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«La mia prima medaglia fu di cartone giallo, ce l’ho ancora»

Lo ha detto Stefania Belmondo in Valle del Chiese dove rilancia la lotta al doping

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Quindici anni dopo l’annuncio del suo ritiro agonistico del 2002 la bi-campionessa olimpica di sci nordico Stefania Belmondo è tornata in Trentino per partecipare alla decima edizione degli Incontri di Arte ospitata nell’Antica Chiesetta di San Barnaba a Bondo - Sella Giudicarie, nella Valle del Chiese, sul tema «Agonismo e furore. Lo sport esorcismo della guerra».
La serata è stata coronata da un grande successo di pubblico e ha visto la fondista piemontese chiacchierare e rispondere a domande per oltre un’ora su temi non solo agonistici ma anche legati alla psicologia del Campione e alla sua capacità di trovare forze insperate sul piano fisico e mentale per superare i momenti di crisi, in gara e nella vita di tutti i giorni.
 
E ancora una volta ha lanciato un forte richiamo circa la necessità di continuare a intensificare la lotta al doping.
«Chi lo pratica è un ladro e nei suoi confronti deve essere applicata la radiazione a vita dallo sport agonistico. Se un atleta viene trovato positivo, al termine degli accertamenti non deve più poter indossare alcun pettorale di gara, in nessuna disciplina, – ha ribadito la Forestale oggi. – Chi si dopa toglie la gioia di gareggiare a chi rispetta le regole: falsa i risultati, toglie certezze e anche l’autostima degli atleti.
«La mia decima medaglia olimpica mi è stata recapitata per posta due anni dopo dentro una busta, senza la custodia.
«Ma ciò che è grave è che ai miei figli non potrò mai fare vedere la foto della mia premiazione. E in queste situazioni si sono trovati decine di atleti di vari sport.» 

Per la cronaca una situazione analoga avvenne con la staffetta azzurra ai Mondiali di Lahti 2001: con la squalifica della Finlandia la staffetta 4x5Km mista azzurra conquistò la medaglia di bronzo e il trofeo venne consegnato dalla Fis a Belmondo, Paluselli, Paruzzi e Valbusa qualche mese dopo, in un misero sacchetto di nailon.
Per questo la squadra azzurra creò una specie di premiazione nell’Hotel dove era ospitata per una tappa di Coppa del Mondo, usando delle sedie come Podio.
 
Dopo quindici anni di stop agonistico Stefania Belmondo insegna tutto questo nelle scuole. Con Ugo Nespolo e Antonella Saracco ha creato un Dvd a fumetti per raccontare la propria storia agonistica impreziosita, tra l’altro, da due titoli Olimpici individuali (Albertville ’92 e Salt Lake City 2002) affiancati da altre otto medaglie, 4 ori Mondiali assoluti per un totale di 13 presenze sul podio e due titoli Mondiali Jr. con altre due medaglie.
È stata la prima fondista azzurra a vincere in Coppa del Mondo e a salire sul podio iridato grazie al bronzo conquistato ai Mondiali Val di Fiemme ’91.
E nella sua storia si parla delle sue esperienze di vita, della famiglia, della carriera agonistica, dell’educazione e della lotta al doping.
Emerge anche un dato curioso riguardo ai trofei. La prima medaglia la vinse ai Giochi sportivi in colonia estiva dell’Enel a Riccione: ricevette una medaglia di cartone dipinta di giallo che ancora conserva gelosamente a fianco degli allori più importanti della carriera.
 
Gli Incontri di Arte ospitati nell’Antica Chiesetta di San Barnaba in Bondo, nella Valle del Chiese, sono arricchiti da una mostra collettiva che chiuderà domenica 17 settembre con le opere di sette artisti di caratura nazionale e internazionale: Attilio Forgioli, Pierre Albert Leroux, Giuseppe Rivadossi, Aligi Sassu, Antonio Stagnoli, Giovanni Testori e del fiemmese Marco Nones.
Opere che parallelamente allo sport segnano lo sguardo con squarci sulla guerra e sulle drammatiche condizioni di vita cui sono sottoposti civili e militari.
Due aspetti ben presenti in Valle del Chiese, territorio del Trentino posto tra il lago d’Idro e le Dolomiti di Brenta che ancora riporta le lacerazioni della grande guerra e oggi divenuto una sorta di paradiso della pratica sportiva nella sue innumerevoli declinazioni outdoor, agonistiche o finalizzate semplicemente alla ricerca del benessere fisico: mtb, bike, trekking, boulder, kitesurf, parapendio, canyoning e il calcio di alto livello (con ritiri estivi di Milan, Napoli, Hellas, Pisa, Palermo…) qui sono di casa.
 
La rassegna Agonismo e furore. Lo sport esorcismo della guerra è coordinata da Mario e Marco Zanetti, dell’omonimo studio d’arte.

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