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La Giunta Euregio in visita al Santuario di San Romedio

Apprezzato il nuovo percorso espositivo permanente, inaugurata anche una targa bilingue sul Cammino del Santo eremita

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Nel pomeriggio i tre presidenti dell'Euregio, Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter, accompagnati dall'arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, hanno visitato il Santuario dedicato a San Romedio e il nuovo percorso espositivo permanente, ultimo tassello della campagna di restauri, riuso e riqualificazione del santuario condotta dalla Provincia autonoma di Trento tramite la Soprintendenza per i beni culturali, in base al protocollo d’intesa con l’Arcidiocesi di Trento, la Comunità della Val di Non e i Comuni di Predaia, di Sanzeno e di Romeno.
«San Romedio. Mille anni di storia, arte e devozione» racconta gli aspetti storici, artistici, iconografici, religiosi e devozionali di uno dei santuari più belli della regione alpina.
I tre presidenti hanno colto l'occasione per inaugurare una targa bilingue sul Cammino San Romedio; il santo dell'Orso, infatti, è uno dei tanti esempi dell'unità culturale del Tirolo storico: Romedio era partito da Thaur in Tirolo e aveva stabilito la sua dimora presso il luogo dei martiri anauniesi, in Val di Non, nella rocca che poi prese il suo nome.
Dai tre presidenti sono arrivate parole congiunte di apprezzamento a questo cammino trasnfrontaliero, capace di superare i confini e di mettere in relazione le bellezze dei tre territori.
Nel corso del pomeriggio anche la deposizione di una corona per commemorare il pellegrinaggio di Andreas Hofer al Santuario, avvenuto il 7 luglio del 1809, in una cerimonia che ha visto la presenza delle Compagnie Schützen Nonsberg, Sulzberg e Proves, allietata dalla Königsberg Musikanten.
«Andreas Hofer non rappresenta soltanto un pezzo importante nostra storia comune, ma trasmette anche gli ideali dell’Euregio che sono l’attaccamento alla nostra terra, una fede cristiana fatta di apertura e solidarietà, il lottare per un futuro in cui si crede.»
 

 
 «San Romedio. Mille anni di storia, arte e devozione» 
Il percorso espositivo, il cui progetto è stato curato dall'architetto Roberto Festi, dà conto della pluriennale campagna di conservazione e valorizzazione del santuario di San Romedio finanziata dalla Provincia autonoma di Trento tra il 2012 e il 2016.
Con il coordinamento scientifico di Salvatore Ferrari e di Ermanno Tabarelli de Fatis, sono stati esposti una quarantina di ex voto, reperti archeologici rinvenuti ai piedi della rupe, alcuni riquadri affrescati strappati nel 1932 e applicati su tela, i preziosi sportelli con specchiature in scagliola policroma provenienti da un reliquiario a cassetta del 1666, materiali archivistici e librari e varie riproduzioni finalizzate a illustrare l’iconografia del santo e del suo santuario.
Gli interventi di manutenzione e restauro delle opere esposte sono stati curati dalla ditta Enrica Vinante restauro opere d’arte e dal Laboratorio di Restauro della Soprintendenza per i beni culturali (Antonello Pandolfo, Roberto Perini, Maria Luisa Tomasi con la collaborazione di Paolo Poier).
Lo spazio è allestito in tre ambienti al piano terra, presso l’ingresso del santuario.
 

 
 Il Cammino di San Romedio 
Il cammino è frutto dell'impegno della guida alpina Hans Staud, insieme al decano Martin Ferner, entrambi di Thaur in Tirolo, e nasce nel 2014, in occasione dell’anniversario dei 50 anni di diocesi a Innsbruck.
L'emozionante percorso, che parte da Thaur e arriva a San Romedio, è lungo 180 chilometri con altitudini complessive di oltre 9.000 metri da affrontare in 12 tappe giornaliere: si tratta di un'occasione unica per conoscere la varietà e la bellezza dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.
Il percorso conduce il pellegrino attraverso dolci valli e città storiche, nonché imponenti valichi e dorsi di montagna. Dal Tirolo del Nord passando per l’Alto Adige e arrivando in Trentino: da un territorio di lingua tedesca a uno di lingua italiana. In cammino si superano i confini, non solo quelli tra Tirolo, Alto Adige e Trentino, ma anche i propri confini spirituali.
 

 
 Pellegrinaggio di Andreas Hofer 
Era il 6 luglio 1809 quando Andreas Hofer, nel pieno della sollevazione popolare tirolese, chiamò a convegno in Val di Non, a Revò, i capitani delle Compagnie Schützen delle valli del Noce, della Rotaliana e delle Giudicarie, per organizzare la difesa di quella parte della regione, in un momento molto delicato dell'insurrezione.
Hofer conosceva molto bene la terra anaune, avendo vissuto a Cles in giovane età, dal 1780 al 1785, per apprendere la lingua italiana e il mestiere dell'oste. Il giorno successivo, 7 luglio 1809, l'oste della Passiria si recò in pellegrinaggio al santuario di San Romedio, accompagnato da 600 Schützen, per invocare l'aiuto di Dio per la salvaguardia della patria e delle comunità.
Per ricordare la devozione del Sandwirt ogni anno si tiene una cerimonia partecipata da Compagnie Schützen del Tirolo storico presso il Santuario di San Romedio.

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