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«Il lupo e l’orso bruno non sono specie a rischio d’estinzione»

Commissione Ambiente Senato approva ODG Panizza su politiche gestione lupo

La Commissione Ambiente del Senato ha approvato un ordine del giorno del vicepresidente del Gruppo per le Autonomie e segretario politico del PATT Franco Panizza, con il quale impegna il Governo a valutare la possibilità di adottare decisioni, nell’ambito delle misure della protezione del lupo, che tengano conto di dati più aggiornati relativi alla sua presenza.
Dati che si basino sull'incremento numerico della specie e della sua capacità di diffondersi nell'arco alpino, al fine di tutelare al meglio la pubblica incolumità e di andare così incontro alle preoccupazioni degli abitanti del Trentino Alto Adige e delle zone frequentate dall’animale.

«Nelle scorse settimane – spiega Panizza - il Ministero aveva dichiarato che la misura per la gestione del lupo, che avrebbe dovuto prevedere la possibilità di abbattere fino al 5% della popolazione degli animali, non sarebbe entrata in vigore prima di due anni. La Provincia autonoma di Trento aveva espresso contrarietà a questa decisione. Il lupo, sulle montagne trentine, è in una fase di crescita, con notevoli capacità riproduttive e velocità di dispersione nel territorio. 
«In questo momento se ne contano una ventina, con tutte le implicazioni connesse a una loro ulteriore riproduzione non solo per l’incolumità dell’uomo, ma anche per quella degli animali d’allevamento e da pascolo e, più in generale, per l’equilibrio dell’ecosistema. 
«Il lupo, così come l’orso bruno, non è oggi una specie a rischio d’estinzione. A livello europeo ha una crescita media del 30 per cento l’anno e in Italia se ne contano circa 2mila. Per questo, pur nella cornice del mantenimento e della salvaguardia della specie, deve essere possibile il prelievo mirato per ragioni di pubblica incolumità e di tutela delle pratiche agricole.»

«Io credo – continua Panizza – che ci sia la necessità di rivedere lo status di protezione assoluta per i lupi garantita dalla direttiva europea Habitat, soprattutto per situazioni e territori come quello trentino. I principi che ne sono alla base, quelli della salvaguardia della biodiversità, nel nostro territorio passano anche dalla tutela dell’agricoltura di montagna, minacciata dai lupi, che svolge una preziosa funzione di contrasto al dissesto idrogeologico. «Come, naturalmente, dalle minacce che possono riguardare l’uomo, proprio come è accaduto con gli orsi. Per questo è importante il buonsenso, così come serve un’iniziativa che tenga conto delle specificità di ogni contesto. 
«Il Ministero faccia pertanto tutte le valutazioni del caso, con politiche che tengano conto di tutti questi elementi, a cominciare dai dati più recenti sulla presenza del lupo, sulla sua crescita, sulla sua capacità di diffondersi all’interno dell’arco alpino. L’ordine del giorno approvato dalla Commissione è un passaggio importante, perché dimostra di tenere conto delle legittime preoccupazioni dei cittadini di tutti i territori interessati dal fenomeno.»

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