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Botteghe storiche: ad Ala consegnate le targhe

Sono l'anima storica di Ala e delle sue frazioni: attività con più di 50 anni di storia presenti nel Comune

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Quella di ieri a palazzo Pizzini è stata una serata dedicata a chi ha fatto e tuttora sta facendo la storia di Ala.
Accanto alle cinque «botteghe storiche» alle quali è stata consegnata la targa, ce ne sono altre che sono sulla buona strada verso questo riconoscimento; tutte sono citate nel volume, presentato durante la serata, scritto da Martina Dei Cas («Le botteghe storiche di Ala»).
La scrittrice alense ha raccolto le storie di tutte queste attività (presenti non solo ad Ala centro, ma anche nelle frazioni, dalla Sega fino a Serravalle), raccontando inizi, cambi di gestione, crescita e radicamento sul territorio.
«Questo è un progetto iniziato con la precedente amministrazione – ha detto il sindaco Claudio Soini – il commercio è l'anima della nostra comunità.»
 
La qualifica di «bottega storica» è stata prevista dalla Provincia Autonoma di Trento, che nel 2010 istituì un albo apposito; per entrare a farvi parte, bisogna avere due requisiti fondamentali: almeno 50 anni di attività, e avere all'interno del negozio o dell'attività un elemento, un arredo, qualcosa che comprovi la storicità della bottega.
Tutto il processo di candidatura e riconoscimento delle botteghe storiche è stato seguito dal Comune di Ala.
Le cinque «botteghe storiche» di Ala sono ad oggi: Albergo Monti Lessini alla Sega, di Paolo Trainotti e Sandra Deimichei; Bar Eugenia (nato e ancora conosciuto come «pasticceria») in piazzetta Cantore, di Eugenia Flistoc; Bar Tabacchi Bongiovanni, sempre in piazzetta Cantore, di Ines fedrizzi, Anna e Mauro Bongiovanni; macelleria Debiasi, di Sergio Debiasi (ora affiancato dal figlio Paolo); Osteria Carnera in piazza Bonacquisto ad Ala, in Villalta, di Maria Pandini.
In queste attività è racchiusa un pezzo della storia recente di Ala.
 
L'albergo sorse con la (ri)scoperta turistica dei Lessini; il bar – pasticceria è sempre stato un punto di riferimento per gli alensi e per le loro serate (il biliardo è una sua prerogativa); alla tabaccheria Ines Fedrizzi ha passato la sua vita; la macelleria venne rilevata da Mauro Debiasi quando questi aveva ancora vent'anni, nel 1964, e tuttora è lì tutti i giorni.
L'osteria Carnera è invece un simbolo di Villalta, sin da quando la aprì Mario Mellarini detto «Carnera» (la passione per la boxe e il suo fisico importante trasmisero il nome anche al locale); dopo varie gestioni, da pochi mesi è nelle mani di Maria Pandini.
Accanto a queste ci sono altre dieci attività raccontate nel libro, altrettanto storiche.
L'albergo pizzeria centrale di Ronchi; l'American Bar trattoria di Santa Margherita; il bar ristorante Zugna a Serravalle; il bistrot Le Bastie in piazza Giovanni XXIII; il caffè Al Volo sulla statale 12; il Caffé Commercio in largo Vicentini; la famiglia cooperativa Vallagarina (con le sedi a Chizzola, Pilcante, Santa Margherita e Serravalle); la pizzeria al Giardino in via Ronchiano; la pizzeria la Pineta in corso Passo Buole, la pizzeria Luisa a Santa Margherita.
 
Anche altre attività alensi potrebbero intraprendere l'iter di riconoscimento quali «botteghe storiche».
«Tutte queste storie – ha detto Martina Dei Cas – non sono solo storie professionali, ma anche le storie delle famiglie che c'erano dietro le diverse attività.»
Alla premiazione erano presenti, oltre a diversi membri della giunta e del consiglio comunale, anche Alberto Pinter, assessore della Comunità della Vallagarina, Omar Grigoli dell'Unione Commercio Rovereto e Vallagarina; Giulio Prosser, presidente dell'Apt Rovereto e Vallagarina; Francesca Trainotti del Consorzio Commercianti Alensi.
Tutta la serata è stata allietata dal Coro Città di Ala, che al termine ha dedicato «Signore delle Cime» a chi lavorò in queste attività commerciali, e che oggi non c'è più.

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