviso in due parti: una, molto grande, ospita la sala regia, affollata di ragazze, e un'altra, molto piccola, completamente tappezzata di rose gialle, che rappresenta il vero set televisivo, al cui interno vengono ospitati personaggi bizzarri che discutono su temi d'attualità sprofondando in dialoghi dell'assurdo.
Nel 2011 torna in Rai partecipando dal 25 maggio di quell’anno come giurato di «Lasciami cantare!», talent show canoro di Rai 1.
Dal 2012 cura una rubrica fissa su Il Fatto Quotidiano dal titolo "Complimenti".
 
Gianni Boncompagni ha cessato di vivere oggi, 16 aprile 2016, giorno di Pasqua. Nell'intervista a Claudio Sabelli Fioretti, pubblicata su Io Donna, supplemento al Corriere della Sera del 4 maggio 2012, ha dichiarato: «Io sono sempre stato ateo e morirò ateo».
 
Si ringrazia Wikipedia per le note e la foto che abbiamo utilizzato.

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