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A Limes mons. Tisi celebra la messa per «Valdaone ti sorride»

Nel giorno della Madonna della neve il ricordo di Fabio, Federico e Dario

E’ stata una celebrazione nel cuore della Val di Daone dai tanti significati quella vissuta a Limes in occasione della Madonna della Neve, evento che si conferma cara agli abitanti della vallata ma quest'anno anche dal significato particolare: la comunità ha voluto celebrare «Valdaone ti sorride», il progetto che dallo scorso anno regala una breve vacanza e l'accoglienza di una comunità intera alle famiglie i cui bambini sono in cura presso il centro di protonterapia di Trento.
Si è celebrata la tenacia della vita con chi sta affrontando un momento duro e si sono ricordate le vite piene e gioiose di Fabio e Federico, i due ragazzi scomparsi lo scorso anno, quella operosa di Dario, amministratore e volontario morto mentre dedicava il suo tempo alla comunità.

E sul lato umano delle cose e degli eventi ha centrato la sua omelia il vescovo Lauro, nella suggestiva cornice della Valle di Daone, col cielo plumbeo ma una platea in attento ascolto: lontana dal scintillio spesso ingannevole delle vite digitali, il lato umano degli eventi con emozione e i sentimento ha dimostrato in numerose occasioni di prevalere nella comunità della val di Daone, nei momenti belli e in quelli difficili.
Alla sindaco Pellizzari l'onere di ricordare i momenti duri superati da una comunità unita: «Oggi Federico, Fabio e Dario ritornao nei nostri cuori, perchè da lì non se ne sono mai andati, – ha ricordato i lutti recenti, ancora vivi nei ricordi della gente. – Tornano insieme ai sorrisi e ai ricordi delle persone care che noi tutti abbiamo dovuto salutare nel nostro cammino.»
 
«Oggi vogliamo dare rilievo al senso del ritorno come valore aggiunto a questa esperienza progettuale, un ritorno alla speranza dopo aver superato la paura della malattia, la paura di morire e a volte anche quella di vivere, – ha concluso. – L'energia della fratellanza e della solidarietà che ci avete donato rappresenta un'incalcolabile risorsa, un capitale sociale che dà profondità all'identità di una comunità, dona linfa per il futuro e spinge via il senso di marginalità dei nostri territori.»
Poi un violento temporale ha costretto il pubblico a mettersi al riparo, mentre Nuvola, Pro loco di Daone, vigili del fuoco volontari, soccorso alpino e i volontari del 118 nell'ampio spazio di Pracul garantivano il proseguire della manifestazione.

Nonostante pioggia e raffiche di vento facessero temere il peggio, hanno vinto l'organizzazione e la generosità dei volontari che, bagnati fradici ma sempre sorridenti, hanno affrontato un meteo davvero ostile e garantito la festa per tutto il giorno.
A loro la sindaco Pellizzari ha rivolto il ringraziamento dell'amministrazione comunale: «E' un giorno di comunità e non doveva essere altro: il primo grazie va quindi a tutte le associazioni coinvolte, che sono lo scheletro sociale delle nostre comunità, la linea di demarcazione tra un paese di montagna e un dormitorio.»

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