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Sicurezza sul lavoro, verso l'intesa fra Regioni e Ministero

Razionalizzazione dei controlli, più informazione e prevenzione – Le proposte della Provincia di Bolzano nella nuova intesa in materia di sicurezza sul lavoro

Durante la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di ieri (10 maggio) a Roma, è stato avviato il confronto con il Ministero del lavoro per giungere («entro l'anno», ha annunciato il presidente Stefano Bonaccini) ad una nuova intesa in tema di sicurezza sul lavoro.
Gli alti funzionari e il Ministro Giuliano Poletti hanno sottolineato la necessità di alzare la capacità di contrasto del sistema agli incidenti sui luoghi di lavoro tramite un rafforzamento e un miglior coordinamento di prevenzione, formazione, informazione, investimenti in tecnologie e, ovviamente, controlli.
A proposito di controlli, durante il dibattito è intervenuto il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, il quale ha sollevato una serie di questioni che sono state poste all'attenzione della Conferenza delle Regioni come base di discussione per la bozza del nuovo accordo quadro nazionale.
 
«In quanto zona di confine – ha detto Kompatscher – le normative sulla sicurezza rappresentano un tema molto importante: gli oneri aggiuntivi, più formali che sostanziali, previsti dall'applicazione in Italia delle direttive europee, rischiano di pregiudicare la competitività della nostra economia rispetto ad Austria, Germania o Svizzera.»
Nell'ambito delle proprie competenze autonomistiche, la Provincia di Bolzano è già intervenuta con una norma che razionalizza i controlli, evitando i doppioni, e utilizza in maniera più incisiva le banche dati per le verifiche.
Altro aspetto centrale, inoltre, è quello delle sanzioni, e tra le proposte avanzate dal presidente Arno Kompatscher alla Conferenza delle Regioni vi è anche quella di consentire l'archiviazione del procedimento qualora il datore di lavoro abbia sanato la situazione di irregolarità (non grave) che aveva dato luogo alla sanzione amministrativa.
«Prevedere comunque una multa – ha concluso il Landeshauptmann – può essere controproducente e non aiuta a sviluppare una cultura della sicurezza sul lavoro dove informazione, prevenzione e semplificazione devono avere almeno lo stesso ruolo rispetto alla sanzione.»

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