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«Spotify» si prepara a sbarcare a Wall Street

Il servizio di musica in streaming più amato e utilizzato al mondo vanta un fatturato in netto rialzo che nel 2016 ha toccato quota +53%

Numeri da record quelli di «Spotify».
Il servizio di musica in streaming più amato ed utilizzato nel mondo vanta un fatturato in netto rialzo che ha toccato quota +53%, con un aumento in termini monetari di 2,9 miliardi di euro, messi a segno nel 2016.
Spotify pronta per entrare in Borsa ha da poco raggiunto i 140 milioni di utenti ed ha aumentato considerevolmente il proprio giro di affari.
Dei 140 milioni di utenti circa 48 risultano abbonati stabilmente alla piattaforma, disponibile in 60 mercati diversi e pronta ad espandersi ancora, prova ne è anche l'enorme successo ottenuto in Giappone, paese che rappresenta il secondo mercato mondiale.
L'entrata di Spotify sui mercati finanziari degli indici è prevista tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 e le azioni potranno essere acquistate dagli investitori direttamente sul mercato.
Si tratta di un'opportunità molto interessante secondo gli analisti.
 
Il mercato guarda con estrema attenzione l'universo Spotity i cui vertici a maggio hanno siglato un accordo con i musicisti americani per chiudere l'annosa vicenda su compensi e diffusione dei brani.
L'accordo di maggio segue l'intesa che la piattaforma ha chiuso con la Universal in merito ai nuovi brani musicali, il cui ascolto è riservato al momento dell'uscita sul mercato ai soli utenti Premium, ovvero a chi ha contratto un abbonamento, con apertura agli altri fruitori nelle due settimane successive.
Spotify inaugurata nel 2008 ha realizzato un prodotto entrato nella storia e oggi offre agli utenti consigli specifici su quali musicisti seguire, in perfetta linea ai gusti espressi dall'ascoltatore. Si tratta di un modo interessante per elevare gli orizzonti musicali e far crescere il settore.
L'ingresso in Borsa, forte di una valutazione dell'azienda che, secondo i ben informati, avrebbe toccato quota 13 miliardi di dollari, porta con se novità radicali.
Spotify opta per una soluzione che accantona il tradizionale collocamento iniziale delle azioni.
 
Il debutto a Wall Street infatti avverrà imboccando la via più semplice e diretta.
Considerando la quotazione al New York Stock Exchange gli investitori potranno acquisire le azioni direttamente sul mercato, evitando le restrizioni delle quotazioni stabilite all'origine.
Un'operazione di questo tipo viene intrapresa per la prima volta da una società di grande rilevanza come Spotify.
Di norma in occasione di una Ipo l'offerta agli investitori si presenta prima del debutto in Borsa, una scelta che permette ai sottoscrittori di decidere qual è il prezzo di collocamento.
La piattaforma digitale di musica ha scelto di andare in un'altra direzione optando per la quotazione diretta, senza di fatto considerare un prezzo predeterminato.
L'iniziativa raccoglie attorno a se grande interesse, soprattutto da parte degli analisti, perché se avrà successo potrebbe davvero aprire una strada innovativa in termini di quotazione delle aziende.
 
La manovra voluta dai due fondatori e attuali Ceo di Spotify Daniel Ek e Martin Lorentzon, è un'operazione che dovrà essere affrontata con attenzione, si tratta infatti di una scelta delicata.
Nel caso di un esito positivo sarà un'autentica rivoluzione, quel che è certo è che già ora la notizia ha saputo attirare su di se grande attenzione da parte dei media così come degli investitori in ogni angolo del mondo.
L'operazione avviene comunque secondo i canoni delle investment bank, e non sarà del tutto fuori dalle logiche del mercato o priva di un supporto specializzato. Spotify nella gestione delle procedure ha scelto infatti di farsi seguire da professionisti illustri quali sono quelli di Morgan Stanley, Goldman Sachs e Allen & Co.
Gli analisti, come dicevamo, ma soprattutto i grandi nomi della Borsa americana, nonostante arrivino da un periodo decisamente sereno caratterizzato dai livelli in crescita degli indici, dimostrano ancora una certa inquietudine, osservano attentamente il mercato e soprattutto i rilanci delle offerte pubbliche iniziali, meglio conosciuti come Ipo.

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