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Eusalp: il FutureLAB della «formazione duale»

Alla tavola rotonda «Eusalp: FutureLab della Formazione» hanno partecipato relatori di Austria, Germania, Francia, Italia, Svizzera e Slovenia

Si è conclusa anche la sessione pomeridiana della prima giornata del Forum della Formazione Duale nella Regione Alpina in corso oggi e domani presso il Centro di Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach.
Nel corso della tavola rotonda denominata «Eusalp: FutureLab della Formazione», relatori in rappresentanza di sei dei sette paesi membri di Eusalp - Austria, Germania, Francia, Italia, Svizzera e Slovenia - hanno sviluppato ragionamenti sull’intera filiera della «formazione duale».
Si è parlato del contesto all’interno del quale anche la Provincia autonoma di Trento sta operando e che è necessario usare quale punto di riferimento (Europa, Eusalp, …), e del concetto specifico: la certificazione e il riconoscimento transnazionale delle competenze.
A moderare il dibattito del pomeriggio Cassiano Luminati, direttore del Polo Poschiavo, centro di competenza per la formazione continua e l’accompagnamento di progetti di sviluppo territoriale in Val Poschiavo (Svizzera).
 
Tavola rotonda nel pomeriggio sui sistemi duali esistenti nei sette paesi Eusalp con particolare attenzione al riconoscimento reciproco delle competenze e delle qualifiche, ai modelli di governance e alle buone pratiche di cooperazione transnazionale.
In particolare Alberto Cattaneo ha portato l'esempio del sistema duale svizzero e ha approfondito il tema della didattica e delle tecnologie a servizio della formazione professionale.
Il sistema svizzero è fondato su tre capisaldi: la partnership tra pubblico e privato, la permeabilità del sistema tra livelli di istruzione ed benefici che trae il sistema.
«Due ragazzi su tre in svizzera scelgono percorsi di formazione professionale. I ragazzi vivono delle esperienze dalle quali possono trarre apprendimento e per raccoglierle sono stati dotati di cellulare e telecamere.
«La tecnologia è usata quindi come ponte per catturare delle tracce, per generare apprendimento, contaminare, per fare in modo che le aziende entrino nella scuola.»
 
Roland Teissl ha illustrato il sistema di formazione duale in Austria e in particolare nel Tirolo. Il requisito per entrare in formazione duale è aver assolto l'obbligo scolastico e aver compiuto almeno 15 anni.
La popolazione negli ultimi anni non ritiene più importante questo tipo di formazione, si tende a fare una formazione liceale. Ci sono attualmente 200 profili professionali in Austria, 150 in Tirolo.
La durata è stabilita in 3/4 anni. Il giovane frequenta la scuola professionale (80%) e presta la sua attività lavorativa in azienda (20%).
Sono previste inoltre delle ore di insegnamento direttamente in officina. Formazione personalizzata per persone disabili, flessibilità del sistema e digitalizzazione nella formazione duale con un piano da 100 milioni di euro per i prossimi 5 anni sono alcuni degli esempi di best practice in Tirolo.
Susanne Bachmann ha raccontato l'esperienza della Germania, in particolare di quella bavarese. Ci sono dei programmi quadro, ma ogni Land può fare delle variazioni in base alle caratteristiche del territorio. Il tema della certificazione deve tenere presente il problema della lingua e del riconoscimento dei titoli tra Paesi diversi.
 
«In Francia – ha spiegato Philippe Dariel – gli studenti partecipano alla formazione professionale e al sistema duale, c'è una forte componente di origine sociale, pertanto mancano di agilità e di mobilità, come studenti e come cittadini.
«Un altro tema è quello della mobilità transfrontaliera. In ambito Eusalp l'idea potrebbe essere quella di organizzare workshop tematici che vedano la partecipazione di studenti provenienti dai vari Paesi.»
 
Elido Bandelj della Slovenia ha sottolineato come in Europa esistano diversi sistemi di formazione. A livello europeo esiste uno strumento che ha messo sullo stesso livello i diversi sistemi, si chiama il quadro delle qualifiche.
«Se vogliamo collaborare per fare progressi in questo ambito dobbiamo scegliere delle professioni specifiche, che diano buoni risultati di apprendimento. Serve inoltre sviluppare delle reti, collaborando con le parti sociali.»
 
Daniela Carlini ha spiegato come in Trentino ci sia una grande esperienza in tema di formazione professionale, grazie alla forte collaborazione con le imprese.
Ne sono esempi il piano formativo costruito insieme da studente e azienda e un attestato a fine percorso utile per la certificazione delle competenze.
I partecipanti concluderanno la giornata con una visita guidata al Muse e un networking dinner presso il Palazzo delle Albere, ulteriore occasione per scambiare buone pratiche e raccogliere idee progettuali di cooperazioni transnazionali.
Domani, martedì 10 ottobre è invece prevista una visita guidata a Castel Thun e il primo Workshop «MountErasmus», un progetto che mira alla creazione di una forte rete tra istituti di formazione agricola e forestale.

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