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Tutti attorno a un tavolo gli attori provinciali pubblici e privati

Politiche di conciliazione famiglia-lavoro: firmato l'accordo volontario di area

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Se cresce la famiglia, cresce la società. E cresce anche l’economia, perché una famiglia che può vivere al meglio la propria esistenza quotidiana costruisce benessere per sé ma al tempo stesso crea capitale sociale per la comunità e, così facendo, diventa motore di sviluppo.
Si basa su queste premesse - oltre che sul lungo percorso già fatto fino ad oggi in Trentino - l'accordo volontario di area sulla conciliazione lavoro-vita familiare siglato stamani in Provincia, alla presenza del presidente Ugo Rossi e del dirigente dell'Agenzia per la famiglia Luciano Malfer, fra tutti gli attori di settore: Provincia e Agenzia per la famiglia, natalità e politiche giovanili, Consigliera di parità, Forum delle Associazioni Familiari del Trentino, tsm-Trentino School of Management – LaReS Laboratorio Relazioni di Lavoro e Sindacali, Confindustria Trento, Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento, Federazione Trentina della Cooperazione, Cgil, Cisl e Uil del Trentino.
L'accordo, di durata triennale, è aperto alla sottoscrizione, in futuro, anche da parte di altri soggetti.
L'obiettivo è dare sistematicità e continuità alle politiche di settore, facendo, ognuno nel suo campo, la propria parte: sul versante conoscitivo, su quello normativo, ma soprattutto nell'innovare i processi organizzativi delle aziende per conciliare i tempi della vita lavorativa e quelli della vita famigliare, senza che ciò vada a scapito della produttività, ma anzi, semmai migliorandola.
 
Fra gli effetti positivi attesi, sul lungo periodo, quelli sull'occupazione femminile, che in Trentino come noto rimane attestata su valori più bassi rispetto a quella maschile, e sulla natalità.
«La firma di oggi ha un significato particolare - ha sottolineato il presidente Rossi - perché riunisce tutti gli attori che si occupano di politiche del lavoro e di politiche per lo sviluppo che insieme stanno già lavorando per accrescere la competitività del nostro territorio e al tempo stesso per migliorare i livelli occupazionali.
«I dati relativi al nostro mercato del lavoro sono come noto positivi, se consideriamo il contesto generale. Ma questo non basta: dobbiamo pensare al lavoro non solo in termini di quantità ma anche di qualità e di valore aggiunto.
«Siamo convinti che la certificazione Family, creata in Trentino ma guardata con favore da tutto il Paese, che coinvolge 190 imprese, sia un passo fondamentale per condividere uno standard e un modello organizzativo di lungo periodo.
«Questo impegno si inserisce nel più ampio sistema di interventi - compresi la previdenza integrativa e i fondi sanitari integrativi - che guardano al futuro della nostra società.»
 
«La certificazione Family Audit – ha detto a sua volta Malfer, nel presentare i dati di settore più recenti – va a incidere sulla qualità della vita e del lavoro nel loro complesso.
«Migliorare la qualità dei tempi significa dare valore alle persone, accrescere il benessere dei lavoratori e, così facendo, favorire anche la produttività aziendale.
«Analizzando i dati delle 70 aziende che, sulle 190 complessive, hanno attivato la certificazione da tre anni, si può osservare come la possibilità di rimodulare l'orario, che coinvolge oggi l'80%, dei lavoratori, abbia potenziato la competitività e migliorato i conti le imprese, essendosi ridotti gli straordinari e le assenze per malattia del figlio.
«La conciliazione è dunque parte della strategia aziendale: i dati dimostrano inoltre che essa agisce anche su due altri fronti importanti, l'occupazione femminile e la natalità.»
 

 
La possibilità per i lavoratori di conciliare vita professionale e vita famigliare è una componente fondamentale di coesione sociale e di sviluppo economico. Su questo terreno, il Trentino negli ultimi anni ha investito molto, diventando anche un punto di riferimento a livello nazionale.
Tra i principali atti provinciali che hanno concorso a delineare il quadro normativo attuale: il Libro Bianco sulle politiche familiari e per la natalità del 2009, la legge provinciale n.1 del 2011 per la promozione del benessere familiare e la natalità e la legge provinciale n.2 del 2016 in materia di appalti che, nell'ambito dell'offerta economicamente più vantaggiosa, consente di attribuire punteggi aggiuntivi alle organizzazioni che adottano modalità di gestione delle risorse umane attente ai bisogni di famiglie e lavoratori.
A livello statale, anche la legge di stabilità 2016 e gli atti ad essa collegati introducono nel contesto legislativo nazionale e provinciale opportunità per favorire la conciliazione tra esigenze di produttività e innovazione organizzativa delle aziende, benessere e conciliazione dei lavoratori, welfare territoriale locale.
Opportunità ulteriormente ampliate dalla legge di bilancio statale per il 2017 e, a livello locale, dalla legge di stabilità provinciale per il 2017 che ha introdotto incentivi fiscali.
 
È in questo quadro di riferimento, normativo e di policy, che si inserisce l’accordo volontario di area siglato oggi.
Una nuova alleanza tra attori pubblici e privati che si pone sulla scia delle esperienze già sviluppate, quelle dei Distretti, del Family audit, del Marchio family e di altri dispositivi specifici (come la Family card avviata a gennaio.
Esperienze con le quali il Trentino continua a perseguire l’intento di divenire sempre più accogliente per le famiglie, di creare un modello di responsabilità territoriale diffusa e condivisa, di rafforzare il rapporto tra politiche familiari e politiche di sviluppo economico. Il tutto in ottemperanza alle indicazioni della politica europea e nazionale e, al contempo, valorizzazione dei punti di forza del sistema provinciale.

L’obiettivo dell’accordo (che avrà durata triennale e che potrà essere sottoscritto anche in un secondo momento da altre organizzazioni) è, da una parte, sviluppare una riflessione costante e organizzata attorno a piani di welfare aziendale finalizzati a migliorare la condizione lavorativa e personale dei lavoratori e delle loro famiglie; dall’altra, aumentare la sensibilità di tutta la comunità attorno alle politiche di conciliazione, anche in termini di contrattazione, creando occasioni di informazione e conoscenza nei luoghi di lavoro e nelle associazioni di rappresentanza.
Inoltre, il presente accordo costituisce una leva importante per concorrere alla realizzazione delle politiche di sviluppo economico e d’investimento sociale e rafforzare con specifiche progettualità le reti di collaborazione e di servizi a supporto delle aziende.
 
In particolare - e con declinazioni specifiche per ciascun firmatario a seconda di ruolo e ambito di azione, che verranno presentate durante la conferenza stampa - nel breve periodo si mira ad ampliare le conoscenze delle tematiche oggetto dell’accordo tra gli operatori delle relazioni di lavoro e dei lavoratori e a rafforzare il concetto di Family audit.
A medio termine si punta a innovare i processi organizzativi e gestionali delle aziende per sostenere l’incremento della produttività e favorire una cultura della conciliazione tra tempi di vita lavorativa e di cura e vita famigliare.
La sfida nel lungo periodo diviene, quindi, incrementare l'occupazione femminile e la natalità e sviluppare benessere organizzativo col fine ultimo di costruire un territorio in cui le politiche rivolte alle famiglie siano considerate un valore aggiunto e un fattore di sviluppo.

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