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Una sfida a scacchi tra Russia e Ucraina sul Colle di Miravalle

Il Grande maestro russo Vladimir Dobrov e il Grande maestro ucraino Valeriy Nevyerov

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«La partita a scacchi non finisce con una vincita o con una perdita. Finisce quando i pezzi bianchi e quelli neri vengono tolti dalla scacchiera e rimessi nella scatola. Rimane allora qualcosa di diverso dalla vittoria o dalla sconfitta, rimane il ricordo di una trama che è stata tessuta, di una melodia che è stata suonata.»
Ernst Jünger, come sanno fare qualche volta i filosofi, è riuscito a sintetizzare in poche righe il senso di un gioco basato su norme che garantiscono l'onorabilità del confronto e soprattutto la disponibilità ad accettare un arbitrato esterno basato su regole certe.
Dall'alba della civiltà i pezzi di colore bianco e nero evocano un dualismo franco, mai fisicamente violento e sempre improntato alla lealtà.
Come se i Curiazi giocassero da un lato della scacchiera e gli Orazi dall'altro, accettando che qualcuno che non appartiene alle due famiglie controlli se le mosse che eseguono sono legali.
Una grande metafora della diplomazia, del tentativo di risolvere all'interno di un quadro di norme condivise qualsiasi tipo di conflitto.
 
Per questo invitando il 21 settembre sul Colle di Miravalle il Grande maestro russo Vladimir Dobrov e il Grande maestro ucraino Valeriy Nevyerov, che non sono legati politicamente ad attivisti e non hanno rilasciato dichiarazioni sul conflitto in corso tra i loro due paesi, la Fondazione Opera Campana dei Caduti intende simboleggiare la possibilità di risolvere i contenziosi in maniera pacifica e, soprattutto, grazie all'accettazione di regole verificate da un arbitro esterno: come avviene in diplomazia nei processi di arbitrato.
Ma nella diplomazia, come nello sport, a fare la differenza è il livello di coloro che si confrontano.
Il vertice mondiale nel gioco degli scacchi è rappresentato dalla comunità dei Grandi maestri, l'eccellenza della disciplina.
Un club molto esclusivo, al quale sono ammessi solo lo 0,02 per cento dei giocatori attualmente in attività agonistica.
 
La ristrettissima cerchia di campioni trova il suo ancoraggio storico in una decisione dello zar Nicola II di Russia, che nel 1914 conferì formalmente per la prima volta il titolo di Grande maestro ai cinque giocatori finalisti quell'anno del grande torneo di San Pietroburgo.
Fin dalla sua nascita il riconoscimento è stato inteso come simbolo di unione tra i popoli, per questo lo zar non lo assegnò, come avrebbe potuto, solo a suoi connazionali, ma scelse Emanuel Lasker, José Raúl Capablanca, Aleksandr Aleksandrovič Alechin, Siegbert Tarrasch e Frank James Marshall, giocatori provenienti paesi diversi e lontani tra loro.
Invitando a salire al Colle di Miravalle il 21 settembre i due Grandi maestri, uno russo e uno ucraino, la Fondazione Opera Campana dei Caduti regala agli appassionati un'occasione unica per vedere all'opera due campioni assoluti, uniti dalla volontà di testimoniare la necessità di non abbandonare mai la via maestra del dialogo, anche tra i loro paesi che attualmente vivono una grave crisi bilaterale.
Sul piano strettamente sportivo Vladimir Dobrov e Valeriy Nevyerov, e si affronteranno in un match di partite blitz (10 minuti di riflessione per ciascun giocatore per l'intera partita) al termine del quale verrà assegnato un riconoscimento simbolico al vincitore.
 
I due campioni offriranno inoltre la possibilità agli scacchisti del territorio trentino e a chiunque volesse raggiungere il Colle di Miravalle per l'occasione di confrontarsi con loro in una sfida «simultanea» durante la quale ognuno dei Grandi maestri affronterà contemporaneamente almeno venti sfidanti scelti tra quanti si iscriveranno all'evento.
Il Maestro Fide Aldo Rossi, coordinerà la sfida, commenterà in diretta le partite e realizzerà un volume digitale contenente le più interessanti partite giocate nella simultanea e tutte le sfide del match tra i Grandi maestri analizzate mossa per mossa.
In questo modo chiunque conosca il gioco, anche a un livello elementare, potrà comprendere quello che sta avvenendo sulla tastiera e quale è la reale profondità di pensiero che anima ogni decisione.
Il consiglio è quello di tenere le orecchie bene aperte, perché come diceva Vladimir Nabokov «nel gioco degli scacchi le combinazioni sono simili a delle melodie. Sembra di sentire la musica delle varie mosse».
 
 PROGRAMMA 
- ore 17.00 Simultanea su 40 scacchiere
- ore 20.00 Match di 8 partite Blitz
- ore 21.30 Suono di Maria Dolens

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