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Ecco le tante ricchezze dell'Argentario

Da Casa Serena al Circolo di Montevaccino al punto di prestito di Martignano

L'Argentario è una Circoscrizione di salite e discese, di curve, svolte improvvise, sorprese.
Sorpreso rimane senza dubbio chi non conosce Casa Serena, struttura dell'Anfass che accoglie 52 disabili residenziali, 12 «diurni» e 25 che passano qui qualche giorno per alleggerire il carico di impegno delle famiglie.
Venerdì, ad accogliere il sindaco Alessandro Andreatta e il presidente della Circoscrizione Armando Stefani, c'erano gli ospiti, il personale con il direttore Pietro Grigolli, che ha ringraziato «per la visita, che dimostra sensibilità per le storie di vita degli ospiti di Casa Serena».
C'era musica nelle sale luminose, c'era allegria, c'era Laura, un'ospite vecchia conoscenza del sindaco, che non ha esitato ad attirare la sua attenzione.
 
«Sono un amico della grande famiglia dell'Anfass e di Casa Serena – ha salutato Andreatta – Trento deve essere la città delle relazioni. E creare relazioni con le persone che più fanno fatica è fondamentale per costruire comunità.»
Per Stefani, «il tema Casa Serena talvolta spaventa perché è il luogo della diversità. E noi sappiamo quanto è facile tirar su muri per non vedere chi non è come noi. Eppure sappiamo che quando fai lo sforzo di incontrare uno che non conosci ne esci cambiato. La scommessa è far capire che la diversità è ricchezza.»
Da Cognola la visita del sindaco si inerpica fin su a Montevaccino, 700 e passa metri d'altezza, oltre 600 abitanti, un circolo comunitario vivace, tante potenzialità, gli Alpini, l'associazione sportiva, un punto di prestito e anche qualche problema.
Con il presidente Stefano Degasperi, i componenti del Circolo hanno esposto al sindaco svariate questioni riguardanti marciapiedi e pensiline dell'autobus da realizzare lungo la provinciale, incroci da sistemare, gli autobus (pochi), un'area da pavimentare vicino al nuovo campo da calcio, sempre affollato di «piccoli amici» e «pulcini» oltre che di ragazzi più grandi che corrono dietro a un pallone.
 
Non è mancata la discussione sui dieci richiedenti asilo che da qualche tempo vivono lassù.
Si tratta soprattutto di afgani, pakistani e nigeriani, seguiti da una rete di una ventina di volontari molto attivi e guardati con diffidenza da molti.
L'incontro con il sindaco e con il presidente della Circoscrizione è servito anche a dissipare qualche dubbio.
«Li ho incontrati alle 5.30 del mattino che scendevano a piedi verso la città. Dove vanno, chi li controlla?», ha chiesto qualcuno.
 
«Vanno a lavorare a Merano, scendono a piedi perché a quell'ora non c'è l'autobus. Qualcuno scende presto anche per cercare lavoro», ha spiegato Paolo, operatore dell'Atas.
Il sindaco Andreatta ha commentato: «Il cambiamento è qualcosa che dobbiamo accettare anche perché spesso è legato a dinamiche più grandi di noi. Se si ha paura del cambiamento la comunità diventa più povera.»
Gianko Nardelli, anima del quartiere oltre che del punto di prestito, ha invitato: «Questi incontri andrebbero fatti non una tantum, ma più spesso. Comune e Circoscrizione devono starci vicino.»
Affollato come non mai il pranzo del sindaco, preparato dentro a uno dei luoghi più straordinari della Circoscrizione.
 
Si tratta del punto di prestito di Martignano, un piccolo scrigno pieno di bei volumi e soprattutto dell'energia positiva delle «Amiche del libro».
Lucia Cadrobbi, presidente, insieme a Mara, Caterina, Wisam, Cristina, Alda, Mariacarla, Silvia, da oltre 25 anni tengono aperte, con la forza del volontariato, due stanzette dove non è inusuale trovare il titolo appena recensito dall'ultimo supplemento culturale e dove si dispensano meditati consigli di lettura a bambini, lettori onnivori o selettivi che siano.
Le «signore dei libri», quelle che di solito vanno a scuola a leggere le storie, che organizzano laboratori per bambini e incontri pubblici, oggi hanno aperto le loro sale per accogliere i rappresentanti del ricco associazionismo di Martignano.
Nel piatto uno dei menù originali creati da Lucia e i mille programmi per il futuro della collina.

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