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La trentina Arianna Bridi conquista il bronzo nella 10 km

Questa conquistata ai Mondiali di nuoto di Budapest è la prima medaglia iridata della nostra ragazza

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Foto FIN Deepbluemedia.

Arianna Bridi conferma la sua ascesa internazionale e conquista il bronzo nella 10 chilometri di nuoto di fondo ai mondiali, in svolgimento a Budapest, nella seconda prova del programma sul Lago Balaton.
È la seconda medaglia azzurra nella disciplina dopo l'argento di Mario Sanzullo nella cinque chilometri di ieri.
Per la trentina - che compirà 22 anni il 6 novembre, allenata a Roma dal tecnico federale Fabrizio Antonelli - è la prima medaglia iridata, dopo il nono posto nella 5 km di Kazan e il terzo posto agli Europei di Hoorn 2016.
L'Italia torna sul podio mondiale nella distanza olimpica dopo l'argento di Martina Grimaldi a Shanghai 2011.
 
L'azzurra - tesserata per Esercito e RN Trento - tocca la piastra in 2h00'17"2 in ex aequo con la brasiliana Ana Marcela Cunha (bronzo in Russia due anni fa e argento a Barcellona nel 2013).
Davanti a tutte la campionessa uscente Aurelie Muller, nota anche per la squalifica olimpica, causa infrazione su Rachele Bruni all'arrivo.
La ventisettenne transalpina, allieva di Philippe Lucas, resta in testa praticamente per tutta la gara, salvo lasciare spazio a Bridi tra il settimo e l'ottavo chilometro, e chiude in 2h00'13"17; argento alla sorprendente ecuadoriana Samanta Arevalo in 2h00'17"0.
 
Per Rachele Bruni il mondiale resta tabù.
La ventiseienne di Firenze - vice campionessa olimpica, tesserata per Esercito e Aurelia Unicusano - è quinta in 2h00'21"4, dopo essere rimasta costantemente a contatto dal sesto chilometro di Muller e della compagna di squadra.
Esulta Arianna al traguardo; lei, tenace e caparbia come non mai, che ha dovuto rallentare la preparazione per Budapest nell'ultimo mese a causa di alcuni problemi fisici.
«Sono rimasta nascosta all'inizio per poi risalire bracciata dopo bracciata, – spiega lucidamente. - Alla fine non ne avevo più: gli ultimi cinquecento metri sono stati durissimi; ho provato a tenere la scia della francese ma ero in riserva.»
 

 
L'atleta trentina – oro alle Universiadi di Gwangju – ha abbandonato il lago di Caldonazzo nel settembre 2015 per allenarsi a fianco di Bruni a Roma. La medaglia olimpica della toscana è anche un po' sua perché in allenamento è un metronomo, un continuo stimolo per i compagni.
«Allo sprint temevo proprio Rachele perché ha una grinta e un cambio di ritmo sul finale che nessun'altra fondista al mondo possiede: quando pensi che sia stanca morta tira fuori sempre energie inaspettate, per me è uno stimolo e un esempio costante.
«Mi spiace non sia sul podio; questa volta sono riuscita meglio di a canalizzare le energie, ma resta almeno due spanne sopra di me.»
 
Nata a Trento - due vittorie in World Cup a Lec Megantic in Canada un anno fa e a Viedma, in Argentina a febbraio - Arianna Bridi è un talento in costante crescita.
«Sinceramente, se un paio di anni fa mi avessero detto che sarei stata bronzo mondiale a Balaton non c'avrei creduto. Questo successo è figlio della costanza, del lavoro e di scelte anche difficili: ci tengo a dedicarlo a tutto lo staff e a tutta la squadra. Oltre che alla mia famiglia.
«Papà Marino se n'è andato nel gennaio del 2016. Ero in collegiale in Sud Africa e sono tornata il giorno prima che finisse. Mi ha aspettato per salutarmi. Ora starà piangendo di gioia in cielo.
«Per spronarmi mi diceva di andare a zappare l'orto di casa; lui contadino ed elettricista. Se sono diventata un'atleta forte è anche per merito suo, che mi ha insegnato la dedizione per il lavoro.
«Un bacio alla mia nipotina che oggi compie 4 anni. La mascotte che ho conquistato è il suo regalo.»
 
Delusa Rachele Bruni che non riesce a chiudere un cerchio perfetto, dopo le molteplici medaglie europee, l'argento olimpico a Rio e la doppia vittoria della coppa del mondo.
«Ho pagato gli errori compiuti durante il secondo giro, – ha detto. – Ho sprecato parecchie energie lottando per posizioni inutili in una fase della gara ancora poco importante. Nel finale mi è mancato lo spunto vincente: un vero peccato perché avevo buone sensazioni.»
Soddisfatto e orgoglioso delle ragazze il tecnico federale Fabrizio Antonelli.
«Non posso che dare un dieci pieno a tutte due. Meritavano entrambe di salire sul podio: lo sport è cosi, è impietoso. Arianna ha delle potenzialità enormi: non sono l'autore di un miracolo, ma ho la fortuna di avere in casa atlete del genere.
«Rachele è sempre una garanzia e un quinto posto mondiale rappresenta comunque un grande risultato.»
Il nuoto in acque libere tornerà protagonista al Lago di Balaton con la 10 chilometri maschile in programma martedì alle 10 con Federico Vanelli e il campione del mondo della 25 km di Kazan Simone Ruffini.
 
 Podio della 10 chilometri femminile 
1. Aurelie Muller (Fra) 2h00'13''17
2. Samanta Arevalo (Ecu) 2h00'17''0
3. Arianna Bridi (Ita) e Ana Marcela Cunha (Bra) 2h00'17''2
5. Rachele Bruni (Ita) 2h00'21''4.

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