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Giovedì 17 maggio: «Biodiversità nella zootecnia alpina»

Incontro alla Fondazione Caritro di Trento sulla biodiversità zootecnica alpina: focus su animali, prodotti tipici e masi d'alta montagna

Un incontro dedicato alla salvaguardia delle razze tipiche alpine e, più in generale, alla biodiversità nella zootecnia alpina, quello in programma giovedì 17 maggio, dalle 9 alle 13, a Trento, presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro.
L'evento intitolato «Biodiversità nella zootecnia alpina: innovazioni, opportunità e prospettive future» è organizzato dalla Fondazione Edmund Mach con il patrocinio di Federazione provinciale allevatori di Trento e con il supporto della Fondazione Caritro, e si inserisce nell'ambito delle celebrazioni della Giornata Internazionale della Biodiversità.
Ad aprire i lavori saranno Mauro Fezzi, presidente della Federazione provinciale allevatori, Federico Bigaran, responsabile dell'Ufficio produzioni biologiche della PAT, Heidi Hauffe, coordinatrice del Dipartimento biodiversità ed ecologia molecolare del Centro Ricerca e Innovazione FEM.
 
Diversi ricercatori di San Michele illustreranno l’impegno l'ente sul tema della zootecnia e della salvaguardia della biodiversità agricola, evidenziando alcuni progetti in corso: Elena Franciosi parlerà di biodiversità nel latte e nel formaggio, Francesca Albonico di biodiversità microbica e salute animale ed Erika Partel di qualità del latte in alpeggio.
Durante questo evento, rivolto ad esperti del settore (specialmente agli allevatori), ma anche agli studenti e a un pubblico più generale, diversi esponenti della comunità scientifica italiana ed europea interverranno nell’ambito del tema della salvaguardia di razze tipiche alpine, dell’importanza della biodiversità genetica nella zootecnia, e del ruolo della microbiodiversità nella salute umana ed animale.
 
Tra gli esperti: il prof. Ajmone Marsan, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ed esperto di miglioramento genetico animale, la dott.ssa Waltraud Kugler, project director del Progetto SAVE (Svizzera) che si occupa di una piattaforma informativa sull’agricultura tradizionale nelle Alpi, e la signora Monica Brunelli, che porterà una testimonianza diretta dell’evoluzione della biodiversità nei masi d’alta montagna.

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