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Grandi carnivori, i maggiori esperti d’Europa a Trento

Il «Rapporto 2017» sarà presentato al Muse dal 20 al 22 marzo 2018

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I maggiori esperti di grandi carnivori d'Europa saranno a Trento dal 20 al 22 marzo per la conferenza dell’associazione «Large Carnivore Initiative for Europe» (LCIE).
Inoltre il «Rapporto grandi carnivori», edizione 2017, della Provincia autonoma di Trento sarà presentato il 6 marzo alle 20.45 al Muse.
Quest’anno si lavorerà anche ad un progetto organico di prevenzione dei danni da lupo.
Per quanto riguarda l’orso, a 20 anni dall'inizio del progetto Life Ursus (1997-2004), la presenza a Trento dell'associazione che riunisce i maggiori esperti di grandi carnivori d'Europa offrirà l’opportunità di fare il punto sull’esperienza trentina, con un supporto tecnico autorevole.
 
Il pomeriggio del 21 marzo in particolare sarà dedicato alla presentazione agli esperti dello stato dell’orso in Trentino e nelle Alpi centrali.
Si parlerà anche delle attività gestionali condotte fino ad ora e di quelle in programma per il prossimo futuro.
Ad un gruppo ristretto di esperti della LCIE verrà inoltre richiesto di produrre un documento di sintesi sul progetto trentino, come parere tecnico indipendente, che riporti utili indicazioni sugli aspetti gestionali più importanti.
Ma sul tavolo c’è anche la questione del lupo. L’anno appena trascorso ha dimostrato infatti come il lupo costituisca ormai una realtà che va consolidandosi anche nella nostra provincia e con la quale è necessario adottare un approccio tempestivo, tecnicamente valido e che tuteli non solo la specie ma anche il settore della zootecnia di montagna.
 
Per questo, in assenza di un piano nazionale di riferimento sulla gestione del lupo, sarà realizzato un progetto organico di prevenzione dei danni in provincia di Trento, coinvolgendo i servizi forestali, quelli dell'agricoltura, gli allevatori, i parchi provinciali oltre a esperti nella materia.
I lavori per la realizzazione del progetto di prevenzione sono già partiti e produrranno un primo documento entro il prossimo mese di maggio (con ricadute concrete in termini di prevenzione su alcuni alpeggi prima dell'inizio della monticazione), mentre il documento finale sarà disponibile entro la fine dell’anno.
Lo studio partirà da un censimento della vulnerabilità degli allevamenti agli attacchi da lupo ed individuerà una serie di misure di contenimento del danno i cui capisaldi sono costituiti, come noto, dalla custodia degli animali grazie alla presenza del pastore, dall’installazione di recinzioni elettrificate per la notte per alcune tipologie di bestiame e dalla presenza di cani da guardianìa specificatamente addestrati per difendere gli animali dal lupo.
Attenzione particolare verrà prestata anche alla formazione del personale, all'analisi delle modalità di accertamento ed indennizzo dei danni, nonché a forme di assistenza tecnica per la realizzazione delle opere di prevenzione.

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