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Licenziamenti Sait, Ianeselli: «Il numero di tagli è inaccettabile»

La nota del presidente Dorigatti: «Inaccettabile nel merito e nel metodo»

  Inaccettabile per la CGIL del Trentino 

«Il numero di licenziamenti comunicato da Sait è inaccettabile e conferma la mancata volontà di ridurre l'impatto sociale della riorganizzazione aziendale.»
Non nasconde la sua amarezza il segretario generale della Cgil del Trentino di fronte alla comunicazione dell’avvio della procedura di mobilità, arrivata ieri pomeriggio alle organizzazioni sindacali. E assicura l’impegno massimo per modificare questa situazione e ridurre gli effetti di una decisione che avrà costi sociali notevoli.
«Il sindacato continuerà a mobilitarsi e a lottare per modificare questa volontà, sia sul numero degli esuberi sia sulle indispensabili azioni di riqualificazione dei lavoratori, – prosegue Ianeselli. – Non ci rassegniamo a subire un comportamento socialmente irresponsabile verso i lavoratori e verso la comunità.»
Cgil del Trentino ribadisce ancora una volta, come fatto più volte dall’inizio di questa vertenza l’incoerenza con cui Sait sta gestendo questa situazione rispetto ai valori di responsabilità sociale e centralità della persona in cui la cooperazione trentina dice di riconoscersi.
«I licenziamenti sono sempre una pagina difficile da gestire e non sempre vendono prevalere comportamenti socialmente responsabili da parte delle aziende, – conclude il segretario della Cgil trentina. – Che la mancanza di responsabilità sociale, però, avvenga dentro il mondo cooperativo fa davvero specie, perché i valori del movimento - che sono parte integrante della nostra storia - non possono evaporare come nulla fosse pur nei momenti di difficoltà.»
 
 Inaccettabile per il presidente Bruno Dorigatti 
Inaccettabile nel merito e nel metodo. Così appare l'avvio da parte di Sait della procedura di licenziamento collettivo per ben 116 addetti dei magazzini all'ingrosso e degli uffici.
La notizia diffusa oggi desta amarezza e sconcerto. Non più tardi di giovedì scorso, sindacato Cgil e lavoratori hanno incontrato un folto gruppo di consiglieri provinciali, esprimendo tutte le difficoltà legate a una vertenza mai sviluppata purtroppo sul piano del confronto e dell'analisi dei piani aziendali e sociali.
Avevamo deciso congiuntamente che avrei inviato al più presto al Presidente della Provincia, Ugo Rossi, e agli assessori provinciali competenti, una lettera conseguente a quell'incontro, per sollecitare la disponibilità ad aprire un tavolo tra PAT, sindacati e Sait, attraverso il quale esperire ogni possibile tentativo per trovare a questa crisi - che investe un settore strategico del sistema Trentino, come quello mutualistico e cooperativistico - soluzioni meno impattanti sul piano occupazionale.
Nonostante la mobilitazione corale delle forze politiche - e quindi dell'ente Provincia, che tanto ha fin qui supportato il settore cooperativo, permettendogli di giocare un ruolo centrale nel panorama produttivo provinciale - il consorzio ha deciso di tirare dritto, senza garantire la richiesta trasparenza e tutte le informazioni richieste.
Torno a dire che da questo comparto, pur di fronte a una fase di oggettiva difficoltà di mercato, ci si aspetta responsabilità sociale e non un semplice calcolo aritmetico degli esuberi.
Ci si aspetta considerazione dei diritti e della dignità dei lavoratori, oltre alla analisi tecnica della situazione d'impresa.
Auspico quindi che il governo provinciale possa ancora attivare l'atteso tavolo di confronto. Non dobbiamo lasciare intentata alcuna strada tra quelle utili a minimizzare il costo sociale di questa situazione.

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