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Un'altra pianta d’appartamento: lo Spathiphyllum – Di Davide Brugna

Apprezzata sia per le foglie dal colore verde scuro e lucide che per i fiori... che in realtà sono delle foglie modificate chiamate «spate»

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Prima di iniziare con il nostro consueto appuntamento sul verde, ci tengo a ringraziare tutti voi per l'ottimo riscontro che i miei piccoli articoli stanno avendo. Per me è di enorme soddisfazione vedere che i miei studi possano giovare anche ad altra gente.
Adesso però bando alle ciance e, come promesso settimane fa, ancora per un mesetto parleremo di piante d'appartamento.
Siamo passati dalle orchidee agli Anthurium, oggi affrontiamo probabilmente una delle piante più semplici da coltivare nelle nostre case e che da molte e molte soddisfazioni, questo è lo Spathiphyllum.
Questa pianta viene apprezzata sia per le foglie, dal colore verde scuro e lucide che per i fiori, questi sono tipicamente di un bianco puro, a dir la verità, quelle che tutti noi chiamiamo fiori, in realtà sono delle foglie modificate chiamate spate.
Vediamo un po' di che cure necessita la nostra pianta…
  
Essendo di origine tropicale, chiaramente non può sopportare il nostro clima freddo, però, come già detto per l'Anthurium, durante il periodo estivo è buona prassi lasciarlo all'esterno, magari in ambiente ombroso ed umido cosicché si ripulisca dalla polvere invernale.
È una pianta che nelle nostre case bisognerà posizionare in luogo molto luminoso, magari esposta a raggi solari filtrati da una tenda leggera, in questo modo si avrà la produzione di splendide spate bianche.
Nel caso non abbia questa opportunità, lo Spathiphyllum produrrà spate verdi e comunque le foglie verdi rimarranno molto rigogliose.
Se dovessimo vedere delle macchie marroni e secche sulle foglie, stiamo attenti, probabilmente i raggi solari non sono abbastanza filtrati e la pianta si sta scottando!
 

 
Per quanto riguarda l'apporto idrico, la nostra pianta è abbastanza esigente, in natura cresce sui bordi degli stagni, quindi potete capire che necessita di molta acqua, avendo cura di lasciar leggermente asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra.
Ricordiamoci che, come quasi tutte le piante, meglio è evitare che ci sia del ristagno, quindi togliamo il sottovaso, oppure, controlliamo sempre che non ci rimanga acqua dentro.
Il nostro consiglio è sempre quello di mettere in «ammollo» per una decina di minuti la pianta in una decina di centimetri di acqua.
 
La fioritura di questa pianta dura praticamente tutto l'anno, sta chiaramente a noi mettere lo Spathiphyllum nelle condizioni per la rifiorenza.
Quindi, tanta luce ma non diretta, concime con alto titolo di potassio ogni 15 giorni, abbondante acqua evitando il ristagno e se vediamo che il vaso è troppo piccolo possiamo provvedere al rinvaso, questo deve essere eseguito a fine inverno.
Rimanendo nel discorso travaso, se dovessimo vedere che durante l'anno le radici cominciano ad uscire dai buchetti sotto il vaso, possiamo tranquillamente cambiare vaso.
Non serve assolutamente mettere un vaso enorme, basta un paio di centimetri in più, così eviterò che il terriccio in più costituisca un potenziale pericolo per quanto riguarda l'eccessiva trattenuta idrica e quindi marciumi…
 
Come ogni settimana vediamo come scegliere il nostro Sphatiphyllum.
In questo caso è molto semplice, visto la rapida crescita e la facile coltivazione, questa pianta ha spesso prezzi molto contenuti rispetto al cugino Anthurium.
Sicuramente guardiamo il numero dei fiori, più ne ha e più il suo valore aumenta, controlliamo bene le foglie, devono essere di un verde carico, che dia l'idea di foresta tropicale!
Come sempre scegliete la qualità dei floricoltori trentini (AFLOVIT), la lista dei vivai e garden associati è disponibile su internet.
 
Buon lavoro, Brugna dott. Davide
d.brugna@ladigetto.it


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