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Al Festival delle Lingue giovani sofisti crescono

Oggi protagonista il debate «A suon di parole», protagonisti i ragazzi del Rosmini

Seconda giornata al Festival delle Lingue a Rovereto, anche questa ricca di appuntamenti ed eventi, come il gioco del contraddittorio «A suon di parole», che punta a diffondere nelle scuole la pratica del debate, ovvero del parlare in pubblico dibattendo in modo argomentato.
15 in totale le squadre che hanno partecipato al torneo in lingua straniera, 4 quelle che sono arrivate oggi alle due finali, in inglese e in tedesco.
Per la parte inglese a sfidarsi sono stati il Liceo A. Maffei di Riva del Garda con la tesi «Today peace can be obtained only by peaceful means» e il Liceo A. Rosmini di Rovereto con la tesi contraria, a vincere sono stati questi ultimi, premiati dalla giuria per «retorica, logica e costruzione articolata delle frasi».
In tedesco hanno invece duellato con le parole il Liceo Arcivescovile C. Endrici di Trento, con la tesi «Staatsgrenzen sind wichtige Schutzbarrieren, die aufrecht erhalten werden sollten», e il Liceo A. Rosmini di Rovereto con la tesi contraria: a conquistare la giuria sono stati ancora una volta gli studenti del Liceo Rosmini.
 
È difficile attribuire una definizione chiara per questa disciplina, il debate che da tempo è un «must» nelle scuole, nei college e nelle università americane e inglesi, e che ormai da qualche tempo comincia ad essere sperimentata anche in alcune scuole italiane con successo.
«Il debate richiede disciplina, competenza, formazione, ma anche passione e creatività»: elementi questi che rientrano nelle cosiddette «soft skills» e nelle «life skills», competenze di carattere trasversale.
Il progetto consente ai giovani di conoscere le tecniche per sostenere una tesi, aiutandoli al contempo ad assumere un ruolo attivo nei processi decisionali.
Gli studenti si affrontano con lo scopo di vincere delle gare basate sulla capacità di argomentare e contro argomentare attorno a tematiche di carattere civico e sociale. Si sfidano, dunque, «A suon di parole».
Due turni di argomentazione alternate che ciascun team ha espresso nell’arco pochi minuti, poi spazio a qualche domanda tra le squadre, infine si predispone la strategia di contro-argomentazione.
 
La giuria, infine, assegna i punteggi sulla base di criteri contenutistici (ad esempio aderenza al tema, esaustività e ricchezza di informazione), di qualità argomentativa e di capacità oratorie (tono della voce, espressioni verbali e gestualità), nonché di altri parametri linguistici (correttezza grammaticale e lessicale).
Il torneo così concepito promuove le competenze linguistiche, logico/argomentative, interculturali e di cittadinanza dei partecipanti nell’ambito del parlato, della comunicazione non verbale e della capacità di esprimersi in pubblico.
Secondo le testimonianze dei docenti e degli studenti che vi hanno preso parte, vengono sviluppate naturalmente negli alunni anche abilità utili nel rapporto con il mondo del lavoro e con il territorio.
Gli argomenti dei dibattiti hanno carattere civico e interculturale e sono proposti ai giovani come occasioni per misurarsi con tematiche che li pongano di fronte alle problematiche complesse dei nostri tempi e alle prospettive del futuro.

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