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Il Presidente Rossi interviene alla Conferenza delle Minoranze

«Le minoranze sono parte integrante dell'idea stessa di autonomia»

«Considero particolarmente importante questo nostro incontro – ha detto il governatore Ugo Rossi intervenendo alla Conferenza delle Minoranze – per due motivi, uno perché si tratta di mettere a fattor comune un lavoro che la Consulta ha ultimato e consegnato ufficialmente al presidente della Provincia e del Consiglio provinciale e che riguarda l'idea di uno Statuto.
«È particolarmente importante affrontare con voi quelli che sono gli auspici al riguardo del terzo ambito, le Minoranze, appunto. Il secondo è altrettanto significativo ed è legato al primo cioè quello di condividere con voi elementi che non riguardano specificamente le Minoranze ma che sono di carattere istituzionale più ampio: perché? Perché è chiaro che le Minoranze sono parte integrante dell'idea stessa di autonomia.»
 
In Sala Belli, con il presidente Ugo Rossi c'era Jens Woelk che è stato vicepresidente della Consulta, incaricata dalla legge provinciale n. 1 del febbraio 2016 di pensare ad un Documento che dia indirizzi per un eventuale Riforma dello Statuto di autonomia, l'assessore regionale alle minoranze linguistiche Giuseppe Detomas (che era anche componente della Consulta) Fabio Scalet, dirigente generale del dipartimento affari istituzionali e legislativi e Marilena Defrancesco dirigente del servizio minoranze linguistiche locali e relazioni esterne.
In una sorta di tavola rotonda i rappresentanti dei gruppi: ladini, mocheni e cimbri, alcuni sindaci dei territori di Minoranza e rappresentanti degli istituti culturali dei tre gruppi linguistici.
 

 
Jens Woelk designato proprio dalle Minoranze linguistiche in Consulta per la Riforma dello statuo ha illustrato il contenuto del Documento conclusivo elaborato dalla Consulta soffermandosi particolarmente sul terzo ambito Convivere nella diversità. Le minoranze linguistiche.
«In particolare quest'ambito evidenzia il consolidamento dell'attuale disciplina e pone, in particolare due questioni: il maggior ruolo dei Comuni di minoranza come ente della comunità e la questione di riconoscere una comunità ladino dolomitica che comprenda territori della Provincia di Trento e di Bolzano ma che potrebbe anche comprendere le comunità ladine del bellunese, – ha detto, fra l'altro Jens Woelk. – Per le minoranze germanofone (mocheni e cimbri), è stato poi illustrato ampiamente da Woelk, il Documento conclusivo propone di valutare la rappresentanza congiunta con eventuale turnazione attraverso un consigliere aggiuntivo in Consiglio provinciale  senza diritto di voto ma con la possibilità di partecipare e intervenire sia in plenaria sia nelle commissioni.
 
Anche Giuseppe Detomas è intervenuto per riferire del buon lavoro fatto in Consulta e per ricordare che «le Minoranze linguistiche non erano presenti nello Statuto di autonomia del 1972, lo sono dal 2001» e, ha aggiunto «La comunità trentina ha ritenuto che le minoranze trentine son un elemento importante di questa comunità».
Fra gli interventi registrati dai rappresentanti delle Minoranze quello di Luca Moltrer sindaco di Fierozzo e presidente dell'Istituto culturale mocheno che ha ringraziato per quanto fatto nel corso di questa legislatura per la valorizzazione delle Minoranze linguistiche e, in particolare al presidente Rossi.
In conclusione il presidente Ugo Rossi ha ricordato «Sotto il profilo politico è assolutamente evidente che l'intento chiaro e la conferma dell'unicità dello Statuto, documento sottoscritto durante questa legislatura anche dall'SVP, è una buona base che non era ancora avvenuta nelle legislature precedenti.
«Si tratta di designare un'architettura istituzionale che va oltre gli accordi politici, ma quell'elemento ci impegna a lavorare perché le diversità si compongano in una sintesi virtuosa.»

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