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Il ponte di Strembo sarà ripristinato antro fine ottobre

Previsto un intervento in due fasi di messa in sicurezza e successivo ripristino della completa funzionalità

Dalle prime analisi condotte ieri sera e proseguite nel corso della notte la deformazione manifestatasi sul ponte Caderzone-Strembo non è tale da prefigurare un collasso della struttura.
Questa è la prima evidenza emersa nel corso dell'incontro di stamani presso l'assessorato alle infrastrutture e ambiente della Provincia, presenti l'assessore Mauro Gilmozzi, con il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e mobilità Raffaele De Col e il dirigente dell'Agenzia provinciale opere pubbliche Luciano Martorano, e i rappresentanti delle ditte costruttrici dell'opera.
L'infrastruttura dovrà ora essere ripristinata nella sua piena funzionalità, auspicabilmente entro l'inizio dell'inverno.
 
Dalle prime rilevazioni risulta essere avvenuto un cedimento dei tiranti di agganciamento dei contrappesi del ponte sulla sponda orografica destra, quello che guarda verso Tione, per cause che devono ancora essere appurate.
L’intervento di ripristino ipotizzato prevede due fasi: dapprima una messa in sicurezza del ponte con un contrappeso che alleggerisca la tensione venutasi ora a creare sul resto della struttura, in particolare sulla campata centrale, migliorando quindi la sua condizione statica.
Il secondo intervento sarà di ripristino definitivo delle condizioni originarie dei tiranti che ancorano il ponte al contrappeso.
 
«Ciò che è emerso dai primi rilievi condotti ieri sera e questa notte – spiega l'assessore Gilmozzi – è nel complesso confortante, perché pur confermando una deformazione importante della struttura, non prefigura la possibilità di un cedimento strutturale.
«Nei prossimi giorni continuerà l'acquisizione dei dati tecnici relativi all'opera, che nel frattempo viene monitorata dalla Provincia nelle sue eventuali deformazioni e spostamenti, con un rilievo topografico continuo.
«Fin da ora iniziamo a lavorare alla sua messa in sicurezza e quindi ad un suo pieno ripristino. Il nostro auspicio, che è anche quello delle comunità coinvolte, è di riaprire l'infrastruttura prima dell'inizio della stagione invernale.»
 
Il ponte della SS 239 sul Sarca è parte del progetto di circonvallazione Caderzone-Strembo. L'appalto per la realizzazione dell’opera e la relativa progettazione esecutiva sono stati affidati all’Ati Strembo scarl, creata dalla Codelfa spa e dalla Oberosler cav. Pietro spa.
La Sws srl di Trento ha curato la direzione lavori.
 
Il ponte ha una decina di anni di vita, misura in tutto circa 150 metri ed è a tre campate: una principale, di 90 metri, più due laterali di circa 15 e 46 metri.
Il progetto originario prevedeva la realizzazione una struttura in acciaio strallata, ovvero sostenuta da cavi aerei.
Successivamente si era optato per una soluzione alternativa, un ponte più basso e quindi meno impattante paesaggisticamente, privo di stralli, realizzato con una tecnica sofisticata ma molto diffusa nel mondo.

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