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«Luci ed ombre del legno» a Dozza (Bologna)

La mostra che viaggia in giro per l’Italia fa il pieno di pubblico

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Luci ed Ombre del legno, la mostra di sculture che porta in giro per l’Italia l’anima in legno del Tesino è in questi giorni a Dozza città d’Arte (BO), presso le sale della Rocca Sforzesca.
A poco più da una settimana dalla sua apertura, ha già ricevuto oltre 1.000 visitatori.
«È sempre sorprendente l’accoglienza che la mostra riceve in Emilia Romagna, – raccontano gli organizzatori. – Lo scorso anno, in un mese di apertura, sempre a Dozza città d’arte, si sono contati quasi 5.000 spettatori.
«Il successo della mostra al di fuori dai confini provinciali è legato al desiderio di volere conoscere una forma d’arte, quale quella della scultura in legno, non così diffusa lontano dalle Alpi.
«Il successo è inoltre legato al desiderio di entrare in contatto con la nostra provincia per respirare, se così si può dire, un’aria di vacanza.»
 

 
La mostra, di fatto, esporta una forma culturale caratteristica della nostra Regione, e con essa promuove un intero territorio, quale quello dell’altopiano del Tesino, caratterizzato dalla catena montuosa dei Lagorai e da ampi e verdi foreste.
In mostra sono esposti i quattro vincitori dell’ultima edizione del Simposio del Tesino, dove, ogni metà estate, quasi trenta artisti di provenienza internazionale vengono invitati e, per una settimana, scolpiscono per le vie e le piazze dei quattro paesi che caratterizzano l’altopiano trentino e ai quali si è recentemente aggiunto anche l’abitato di Strigno.
Ionel Alexandrescu (Romeno residente a Torino), Gianangelo Longhini di Asiago, Matthias Sieff di Campitello di Fassa, Mario Iral di Padova , sono i protagonisti dell’edizione visitata in questi giorni nella vittadina romagnola.
A loro, l’organizzazione, come ormai tradizione, ha affiancato un maestro regionale di chiara e riconosciuta esperienza.
 

 
Per quest’edizione, la scelta è ricaduta sul gardenese Martin Demetz, le cui opere sono state gentilmente prestate dai familiari.
Dopo Dozza, con la metà di maggio, la mostra che viaggia andrà nella Provincia di Salerno, nel grazioso abitato di Oliveto Citra, in un autentico abbraccio che unisce tutta l’Italia, continuando il suo suggestivo racconto che dice di un forte legame tra l’animo delle popolazioni alpine con il bosco.
La mostra è organizzata dal Centro di Documentazione del Lavoro sui Boschi ed è resa possibile grazie al supporto attivo della Provincia Autonoma di Trento, della Regione Trentino Alto Adige, della Provincia Autonoma di Bolzano, dei Comuni di Castello Tesino, Pieve Tesino, Cinte Tesino, Bieno, Castel Ivano e dell’APT Valsugana.

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