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Gli incanti lacustri con Raphael Gualazzi – Di Sandra Matuella

Un recital pianistico tra ragtime vertiginosi e blues in stile New Orleans, un Raphael Gualazzi nitido, perfetto per omaggiare le chiare e dolci acque del lago di Levico

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Un recital pianistico in riva al lago con uno dei più grandi musicisti jazz e oltre della musica italiana, come Raphael Gualazzi, è stato l’evento romantico perfetto per inaugurare Blue Lakes Festival, la rassegna firmata da Arturo Brachetti per valorizzare i laghi di Levico e di Caldonazzo, i due laghi trentini per eccellenza, premiati con la prestigiosa Bandiera Blu d’Europa.
 
Il Blue Lakes Festival è stato ideato dall’artista e produttore trentino Pino Putignani che è riuscito a coinvolgere un artista internazionale del calibro di Arturo Brachetti: in qualità di direttore artistico, Brachetti ha realizzato il cartellone più originale e accattivante dell’estate trentina.
Dopo il piano solo di Gualazzi, infatti, sarà la volta, il 20 luglio a Pergine, di Luca Bono, l’enfant prodige dell’illusionismo mondiale, che proporrà uno spettacolo di magia, con la regia curata dallo stesso Brachetti.
 

 
Il festival si chiude il 30 luglio sulla Spiaggia Riviera del Lago di Caldonazzo, con il grande mimo-clown Pass Pass.
Il festival è realizzato da Piattaforma Eventi con l’Apt Valsugana Lagorai.
Per l’evento inaugurale di martedì sera con Raphael Gualazzi, gli organizzatori hanno scelto la spiaggia libera di Levico Terme come anfiteatro naturale per il pubblico, mentre il profilo del musicista marchigiano chino sul pianoforte a coda nero in riva al lago di Levico, sembrava galleggiare sulle acque cangianti alle ultime luci del tramonto, per un effetto davvero suggestivo.
 
Circa tremila spettatori di tutte le età accorsi da tutto il Trentino e anche dal Veneto, per l’attesa tappa del «Love Life Peace» Tour, hanno seguito in un silenzio che era segno di un ascolto attento ed emozionato, le quasi due ore ininterrotte del concerto, in cui l’artista, solitamente riservato e di poche parole, si è raccontato sottovoce e con tutta la classe, l’ironia e la generosità che contraddistinguono la sua musica.
 

 
Non propone i successi sanremesi, ma le canzoni sue e, soprattutto quelle dei suoi maestri, dal pianista Fats Waller al trombettista Nat Gonella, significative del suo percorso umano e artistico.
Racconta, in pratica, la sua ricerca musicale, che spazia dal blues a jazz, naturalmente la musica classica, ma anche le sonorità africane e siciliane; spazio anche ai toni confidenziali di «Empty Home» ispirata nel 2006 da una delusione di cuore.
E poi la passione per le musiche dei cartoni animati, da Tom & Jerry in poi, che hanno ispirato la sua spassosissima colonna sonora di un film d’animazione a ritmo di Can Can.
 
Dal punto di vista pianistico, era un recital di puro virtuosismo, tra ragtime vertiginosi e blues in stile New Orleans, preludi classicheggianti e arpeggi ineffabili, per una esecuzione ricca, variegata, mirabolante, ma sempre perfettamente controllata e senza sbavature di sorta: il suono di Raphael Gualazzi è nitido, perfetto, quindi, per omaggiare le chiare e dolci acque del lago levicense.
 
Sandra Matuella – s.matuella@ladigetto.it


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