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Carbonara e Carbonaragate: l’imitazione del gusto e la vera ricetta

Una presentazione della carbonara sulle TV francesi ha scatenato una polemica ridicola, ma l’Italia tutta ha sfoderato un patriottismo che mancava da molti decenni

Gli spaghetti alla carbonara (http://www.ricetta.it/pasta-alla-carbonara) sono un primo classico della cucina italiana, per la precisione di Roma.
La preparazione prevede ingredienti molto gustosi e popolari.
Il piatto è molto ricercato anche all’estero, ovviamente la preparazione è, come dire, singolare.
Una presentazione sulle TV francesi di come si farebbe la pasta alla carbonara, ha scatenato una polemica con al centro questo piatto: l’Italia tutta ha sfoderato un patriottismo che mancava da molti decenni per difendere uno dei suoi primi di punta.

Una prima teoria rimanda il piatto al secondo dopoguerra, quando nel mercato alimentare romano compare il bacon importato dalle truppe angloamericane.
Arrangiandosi poi a combinare gli ingredienti a loro familiari, crearono un piatto che poi fu perfezionato solo dopo dai cuochi italiani.
Questa teoria sembra trovare riscontro nel fatto che durante la prima guerra mondiale, il piatto non lo si conosceva.
Un’altra teoria rimanderebbe ai carbonai appenninici (quindi all’Abruzzo), che inventarono un’evoluzione del piatto cacio e uova, classico piatto laziale e abruzzese.
L’olio era troppo caro per i carbonai e lo sostituirono con lardo.
Un’altra ipotesi rimanda alla cucina napoletana, dove la tecnica di condire dopo la cottura i piatti con uova, formaggio e pepe è usata per moltissimi piatti.
 
 Scandalo carbonara 
Quando un piatto è buono e famoso, è ovvio che tutti cerchino di riprodurlo ed è così che è stato per la pasta alla carbonara.
In uno spot sulle tv francesi è andata in onda la metodologia per preparare il piatto, con il sistema «One pot pasta», utilizzata in paesi non proprio conosciuti per la cucina, come gli USA.
In sostanza, in una solo pentola si buttano a cuocere tutti gli ingredienti insieme, pasta, acqua e cipolle finiscono in acqua. Al termine della cottura si manteca il piatto con panna, tuorlo crudo e prezzemolo.
 
Lo stravolgimento del grande classico italiano ha ferito l’orgoglio gastronomico italiano, in numerosi si sono scagliati contro lo spot, commentando online il brand che ha proposto la preparazione.
Si è creato un fronte che vede da una parte, per la Francia Adam Gopnik, critico d’arte che lavora per l’americano The New Yorker, dall’altra la popolazione italica.
Per il momento il brand ha ritirato lo spot e ha porto le sue scuse all’Italia.
La battaglia tuttavia non sembra affatto finita, il critico americano si è impuntato nel attaccare il grande piatto, definendolo troppo pesante e troppo giallo.
 
Lasciamo ad altri la possibilità di fare un tentativo con il One pot pasta, perché ci si accappona la pelle a pensare di offendere la nostra strepitosa carbonara con un tutto bollito.
Non escludiamo che il piatto ottenuto possa anche essere commestibile, ma dire che sia uguale alla ricetta tradizionale, pare un po’ troppo: rosolare il guanciale è diverso da lessare la pancetta, mantecare con l’amido è diverso da mantecare con la panna.
Quello che lascia un po’ basiti è come un’azienda italiana come la Barilla sia finita a proporre una tale immagine: questo fa pensare che per ora la cucina italiana abbia solo vinto questa battaglia, staremo a vedere.

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