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Il Cantico dei Cantici è il titolo scelto per l’inaugurazione

L’idillio pastorale del Cantico di Sieni Apre al Melotti il 14 ottobre InDanza Rovereto

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Photo Virgilio Sieni.
 
Coreografo tra i più importanti della scena coreografica europea, già direttore della Biennale Danza di Venezia dal 2014 al 2016, Virgilio Sieni si è ispirato per questa sua ultima produzione al Cantico di Salomone, forse il più sublime tra i Cantici biblici dove confluiscono a partire dal IV secolo le poesie mesopotamiche.
In «Cantico dei Cantici» Sieni compone il suo idillio pastorale: lo spazio è aureo, i danzatori sono adagiati su un tappeto di foglia d’oro realizzato dagli artigiani dell’Oltrarno fiorentino capace di riflettere lievi declinazioni di luce.
L’ambiente è notturno, gli spazi tra i corpi taglienti.
I sei danzatori della compagnia (Claudia Caldarano, Luna Cenere, Riccardo De Simone, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu e Davide Valrosso) tra bagliori di luce e penombra si muovono cesellando movimenti attraverso una narrazione che il coreografo ha articolato in otto diversi momenti, divisi in sezioni, tra idilli pastorali e «vacuum» lucreziano.
 
«La proliferazione continua del gesto – spiega il coreografo fiorentino – tende a creare uno spazio scheggiato dove la danza perduta di uomini e donne stravolge i corpi che insieme tendono a costruire la fisicità di un luogo primordiale e primitivo. Si odora di origine.
«Una canzone a due voci che risuona in tutti i corpi.»
Ed è così che in questo cantico la sensualità esplode sulle musiche originali pensate ed eseguite al contrabbasso da Daniele Broccato, ormai fedele collaboratore musicale del coreografo.
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili online su primiallaprima.it oppure presso le Casse Rurali del Trentino e al Melotti a partire dalle ore 20 del giorno dello spettacolo, il costo va da 8 Euro per i ragazzi sotto i 26 anni all’intero di 12 Euro.
 
 Compagnia Virgilio Sieni 
Fondata nel 1992, la Compagnia Virgilio Sieni costruisce, attraverso un percorso scandito da cicli tematici, un linguaggio coreografico segnato da una capillare indagine articolare.
Un linguaggio in continua evoluzione sia sul piano compositivo che su quello del rapporto col pubblico, dove si alternano spettacoli da palcoscenico e formati inediti per spettatori itineranti in luoghi non convenzionali, dai boschi ai musei.
L’esplorazione della tragedia greca, le peregrinazioni nei paesaggi della fiaba, lo scandaglio di suggestioni filosofiche lucreziane con la complicità drammaturgica di Giorgio Agamben sono solo alcune delle tappe di un itinerario che attraversa orizzonti antropologici e mitologici, in un confronto costante con la realtà del presente, alla ricerca di un perduto umanesimo.

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