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Stupro di Firenze: la Procura militare conclude le indagini

I due carabinieri sono rinviati a giudizio solo per violata consegna e peculato

La Procura militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma ha concluso le indagini a carico dell'Appuntato Scelto dei Carabinieri Marco CAMUFFO e del Carabiniere Scelto Pietro COSTA.
Lo rivela GrNet.it, il sito web su Sicurezza e Difesa, che specifica nel dettaglio i capi di imputazione.
In particolare i due militari sono accusati di:
 
A)    CONCORSO IN VIOLATA CONSEGNA CONTINUATA E PLURIAGGRAVATA
Perché, Appuntato Scelto (il CAMUFFO) e Carabiniere Scelto (il COSTA) dell'Arma dei Carabinieri, entrambi effettivi al Nucleo Radiomobile Carabinieri in Firenze, con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso tenute in data 7.9.2017, allorché si trovavano comandati di servizio di pattuglia automontata in Firenze con turnazione h. 00.45 / 06.45 giusta o.d.s. nr. 48-9-2017, essendo intervenuti - su disposizione della Centrale Operativa del Comando Provinciale - presso una discoteca della città, sita in Piazzale Michelangelo, al termine dell'intervento stesso, alle ore 2.50 circa, senza autorizzazione alcuna, in assenza di ragioni di servizio e senza comunicare alcunché alla Centrale Operativa facevano accedere nell'autoradio FIAT BRAVO tg. CC DD 190 due persone civili non legittimate e le trasportavano dalla discoteca stessa sino all'abitazione delle medesime [...], per poi sostare all'interno di privato edificio - in assenza di esigenze di servizio, e per fini meramente privati - per circa mezz'ora, lasciando l'autovettura incustodita sulla pubblica via con all'interno le armi lunghe: con la predetta condotta, posta in essere in concorso tra loro, violavano le consegne avute e contenute nel pertinente o.d.s., allorché modificavano arbitrariamente il previsto itinerario, si portavano in settore di competenza di altra Forza di Polizia e omettevano di riportare nello stesso o.d.s. la modifica in parola e l'accompagnamento delle due civili; violavano altresì le disposizioni disciplinanti le modalità di svolgimento dei servizi esterni automontati, laddove le stesse prevedono che «...i militari di pattuglia [...] percorrono l'itinerario loro fissato prestando la massima attenzione su tutto quanto possa interessare la pubblica sicurezza e la protezione che devono accordare ai cittadini», che l'autovettura sia parcheggiata «senza armi a bordo, in posizione defilata, dopo aver avvisato la Centrale Operativa», che le uniche categorie di soggetti per i quali è possibile il trasporto a bordo dell'autovetture di servizio siano quelle in condizione di restrizione della libertà personale o per le quali sia necessario un accompagnamento presso un comando Arma per accertamenti più approfonditi, che «è tassativamente vietato lasciare le armi individuali o di Reparto non custodite a bordo di automotoveicoli» e che «il capo-equipaggio o capo-pattuglia... in pattugliamento: cura la continuità dei collegamenti e l'ascolto dei messaggi e degli interventi della Centrale Operativa [...] si pone costantemente in condizione di eseguire le disposizioni impartite dalla Centrale Operativa; [...] il militare autista [...] in pattugliamento: in caso di allontanamento del capo-pattuglia o capo-equipaggio, non abbandona il mezzo assicurando il collegamento radio con la Centrale Operativa [...] durante le soste, deve: assicurare in ogni istante ...la vigilanza del mezzo e dei materiali in dotazione».
 
Con le aggravanti del grado rivestito, «dell'essere il fatto commesso nel corso di un servizio armato ed in circostanze di luogo per cui potesse verificarsi pubblico scandalo, nonché - limitatamente alla persona del CAMUFFO - dell'essere investito del comando dell'equipaggio e concorso nel reato con militare inferiore in grado».
 
B) CONCORSO IN PECULATO MILITARE AGGRAVATO ex artt. 215, 47 nr. 2, 58 c.p.m.p.; 110 c.p.
Perché, militari come al capo A), nelle circostanze di tempo e di luogo ivi indicate e con la medesima condotta ivi descritta, avendo il possesso - in ragione del servizio di pattuglia automontata in corso di svolgimento - dell'autoradio FIAT BRAVO tg. CC 190, in concorso tra loro si appropriavano della stessa e del relativo, occorrendo carburante, effettuando il tragitto da Piazzale Michelangelo e Borgo Santi Apostoli per fini diversi da quelli istituzionali e comunque non consentiti. «Con le aggravanti del grado rivestito e - limitatamente alla persona del CAMUFFO - dell'essere investito del comando dell'equipaggio e concorso nel reato con militare inferiore in grado».
 
Oltre al procedimento penale avviato nei confronti dei due Carabinieri dalla Procura presso il Tribunale di Firenze, quindi, i due militari - difesi dagli avvocati Gianfranco Ceoletta, Cristina Minichini e Giorgio Carta - dovranno quindi essere giudicati anche dalla giustizia militare.
 
(GRNET.IT)

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