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«Eroi e presunti tali: il caso del Generale Cadorna»

Pubblico folto e attento a Rovereto per la conferenza di Camon e Tazzer

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Una sala conferenze stracolma di pubblico ha accolto ieri pomeriggio lo scrittore Ferdinando Camon e il giornalista Sergio Tazzer invitati dal Comune di Rovereto ad una conferenza sulla Grande Guerra dal titolo emblematico «Eroi e presunti tali: il caso del Generale Cadorna».
Nel suo saluto il Sindaco Francesco Valduga ha sottolineato come la città di Rovereto, forte anche di istituzioni storiche deputate allo scopo come il Museo della Guerra, abbia sempre favorito la riflessione da vari punti di vista della Guerra, avendo sempre come obiettivo fondamentale quello di promuovere la Pace.

Pungolati dalle domande della giornalista Linda Stroppa, i relatori hanno quindi esaminato la figura e l'opera del Gen.Cadorna nella Grande Guerra sostando in particolare su chi era il generalissimo e comandante supremo, i suoi attriti con il potere politico, la Strafexpedition, la disciplina e le corti marziali, le esecuzioni sommarie da lui ordinate, la decimazione delle truppe (650.000 soldati morti sotto il suo comando).
Ed ancora: la Libretta Rossa, la riunione  a porte chiuse della Camera del giugno 1917, la disfatta di Caporetto definita una «tragedia nazionale» alla quale certamente contribuì con le sue scelte, e poi il rapporto con Mussolini e la sua promozione alla nuova carica di Maresciallo d’Italia.
 

 
La conferenza molto partecipata anche in fase di dibattito si è svolta a 100 anni esatti dal 9 novembre 1917, quando Cadorna venne destituito dal Re e a 100 anni da Caporetto.
I due relatori si sono soffermati sulla Commissione d’inchiesta sulla famosa «disfatta» e anche sui giudizi della storia.
Quanto ai contemporanei di Cadorna, Rommel disse: «Ai soldati italiani mancò un comando energico con obiettivi chiari» (gli alleati avevano detto a più riprese: «Dovete sostituire Cadorna»).
Lo scrittore Ferdinando Camon ha sfogliato il libro di Cadorna «Attacco frontale e ammaestramento tattico», fornendo lettura e commento a qualche passo.
 
Ma si è soffermato anche sulla smentita nel libro di Emilio Lussu «Combattere sotto Cadorna, un’insana follia», sui suicidi dei soldati.
Sergio Tazzer in particolare ha tracciato il profilo dell'uomo, il suo carattere rigido, le sue ambizioni, la sua capacità di tenere testa al Re.
Ed entrambi hanno posto una domanda alla quale solo una città italiana (Udine) ha dato risposta: i monumenti e le vie dedicate al Generale raccontano una storia «giusta»? Per i relatori il giudizio è negativo.
La conferenza promossa dal Comune rientra nelle iniziative che - tra passato e presente - favoriscono l'elaborazione delle tematiche alla pace, previste della legge 103 recante «Disposizioni concernenti iniziative volte a favorire lo sviluppo della cultura della pace» che attribuisce a Rovereto il ruolo di «Città della Pace».

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