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Bolzano, il primo contatto con la famiglia è stato il 2 ottobre

L’assessora Stocker, colpita per la morte del piccolo Adan, ha assicurato chiarezza sulla vicenda

L’assessora alle politiche sociali Martha Stocker ha riferito nel corso della conferenza stampa di oggi, al termine della seduta della Giunta, in merito alla tragica vicenda del tredicenne curdo-irakeno, Adan Hussein, affetto da distrofia muscolare, deceduto all’ospedale di Bolzano nella notte tra il 7 e l’8 ottobre.
«In primo luogo vorrei esprimere il mio dolore e le mie condoglianze alla famiglia, anche a nome della Giunta provinciale, per la morte del piccolo Adan», ha affermato.
«Tra ieri ed oggi - ha aggiunto Stocker - abbiamo raccolto presso tutti i servizi della Provincia, del Comune di Bolzano e le organizzazioni di volontariato che hanno seguito la vicenda le informazioni relative a quanto avvenuto a partire dal 2 ottobre. Su ciò che è avvenuto prima non abbiamo informazioni.»
«Il primo contatto con la famiglia Hussein è stato appunto lunedì 2 ottobre. Sottolineo che in base alle informazioni raccolte in questi giorni né Adan né la sua famiglia, a partire dal 2 ottobre, hanno dovuto pernottare all’aperto» ha proseguito l'assessora.
La famiglia, in base alle informazioni raccolte, è giunta a Bolzano domenica 1° ottobre proveniente dalla Svezia dove era giunta nel 2015 ed era rimasta sino ad ora.
 
Dopo due anni la Svezia ha respinto la domanda di asilo della famiglia che ha quindi deciso di lasciare il Paese prima di dover fare ritorno in Iraq come previsto dal Paese ospitante.
Lunedì 2 ottobre la famiglia Hussein ha contattato il SIS (Servizio di inclusione sociale dell’Azienda sanitaria di Bolzano) che ha comunicato l’impossibilità di accogliere temporaneamente la famiglia in una struttura alberghiera «forse a causa della carenza di informazioni», ha aggiunto Stocker.
Lo stesso giorno Adan, viene ricoverato nell’ospedale di Bolzano per problemi respiratori e dolori.
Tutta la famiglia trascorre la notte in ospedale.
La madre con il bambino rimane in ospedale anche martedì 3 ottobre, mentre il resto della famiglia passa la notte in una sistemazione alloggiativa organizzata privatamente.
 
Adan rimane in ospedale con la madre sino a mercoledì 4 ottobre quando viene effettuata una dimissione protetta e viene preso in carico per due giorni, dal 4 al 6 ottobre, da «SOS Bozen» con la famiglia presso l’Hotel Adria, anche sulla base di informazioni raccolte da Volontarius.
Venerdì 6 ottobre la famiglia si reca in Questura per formalizzare la domanda di asilo ed è in questo momento che si verifica l’incidente con la sedia a rotelle.
Il giovane viene ricoverato nell’ospedale di Bolzano dove viene operato. In seguito si manifesta un’infezione ed Adan purtroppo muore nella notte tra il 7 e l’8 ottobre.
Al termine della ricostruzione l’assessora Stocker ha sottolineato che «a circolare della Provincia relativa alle disposizioni sull’accoglienza in questi casi prevede che le persone appartenenti alle cosiddette ‘categorie vulnerabili’ possono trovare un collocamento per un periodo massimo di tre giorni. Questa possibilità di collocamento esiste anche per persone che già si trovavano in altri Stati o Regioni, come nel caso della famiglia Hussein.»
Questo caso, secondo l'assessora, ha evidenziato la necessità di migliorare la comunicazione tra le varie istituzioni pubbliche, le associazioni di volontariato, la Provincia, lo Stato ed i Comuni.

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