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Sait, il movimento coopertivo e il futuro dei dipendenti in esubero

«La crisi degli esuberi nel maggiore consorzio delle cooperative di consumo non lascia indifferente la Federazione e il movimento cooperativo»

Ferma restando la solidarietà agli amministratori di Sait per una decisione sicuramente sofferta e difficile, occorre ora immaginare nuove strade per il ricollocamento di queste lavoratori.
Fezzi: «Ci faremo parte attiva per affrontare con senso di responsabilità il problema.
«Ci stiamo muovendo su diversi fronti: a medio termine un progetto con l’Università per costruire strumenti a supporto per le situazioni di difficoltà.
«Nell’immediato un impegno di sistema per valutare ogni profilo professionale al fine del ricollocamento in altre imprese cooperative, e il sostegno concreto per chi è disponibile a rimettersi in gioco.»

La decisione di Sait di avviare la procedura di mobilità per una parte importante dei propri collaboratori è una scelta industriale dolorosa e sofferta, presa per salvaguardare il resto del personale ed efficientare il servizio alle Famiglie Cooperative in un mercato sempre più competitivo.
La sostenibilità economica del consorzio e il rilancio competitivo passa da una serie di iniziative che stanno già cominciando a dare frutti.
Purtroppo, tra queste c’è anche la decisione di rinunciare ad una parte importante del proprio patrimonio più prezioso, il personale. Questo è il fatto.
 
In tale scenario il presidente della Federazione Mauro Fezzi esprime da un lato la propria vicinanza agli amministratori che sono stati costretti a prendere iniziative impopolari come questa; dall’altro lato, non si può girarsi dall’altra parte di fronte a tante famiglie che improvvisamente si vedono ridurre il proprio reddito, con la prospettiva di annullarlo se non si ricercano soluzioni occupazionali alternative.
Sotto questo profilo anche la Federazione, insieme all’intero movimento cooperativo trentino, è chiamata a svolgere un ruolo proattivo che vada al di là della doverosa solidarietà.
Serve ora con urgenza immaginare soluzioni per i lavoratori che possano integrare gli strumenti di politiche del lavoro messe in campo dalla Provincia e dall’Agenzia del Lavoro.
 
«Per l’immediato – afferma Fezzi – occorrerà acquisire i profili professionali delle persone interessate per provare a contribuire al ricollocamento all’interno del sistema. Ogni posto di lavoro alternativo che sarà creato, vorrà dire garantire un futuro sereno ad una famiglia.
«Lavoreremo insieme alla Provincia per non lasciare sulla strada questi lavoratori.
«Un altro fronte possibile riguarda il sostegno a quei lavoratori che vogliano mettersi in gioco costituendo una nuova impresa, alla quale il sistema potrebbe offrire una serie di supporti sia in termini finanziari che di servizi.
«Sono due iniziative che cercheremo di mettere in campo con grande urgenza, certi di incontrare su questa strada l’appoggio di tutto il movimento.
«Più a medio e lungo termine, la Federazione ha avviato un progetto con l’Università di Trento per costruire strumenti innovativi che si affianchino a quelli pubblici per intervenire a supporto delle situazioni di difficoltà.»

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