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Sostegno alla genitorialità trentina: in arrivo 482.000 euro

La Provincia ha approvato il bando: domande dal 10 novembre al 1° dicembre

Approvato dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, il bando per la presentazione di proposte progettuali con il compito di sviluppare sul territorio il sostegno alla genitorialità.
Tre gli ambiti individuati: coppie e padri fragili, costruzione di reti di famiglia, sportello per famiglie e operatori territoriali.
«Sostenere e accompagnare le coppie, in particolare i padri fragili, le famiglie monoparentali, ma anche costruire reti di famiglie dove accogliere, sostenere e supportare i diversi soggetti di un territorio, sensibilizzare e formare le famiglie, le associazioni e gli operatori che, nelle comunità, si occupano di questi temi, – spiega l'assessore Zeni. – Solo in questo modo possiamo costruire comunità attive, solidali e responsabili, nelle quali ci si aiuta a vicenda nei momenti di difficoltà, in un'ottica di welfare generativo.»
Il bando è rivolto alle organizzazioni del terzo settore che devono obbligatoriamente costituire un partenariato con almeno un soggetto pubblico che opera in questo ambito.
Le domande vanno presentate al Servizio politiche sociali provinciale dal 10 novembre al 1° dicembre, Il finanziamento complessivo del finanziamento è di 482.000 euro.
 
 Finalità 
I progetti devono avere ricadute in ambito provinciale e perseguire le finalità stabilite dal Fondo regionale, in coerenza con le politiche sociali, familiari e del lavoro della Provincia.
Tre gli ambiti individuati.
 
 Ambito 1 - coppie e padri fragili 
- potenziare le capacità genitoriali di coppie e famiglie monoparentali, in particolare di padri in condizioni di fragilità;
- sostenere ed accompagnare le coppie, le famiglie monoparentali e in particolare i padri fragili, nelle fasi di cambiamento;
- promuovere momenti di socializzazione nelle comunità finalizzati a migliorare le relazioni di coppia, genitoriali e intergenerazionali;
- implementare processi di collaborazione con le agenzie del territorio che si occupano della famiglia e con i Servizi sociali territoriali, associazioni familiari, singole famiglie;
- favorire il coinvolgimento diretto della famiglia, di figli e genitori;
- creare gruppi di genitori, offrendo uno spazio di riflessione che permetta loro di migliorare la disponibilità verso i figli;
- attuare iniziative per intervenire in situazioni di particolare disagio dei padri;
- sostenere le capacità lavorative dei padri fragili disoccupati o con difficile collocazione professionale-lavorativa, o svantaggiati.
 
 Ambito 2 - costruzione reti di famiglie 
- creare spazi di riflessione e dialogo per i soggetti territoriali significativi;
- formare e sensibilizzare le famiglie anche con percorsi innovativi;
- aumentare le connessioni fra i vari soggetti di un territorio per implementare il senso di appartenenza a una comunità, sviluppando una rete di famiglie solidali;
- creare una rete di soggetti attivi nel campo dell'accoglienza familiare;
- sostenere le pratiche di volontariato e cittadinanza attiva delle famiglie in un'ottica di welfare generativo.
 
 Ambito 3 - sportello per famiglie ed operatori territoriali 
- raggiungere famiglie vulnerabili che non presentano i requisiti o le condizioni per accedere alle risposte pubbliche dei Servizi sociali territoriali;
- attraverso il dialogo, garantire un lavoro di rete con i servizi sociali, sanitari e socio-educativi;
- istituire uno sportello costituito da un'équipe multidisciplinare in rete con i servizi sociali, sanitari e socio-educativi;
- in relazione alla complessità della situazione, ipotizzare un doppio canale di intervento;
- fornire supporto agli operatori che si occupano di famiglie.
 
 Soggetti 
Il bando si rivolge ad organizzazioni del terzo settore che devono obbligatoriamente costituire un partenariato con almeno un soggetto pubblico che già agisce su tematiche inerenti.
Svolto tale obbligo, il partenariato si può costituire anche con soggetti del terzo settore, con sede legale od operativa sul territorio della provincia di Trento.
 
 Finanziamento 
Il valore complessivo del finanziamento è pari a 482.000 euro; il contributo massimo finanziabile per il triennio 2017/2018/2019 è calcolato e ripartito nel seguente modo: ambito 1 per un importo massimo finanziabile di 136.000 euro, ambito 2 per un importo massimo di 172.000 euro, ambito 3 per un importo massimo finanziabile di 174.000 euro.
A carico dei soggetti beneficiari del finanziamento è prevista una quota, pari al 20% del contributo riconosciuto, a titolo di compartecipazione minima alla realizzazione della proposta progettuale.
Le somme stanziate e non assegnate per mancanza di proposte progettuali, per valutazione negativa delle proposte ovvero per importi progettuali di minore entità rispetto al finanziamento massimo riconoscibile, saranno attribuite ai restanti ambiti in egual misura.
 
 Domande 
Le domande di contributo, complete di scheda progettuale e relativo piano finanziario, devono essere presentate dal 10 novembre al 1° dicembre 2017 con le seguenti modalità:
- consegnate a mano al Servizio politiche sociali, via Gilli n. 4, 38121 Trento;
- trasmesse via posta elettronica: serv.politichesociali@pec.provincia.tn.it.

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