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200 anni di catasto: certezza del diritto e pianificazione

Dal 1817 esiste il catasto in Trentino Alto Adige, uno strumento che resta essenziale e va aggiornato: il punto nella celebrazione di oggi a Bolzano

Due secoli fa l'imperatore d'Austria Francesco I gettò le basi per la creazione del sistema del catasto in tutti i territori della monarchia asburgica, compreso quindi l'antico Tirolo.
Il catasto si è affermato anche in Alto Adige come prezioso strumento di documentazione e base dello sviluppo economico di un territorio.
L'anniversario dei 200 anni è stato celebrato oggi a Castel Mareccio a Bolzano.
«Il catasto garantisce non solo certezza del diritto in campo patrimoniale ma anche trasparenza ed è un importante elemento guida per l'intera società, esempio di buon funzionamento di una comunità democratica», ha ricordato il presidente della Provincia Arno Kompatscher (foto in alto).
 
Il catasto è la dimostrazione di come un'amministrazione può lavorare bene e in modo preciso, gli ha fatto eco l'assessore provinciale trentino Carlo Daldoss (foto in basso).
Proprio negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nella digitalizzazione, e oggi tutti i dati sono reperibili rapidamente in Internet.
Respnsabile politico del settore in Alto Adige, l'assessore provinciale Christian Tommasini ha spiegato che «il sistema catastale è indispensabile per la pianificazione dello sviluppo urbanistico e per un'equa tassazione degli immobili. Senza dimenticare che il catasto austriaco è un bene culturale, un pezzo di storia vissuta che unisce nord e sud.»
Tommasini ha assicurato che il servizio, già ora molto efficace, sarà ulteriormente sviluppato.
 
Sono intervenuti anche Arturo Angelini dell'Agenzia delle entrate, Wernher Hoffmann presidente dello specifico Bundesamt austriaco e alcuni esperti.
Oggi l'Alto Adige conta 246 Comuni catastali con circa 525mila particelle fondiarie e 150mila particelle edificabili, per una superficie complessiva di 7400 km quadrati.
Viene gestito anche un catasto dei fabbricati con la registrazione della suddivisione interna degli edifici nelle diverse unità di utilizzo.
L'introduzione del sistema catastale nell'attuale Alto Adige fu completato nel 1860.
 
Da qualche anno è in archivio l'epoca dei grandi volumi cartacei e si è entrati a pieno regime nell'era digitale dei comuni catastali attraverso una trasmissione dati che risponde a criteri di velocità, efficienza e sicurezza.
Il processo ha portato alla digitalizzazione di 650mila particelle catastali e di oltre 1.480.000 iscrizioni nel libro fondiario.
Catasto e libro fondiario in Alto Adige sono gestiti dall'omonima Ripartizione provinciale.

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