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Presentati i progetti di eccellenza del bando sviluppo economico

In vetrina le reti tra enti di ricerca, imprese del territorio e giovani ricercatori

Ricercatori, imprenditori e referenti degli enti di ricerca hanno presentato  gli sviluppi, i progressi e le concrete ricadute delle proprie ricerche sul territorio trentino.
Otto i progetti in vetrina presso la sede di Palazzo Calepini e sostenuti nel primo bando per progetti di ricerca scientifica finalizzati allo sviluppo di iniziative imprenditoriali.
 
«Un momento quanto mai utile ed interessante – ha spiegato il Presidente di Fondazione Caritro Michele Iori – perché da una parte permette ai soggetti coinvolti di avere un confronto sugli esiti e sulle potenzialità delle proprie ricerche e dall’altra la stessa Fondazione ha modo di capire come sono state impiegate le risorse, anche in un’ottica di programmazione futura.
«Quello sullo sviluppo economico è un bando, infatti, sul quale puntiamo per sostenere l’attività di giovani ricercatori qualificati under 40 e per mettere in relazione Enti di ricerca e aziende appartenenti al sistema economico trentino.
«A inizio anno è stata promossa la terza edizione di questo bando il cui stanziamento complessivo ammonta a 1,7 milioni di euro.
«I progetti sostenuti nelle due edizioni precedenti sono 19 e hanno coinvolto 25 ricercatori oltre a 43 realtà del sistema economico trentino.»
 
«Si tratta di ricerche molto eterogenee tra loro e dal forte carattere innovativo – ha spiegato il direttore Filippo Manfredi – accomunate tutte da un unico filo conduttore, l’applicazione pratica delle conoscenze tecnico-scientifiche maturate negli enti di ricerca in connessione con le esigenze aziendali.
«Non solo, i giovani ricercatori hanno avuto l’opportunità di seguire percorsi di crescita trovando sbocchi professionali all’interno dell’azienda con la quale collaborano, avviando nuove iniziative imprenditoriali o proseguendo nell’attività di ricerca.»
 
Federico Pintore, ricercatore del Dipartimento di Matematica dell’Università di Trento – CryptolabTn – ha illustrato quali sono i risvolti pratici della sua ricerca, giunta quasi al termine.
Nuovi sistemi di pagamento Mobile Payment con Fidelity Card, PagoBANCOMAT e Criptovalute è svolta in collaborazione con l’azienda Argentea Srl (gruppo GPI), leader nel settore, e porterà in futuro alla gestione totalmente virtuale di un borsellino elettronico, con il quale – ad esempio – poter fare acquisti in un punto vendita senza necessariamente disporre di contanti, bancomat o carte di credito, ma sfruttando semplicemente una tessera fedeltà, un’applicazione smart sul telefonino e innovativi sistemi di pagamenti elettronici, come Bitcoin, PayPal e SatisSpay.
 
Altrettanto innovativi sono i risvolti della ricerca illustrata da Graziano Guella e Luca Fiori, entrambi professori e referenti del progetto per l’Università di Trento, condotto in collaborazione con l’azienda Astro.
Un progetto totalmente «Made in Trentino» (a partire dalla materia prima ovvero la trota) che mira ad avviare una nuova iniziativa imprenditoriale sulla base di risultati scientifici estremamente promettenti legati al recupero di olio di trota dagli scarti di lavorazione (900 tonnellate/anno) e nel suo successivo arricchimento in derivati lipidici cosiddetti «omega-3» di grande interesse per il mercato nutraceutico e farmaceutico.
Allo stato attuale su 870 milioni di tonnellate di scarti prodotti in un anno, 31 milioni di tonnellate sono arricchite di olio omega 3 (al 60%), mentre altre 200 circa tonnellate possono essere sfruttate come farine proteiche e olio non alimentare.
 
Affine al campo medico-scientifico è anche il progetto in collaborazione con E-Pharma sul quale ha lavorato Filippo Pacchioni, che si è posto l’obiettivo di implementare l’uso di metodologie molecolari (real-time PCR) alternative o complementari alle metodiche attualmente in uso per il controllo di qualità microbiologico nei processi produttivi in ambito farmaceutico e nel monitoraggio degli ambienti di produzione e confezionamento.
 
Luca Minati, ricercatore dell’Istituto di Biofisica del C.N.R. di Trento, ha parlato di RiboTIP (PolyRIBOsomes on microplaTes for Innovative Products), progetto di ricerca che mira alla messa a punto di un sistema innovativo di purificazione e di estrazione di RNA (acido ribonucleico) per giungere alla produzione e commercializzazione di kit pronti all'uso.
In questo modo si intende produrre nuova tecnologia a disposizione di imprese per nuove iniziative commerciali.
 
Tin Jet, realizzato con la collaborazione dell’Università degli Studi di Verona e dell’azienda Noivion srl, è invece il progetto al quale ha lavorato il ricercatore Daniele Menossi per dimostrare la produzione di celle solari a film sottile in Solfuro di Stagno (SnS) mediante l'innovativa tecnica di deposizione IJD.
Il Solfuro di Stagno rappresenta infatti un eccellente candidato per la produzione di massa di celle solari in quanto è composto da elementi abbondanti nell’ambiente e non tossici al contrario dei materiali attualmente utilizzati per la produzione di massa di pannelli solari a film sottile.
 
Un approccio efficace e spendibile sul mercato deriva anche dal progetto Smart and sustaiNablE City from Above - SeNECA, in collaborazione con l’azienda Trilogis e Fondazione Bruno Kessler.
Quello che ne emerge è un prodotto innovativo – come spiegato dal ricercatore Gustavo Soria e dal tutor Andrea Revolti – in grado di fornire informazioni tridimensionali (3D) ed un audit energetico di scenari urbani. SeNECA si basa infatti su immagini aeree visibili, all’infrarosso (IR) e notturne che vengono elaborate fotogrammetricamente per realizzare ortofoto e modelli 3D del contesto urbano di altissima qualità e precisione.
I principali utilizzatori dei prodotti di SeNECA saranno amministrazioni pubbliche, società immobiliari, imprese di sicurezza e privati cittadini che potranno, ad esempio, avere una mappatura chiara e completa del rendimento energetico degli edifici, anche per una migliore esposizione ai fini di una corretta applicazione di pannelli fotovoltaici.
 
Strettamente connesso al territorio è anche il progetto Recovering the Commons. Strumenti per la valorizzazione nonprofit di asset fisici dismessi in Trentino, che unisce Euricse con l’impresa sociale Arti.co. Come spiegato dalla ricercatrice Tania Giovannini, il Trentino è particolarmente ricco di un patrimonio edilizio di proprietà pubblica o privata con una vocazione turistica.
Questa iniziativa ha l’obiettivo di sviluppare un modello imprenditoriale per permettere la valorizzazione nonprofit oriented del patrimonio di beni fisici collocati per lo più in contesti rurali e montani (tali beni sono tipicamente volti alla fruizione collettiva quali masi, malghe, rifugi, colonie) elaborando strumenti e strategie di intervento volte a reinserire questi beni all'interno di circuiti turistici produttivi.
 
Indirizzato ad un miglior comfort abitativo è il progetto Alfa-pinene: innovazione del processo di produzione di pavimenti in legno per la massimizzazione della salubrità e del benessere abitativo, che si propone di migliorare e innovare l’attuale processo di produzione di pavimenti in legno al fine di minimizzare la presenza di eventuali composti nocivi (emissioni di formaldeide, composti organici volatili, metalli pesanti) e di massimizzare i benefici per il consumatore in termini di salubrità.
Non a caso il progetto portato avanti dal ricercatore Marco Fellin in collaborazione con CNR Ivalsa e l’azienda DKZ srl prende il suo nome da un composto organico volatile (VOC) tipico del legno che però è benefico per l’uomo.

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