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Storie di donne, letteratura di genere/ 163 – Di Luciana Grillo

Maria Varsalona, «Mirabel e la crisi» – Un percorso spirituale che si conclude con il risveglio delle proprie risorse interiori

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Titolo: Mirabel e la crisi
Autrice: Maria Varsalona
 
Editore: Temperino Rosso, 2016
Collana: Giorni possibili
 
Pagine: 120, Brossura
Prezzo di copertina: € 13
 
Un piccolo libro che racconta la crescita di una bambina – Mirabel – attraverso le sue conversazioni con la nonna, che sa parlare di qualsiasi argomento con la tenerezza e la chiarezza che ogni adulto responsabile deve utilizzare nel suo confrontarsi con i bambini.
Quando, per esempio, Mirabel chiede alla nonna cosa sia la crisi di cui tanto sente parlare, la nonna «avrebbe potuto dirle che la crisi provoca la carenza di lavoro, il fallimento delle fabbriche e delle banche, l’eccedenza di merci che nessuno riesce più a comprare, ma ponendola di fronte a tutto ciò non avrebbe fatto altro che imprigionare la bimba negli stessi schemi degli adulti, facendola rimanere piccola come loro», invece «doveva salvarla da tutte le trappole che avrebbe incontrato nel corso della sua vita, create appositamente per impoverire il cuore e la mente delle persone ancor prima delle loro tasche».
 
Interessante il fatto che la nonna parli di persone anche quando l’interlocutrice è una bambina. Dunque, rispondere in modo chiaro, non ricorrere a storielle fantasiose, ma rispettare quella piccola persona e «evitare che si spegnesse quella capacità di meravigliarsi, di immaginare…».
Quando però è da sola, la nonna sente la presenza minacciosa della crisi, e non può non parlarne con gli amici che incontra casualmente al pub, né può non considerare la distanza che separa il mondo tenero di Mirabel da quello degli amici, pervaso di pessimismo.
 
L’autrice riflette, sembra parlare a se stessa, alternando prosa e versi con naturalezza, considerando «quella forma di solitudine arida che fa rimanere sordi al richiamo della Vita e accecati dalle morbose spinte della mera sopravvivenza».
Spesso fantastica, vola col pensiero in situazioni strane, si trova in una misteriosa casetta, la cui porta «recava la scritta Saggezza», vede una strana libreria in alto, «addossata alla parete, ma adiacente al soffitto», nulla di speciale, solo il «grigiore di una biblioteca in naftalina»… e poi, perplessa «mi prefiguravo il momento in cui la razionalità avrebbe bussato alla porta della coscienza e avrebbe iniziato a martellarmi con i suoi incessanti tuttavia…».
Infine, quando «Il salone, il bosco, gli scriccioli e il vento,/tutto era tornato al suo posto… - Bene!, esclamò, alzandosi in piedi e avviandosi all’uscita. Adesso sono pronta per ricominciare!».
 
La chiusura è estremamente chiara, un invito ad andare avanti, abbandonando dubbi e paure: «Respira!/Sogna!/Inventa!/ La strada è tutta colorata / se reinventata».
 
Luciana Grillo – l-grillo@ladigetto.it
(Precedenti recensioni)

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