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Costruire con il legno nell'emergenza post-sisma»

Studenti trentini a Montemonaco per un progetto di alternanza scuola-lavoro

Di nuovo il legno trentino protagonista dei progetti di ricostruzione nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto.
Questa volta però a farsene promotori sono gli studenti, grazie ad un progetto di alternanza scuola-lavoro che coinvolge più istituti scolastici.
Ieri la partenza per una visita ad alcuni dei comuni vittime del sisma di una sessantina di studenti e studentesse degli istituti Fontana di Rovereto (capofila), Rosa bianca di Cavalese, Iti Tione don Guetti, Iti Floriani Riva del Garda, i quali hanno nel propri piani di studio percorsi specifici sul tema.
Al progetto è associato anche l'Istituto comprensivo del Primiero, che collabora con Arca-Habitech.
 
«Ricostruire con il legno nell'emergenza post/sisma. Tecnologie e tecniche a confronto» è il progetto che si sta realizzando, in collaborazione con la Protezione civile.
I partecipanti sono ospitati in questi giorni nel campo di Montemonaco, presso Ascoli Piceno, e godono del supporto dei Nuvola, cosa importante visto che ad accoglierli hanno trovato, oltre naturalmente alle distruzioni portate dal terremoto, anche il cattivo tempo e la neve. Il sopralluogo si concluderà venerdì.
Al centro dell'attenzione la possibilità di realizzare alcuni edifici ad uso agricolo (ricoveri per animali e persone e attrezzi) e anche una piccola chiesa.
 
Il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all'istruzione, augura ai partecipanti di vivere un'esperienza ricca e formativa.
«Avete scelto di coniugare le competenze tecniche acquisite a scuola con una progettualità concreta, ha detto il presidente. – Un progetto ambizioso, ma anche utile e generoso, che vi porterà ad applicare quanto imparato ad una situazione difficile.
«Sarà sicuramente un momento di arricchimento personale ed umano, formativo nel senso più ampio del termine. Vi aspetto al vostro rientro per un resoconto dettagliato sull'attuazione del progetto e sui prossimi passi che seguiranno.
«In bocca al lupo, buon viaggio a voi e ai vostri insegnanti, a cui va il mio sincero grazie, e arrivederci a presto.»
 
«Attorno a questo progetto si è creata una collaborazione corale da parte di tutti i soggetti interessati – sottolinea a sua volta Elena Ruggeri, coordinatrice dell'esperienza, già dirigente scolastica del Fontana – dalle cinque scuole alla Protezione civile trentina, dall'Istituto per la valorizzazione del legno del Cnr di San Michele agli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti e all'Arcidiocesi di Trento.
«Siamo convinti che questa sarà un'esperienza preziosa per gli studenti coinvolti oltre che utile per le popolazioni colpite dal terremoto.»
 
Nel corso della visita il gruppo visiterà, oltre a Montemonaco, i borghi di Castelluccio e Norcia, toccando con mano i danni portati dal terremoto e raccogliendo dati e informazioni che lo aiuterà nella pianificazione successiva degli interventi.
Inoltre i partecipanti potranno «vivere», e quindi conoscere in maniera approfondita, la realtà di un campo di accoglienza allestito dalla nostra Protezione civile, con tutte le sue complesse problematiche.
Scuola al servizio della comunità, insomma, Scuola come viatico per la «vita reale», che è fatta sì di lavoro ma anche, come in questo caso, di solidarietà, attraverso la messa a disposizione delle conoscenze accumulate sui banchi e nei laboratori degli istituti a chi ne ha bisogno.
 

 
 Il progetto 
L’emergenza post-sisma ha evidenziato l’importanza del legno nelle costruzioni ed in particolare nelle fasi di ricostruzione.
Il Trentino svolge da sempre un ruolo importante all’interno della filiera delle costruzioni in legno sia per la produzione la lavorazione la progettazione e la certificazione.
La filiera Trentina del legno oggi si estende dalla scuola alla produzione senza soluzione di continuità ed occupa una posizione di eccellenza all’interno del mercato europeo e non solo.
La scuola in questi ultimi anni è entrata da protagonista nella filiera del legno sia a livello di istituti di istruzione che a livello di formazione professionale e con questo progetto tende a potenziare le competenze degli alunni ed a rafforzare i rapporti con gli altri soggetti che compongono la filiera (aziende, segherie, enti di certificazione ecc.).
 
Il progetto, coordinato dal professor Andrea Vinante,  è rivolto da un lato all’approfondimento del perché molti edifici sono crollati e dall’altro vuole approfondire e mettere a confronto nell’ambito delle costruzioni in legno i diversi sistemi costruttivi/tecnologici presenti in realtà geografiche molto lontane e diverse tra di loro, per valutare quali possono essere le soluzioni migliori per fronteggiare l’emergenza post/sisma.
Dopo una fase conoscitiva gli studenti saranno coinvolti in un attività elaborativa che affronterà due tematiche distinte: una strettamente legata all’emergenza abitativa/residenziale (con riferimento in questa fase soprattutto ai moduli agricoli); l’altra volta a fronteggiare le esigenze di quella parte di popolazione che di colpo si è trovata senza il sostegno dei consueti luoghi di culto e di preghiera.
Ogni singola scuola sarà quindi chiamata a svolgere da un lato la progettazione/realizzazione di un prototipo di M.A.P. ad alta efficienza energetica da mettere a disposizione della Protezione civile nazionale e provinciale; dall’altra progetterà una piccola chiesa prefabbricata in legno per le comunità che sono rimaste prive di questo tipo di struttura e che ne avvertono molto la mancanza.
Nel corso dell'anno scolastico si è svolta nelle scuole un'intensa fase di formazione, soprattutto con la modalità della videoconferenza. In questi giorni, il sopralluogo nelle località colpite dal terremoto.

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