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La risposta all’agguato nel foggiano «sarà senza precedenti»

Il ministro dell’Interno Minniti annuncia l’invio di 192 unità aggiuntive sul territorio

Tre saranno i grandi filoni di intervento in risposta all’agguato che si è consumato ieri, nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis (Foggia), con l’uccisione di quattro persone: più controllo del territorio, crescita della capacità investigativa e uso delle più moderne tecnologie.
Il ministro dell’Interno Marco Minniti, nel corso della conferenza stampa al termine del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto questo pomeriggio nella prefettura di Foggia, ha illustrato le modalità con cui si intende intervenire.
«La risposta dello Stato italiano – ha affermato, – rispetto alla morte di due cittadini inermi e innocenti sarà durissima.»
 
La criminalità nel foggiano, ha spiegato il ministro dell’Interno, ha le caratteristiche di un’organizzazione mafiosa.
Si caratterizza per due elementi fondamentali che ne fanno «un ibrido»: da un lato, come la 'ndrangheta calabrese, è una struttura molto chiusa, omertosa, con pochissimi, se non inesistenti, collaboratori di giustizia; dall’altro, adotta dinamiche tipiche dell’efferatezza gangheristica, compiono rapine a mano armata importanti e, come hanno fatto ieri eliminando due pregiudicati e due cittadini, agiscono assassinando senza scrupoli.

La provincia di Foggia «è uno dei poli turistici tra i più importanti d'Italia, e noi dobbiamo garantire tranquillità e sicurezza di chi vive qui e di chi viene a passare qui le vacanze», ha dichiarato il ministro».
Posizionato di fronte all’Albania, dove sono presenti traffici di stupefacenti e criminalità organizzata, il Gargano diventa punto di connessione con l’Italia.
«La mia presenza – ha affermato Minniti – serve a dimostrare che la partita che si gioca a Foggia è una partita di carattere nazionale.»
È stato messo in campo, ha detto Minniti, «un progetto organico e strategico» perché il ministero dell’interno considera il territorio «un quadrante strategico per la sicurezza del Paese».
In questa «battaglia di civiltà», ha aggiunto, anche i sindaci devono essere «parte attiva» di una «rivolta morale» in cui la popolazione deve restare sempre accanto allo Stato.

«Ogni due mesi ci riuniremo qui – ha assicurato in conclusione Minniti - per fare il punto della situazione».
 
 I 3 filoni di intervento 
Controllo del territorio.
«Dal 16 agosto, in provincia di Foggia – ha annunciato Minniti – arriveranno 192 unità aggiuntive, una prima parte già da questa sera. Uno sforzo notevole».
Ci saranno tra questi: 24 Cacciatori di Calabria, un reparto speciale dei Carabinieri in grado di eseguire qualunque tipo di operazione, uomini dei reparti prevenzione e anticrimine della Polizia di stato, compagnie di intervento operativo dei Carabinieri, baschi verdi della Guardia di finanza.
«Il loro compito sarà tecnicamente di saturare il territorio» poiché si aggiungeranno alle forze già presenti sul territorio, «per tutto il tempo necessario».
Di fronte a questa sfida, «lo Stato risponde con fermezza senza precedenti».
 
Capacità investigativa.
Un reparto di prevenzione e crimine è stato istituito a San Severo, «in pianta stabile». Perché, «per sconfiggere un’organizzazione mafiosa c'è bisogno di capacità investigativa» e «la Puglia sarà, insieme con la Calabria, l'unica regione ad avere tre reparti di prevenzione e crimine».
 
Uso delle moderne tecnologie.
Un protocollo di intesa tra PON sicurezza, del ministero dell’Interno, e POR, della regione Calabria, sarà firmato entro fine agosto.
«Lavoreremo – ha detto Minniti - per sperimentare nella provincia di Foggia le tecnologie migliori che abbiamo a disposizione»: impianti di videosorveglianza, sistemi satellitari e droni per garantire la tranquillità e la sicurezza dei cittadini e dei turisti del Gargano.

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