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Gilmozzi: «Ferrovia del Brennero strategica per il Trentino»

Inaugurata ieri alle Gallerie di Piedicastelllo la mostra dedicata ai 150 anni della costruzione della via di comunicazione

Nel 150° anniversario della costruzione, Trento ospita la mostra dedicata alla Ferrovia del Brennero. Ospitata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, presso la Galleria Bianca di Piedicastello, l’esposizione è un viaggio dal 1867 ai tempi nostri sull’impatto della grande opera e sugli sviluppi della ferrovia in Trentino Alto Adige.
«Oggi – ha affermato l’assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi – siamo nel secolo del limite dello sviluppo basato sulla gomma, il treno torna a essere una infrastruttura utile, strategica e sostenibile per l’integrazione europea.
«Nella nuova concezione di trasporti, con la volontà diffusa di un riequilibrio tra mobilità privata e pubblica, il treno sta ritornando d’attualità perché considerato come mezzo sostenibile per lo sviluppo del trasporto, non solo di merci ma anche di persone.»
 
«L’esposizione – come hanno spiegato il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi e il curatore dell’adattamento trentino della mostra, Alessandro de Bertolini – intende perseguire una duplice finalità: rafforzare i rapporti con le istituzioni culturali della provincia di Bolzano per la narrazione di un passato che interessa vicende storiche comuni, come quelle legate alla costruzione della ferrovia nel tratto da Verona a Innsbruck.
«Dall’altro, riflettere su un tema attuale, quale è lo sviluppo delle vie di comunicazione in area regionale nel corso degli ultimi due secoli, in un momento di grandi cambiamenti, mentre sono in corso i lavori per la costruzione del nuovo collegamento attraverso le Alpi con la Galleria di Base del Brennero.»
All’inaugurazione era presente anche Ezio Facchin, commissario straordinario del Corridoio del Brennero.
 

 
La mostra è stata realizzata dal Curatorium per la Salvaguardia dei Beni Culturali Tecnici del Sudtirolo a cura di Witty Mitterer ed è stata esposta fino al 21 marzo 2018 in Alto Adige presso il Forte di Fortezza. Nell’ambito di un rapporto di collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e il Curatorium, la mostra è stata allestita a Trento presso le Gallerie di Piedicastello a Trento (Galleria Bianca).
«La mostra dedicata alla Ferrovia del Brennero – è il concetto dell’assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi – racconta la storia di un processo di modernizzazione straordinario, sviluppato attraverso tre secoli.
«Da un’economa dei trasporti fondata sui cavalli, la mostra ci porta ai giorni nostri, caratterizzati dalla sfida dell’Alta Velocità.»
 
Il processo di modernizzazione è stato interpretato anche da personaggi visionari come l’allora sindaco di Trento, Paolo Oss Mazzurana o l’ingegnere Luigi Negrelli.
«Grazie alla loro visione – ha ricordato Gilmozzi – è stato possibile costruire un futuro che vedeva nei treni un elemento di sviluppo perché garantiva collegamenti rapidi e sicuri.»
La centralità della ferrovia fu superata di lì a pochi anni dalle divisioni e dalle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale e dal successivo sviluppo basato - almeno in Italia - non su rotaia ma su gomma e quindi le autostrade.
«Oggi – ha proseguito l’assessore Gilmozzi – siamo nel secolo del limite dello sviluppo basato sulla gomma, il treno torna ad essere una infrastruttura utile, strategica e sostenibile per l’integrazione europea.»
 

 
In questo nuovo contesto, la mostra porta il visitatore nelle attualità e apre più di uno spunto sul futuro dell’Alta Velocità e del Corridoio del Brennero.
«Il tunnel del Brennero – ha sottolineato a questo proposito Gilmozzi – è un’opportunità per collegare in tempi molto più rapidi territori oggi relativamente distanti, quali Monaco e Verona.
«Tutti noi siamo dunque chiamati a cogliere opportunità inedite e ancora oggi sottovalutate. La Ferrovia del Brennero di domani sarà un volano per una nuova stagione di sviluppo del nostro territorio, il Trentino e Alto Adige.
«L’alta velocità, oltre a risolvere il transito dei mezzi pensanti lungo la valle dell’Adige, aprirà il territorio a un bacino di utenti, dalla Germania del Sud e al Nord Italia, popolato da milioni di persone, – ha concluso Gilmozzi, – senza ferrovia il futuro sarebbe più povero.»
 
 La mostra 
Il 24 agosto del 1867 si conclusero i lavori della costruzione della Ferrovia del Brennero con l’apertura dell’ultimo tratto Bolzano-Innsbruck. La costruzione della Ferrovia Brennero, uno dei grandi nodi del sistema viabilistico europeo, segnò una svolta nella storia delle vie di comunicazione e produsse importanti conseguenze nello sviluppo economico, commerciale e turistico del territorio del Tirolo, del Sudtirolo, del Trentino e del Veneto.
A 150 anni di distanza da quegli eventi, la mostra «150 anni. Ferrovia del Brennero» racconta questa storia dalle origini fino agli scenari più recenti
Tra le principali tematiche affrontate: l’avvio della rotaia; ferrovie e turismo, ferrovie architettura e sviluppo urbano; ferrovie di guerra; ferrovie ed economia; ferrovie e servizi; ferrovie ed arte; ferrovie del futuro.
Sono inoltre presenti in mostra delle postazioni video con alcuni documentari d’epoca prodotti dal Curatroium del Sudtirolo.

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