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«Lezioni di Storia», buona la prima

Ieri al Sociale di Trento Andrea Giardina con «Orienti romani», domenica prossima appuntamento allo Zandonai di Rovereto

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I rapporti tra Oriente Occidente e l’integrazione fra mondi e culture diversi al centro del primo appuntamento delle «Lezioni di Storia», andato in scena ieri mattina al Teatro Sociale di Trento. Relatore Andrea Giardina, professore di Storia romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Domenica prossima le Lezioni di Storia, che quest'anno hanno come titolo «Guardando a Oriente», proseguono al Teatro Zandonai di Rovereto, sempre alle 11, con «798 d.c. - Carlo Magno e l’elefante», relatore Franco Cardini; ingresso libero fino a esaurimento posti, i biglietti possono essere ritirati a partire dalle 10.
 
Una platea gremita ha inaugurato ieri mattina il nuovo ciclo delle Lezioni di Storia.
In tanti, giovani e meno giovani, hanno affollato il Teatro Sociale di Trento per ascoltare e applaudire l’intervento di Andrea Giardina, professore di Storia romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dal titolo «Orienti romani».
Un’occasione per approfondire una pagina importante di storia, ma anche e soprattutto per riflettere, prendendo  spunto dall'antichità e dai millenari scambi fra Oriente e Occidente, su argomenti quanto mai attuali come il confronto fra culture apparentemente distanti e l’importanza di abbattere pregiudizi legati a razza e religione.
 
Le «Lezioni di Storia» (otto appuntamenti che si svolgeranno fino alla fine di novembre la domenica mattina alle 11, a Trento presso il Teatro Sociale e la Sala della Filarmonica, e a Rovereto nella suggestiva cornice di Teatro Zandonai) sono firmate da Laterza e promosse da Provincia autonoma di Trento, Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Comuni di Trento e Rovereto, con il sostegno di Casse Rurali Trentine, Cavit, Dolomiti Energia e la collaborazione tecnica del Centro Servizi Culturali Santa Chiara.
Otto appuntamenti originali, come ha voluto ricordare Lodovico Steidl a nome di Laterza, creati ad hoc e diversi da quelli che la casa editrice propone in realtà come Bari e Torino.
 
«Un evento, quello delle Lezioni, che va ad implementare ed impreziosire ulteriormente la già ricca offerta culturale del capoluogo – sono state le parole dell’assessore alla cultura del Comune di Trento, Andrea Robol – e che attraverso gli scambi che hanno caratterizzato l’asse Roma-Oriente ci permette di proiettarci sulla contemporaneità e di abbattere i pregiudizi e i timori che accompagnano tutto ciò che è nuovo e diverso.»
In questo contesto si è inserito l’intervento di Giardina che, dopo aver ricordato con l’ausilio di strumenti multimediali le varie fasi che hanno caratterizzato l’Impero Romano e spiegato la complessità dei rapporti tra Oriente e Occidente, tra fascinazione e paura per un mondo lontano e proprio per questo misterioso, si è soffermato sul mito delle origini troiane e sul concetto di autocoscienza collettiva.
Lo studioso ha spiegato come i romani si sentissero figli dei troiani: si trattava di fantasie, di un mito fittizio e proprio per questo, una volta radicato, molto potente.
 
Il fatto di dichiararsi e soprattutto ritenersi figli dei troiani, ossia profughi dell’Oriente, appariva in netto contrasto con le convinzioni degli ateniesi, che invece si consideravano figli della terra, forzando e portando cosi all’estremo il concetto di autoctonia.
In quest’ottica si inserisce l’importante concetto di integrazione che per Roma – non potendo contare sulla presenza di popoli consanguinei – non passava attraverso fattori di stirpe e di sangue ma si basava esclusivamente su concetti legati alla fedeltà, alla sottomissione e all’accettazione del ruolo e del potere di Roma.
Un concetto nuovo per l’epoca di «normalizzazione dell’esotismo», rivolto ad un mondo lontano che affascinava e intimoriva allo stesso tempo.
Domenica prossima le Lezioni di Storia proseguono al Teatro Zandonai di Rovereto, alle 11, con «798 d.c. - Carlo Magno e l’elefante», relatore Franco Cardini.

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