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Il Capitello della Forca è proprietà comunale di Brentonico

Donazione della famiglia Antonelli, è l’unico volume rimasto del duecentesco «Castello di Dosso Maggiore»

 
Nella seduta di giovedì 1 marzo, la giunta comunale di Brentonico ha formalizzato l’assunzione in proprietà del cosiddetto «Capitello della Forca» e delle sue pertinenze (circa 200 metri quadrati).
La volontà di donare lo storico manufatto al Comune di Brentonico fu manifestata nel 1993 dagli allora proprietari Antonelli Germano, Luciano, Mario, Onorio ed è stata recentemente ribadita dagli eredi Antonelli Emilio, Flavio, Luigi e Luisella.
La deliberazione della giunta comunale dell’Altopiano si è resa tuttavia necessaria ai fini del perfezionamento e della regolarizzazione catastale di una situazione già di fatto assodata.
Il «Capitello della Forca» si trova al margine della strada comunale che da Brentonico porta a Castione, a qualche centinaio di metri dal bivio di monte.
La struttura ha continuativamente echeggiato timorosa considerazione e apprensivo approccio nelle narrazioni e nelle evocazioni popolari, vuoi per le numerose leggende di diavoli e streghe che vi sono ambientate (nei paraggi è ancora ben visibile la «Pésta del Diàol») e vuoi per la credenza, peraltro verosimile dato il nome, che in quel luogo nel medioevo venissero eseguite le sentenze capitali per impiccagione.
 
La letteratura più recente lo documenta prima come capitello dedicato a San Rocco (Ottone Brentari, «Guida di Monte Baldo», Bassano, 1893), successivamente come capitello consacrato alla Madonna.
Non è dato di conoscere il reale accreditamento devozionale della struttura, dato che la scultura lignea inclusa nella nicchia a Est scomparve a metà Novecento, si racconta trafugata, plausibilmente invece trasferita al Museo Diocesano di Trento e ora non più riconoscibile.
Nel 1993 nella nicchia storicamente ospitante la statua fu dipinta una «Madonna adorante il Bambino».
Soprassedendo a miti, leggende, credenze popolari e attribuzioni religiose, si può ora affermare che l’opera sia di ben diversa origine e natura: si tratta invero dell’unico volume arrivato integro fino a noi, presumibilmente la guardiola più a valle, del duecentesco «Castello di Dosso Maggiore», quel «Castrum de Dosso Maiori» dell’eminente famiglia dei «Da Brentonico», del quale si ha prima notizia nel 1214.
«A nome dell’Amministrazione comunale di Brentonico, ringrazio calorosamente la famiglia Antonelli per la donazione alla comunità del prezioso bene storico e culturale, ora ufficialmente patrimonio pubblico» spiega Quinto Canali, assessore alla cultura e istruzione.

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