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Cooperative agricole: oltre 1 miliardo 96 milioni di fatturato

Ottantotto società con 18 mila 541 soci conferitori, 2mila 768 collaboratori, 1 miliardo 096 milioni di euro di fatturato

La cooperazione agricola trentina ha presentato risultati positivi nel corso del tradizionale convegno di settore ospitato, stamani, alla Sala della Cooperazione in via Segantini a Trento.
Un comparto, quello agricolo, che gioca bene le proprie carte a livello produttivo e commerciale con una notevole attenzione alla sostenibilità e al territorio e una forte proiezione verso l’export in particolare per il vino.
«Per quanto riguarda la cooperazione agricola – ha osservato Luca Rigotti, vicepresidente di settore in un passaggio della sua relazione – più il mondo diventa interconnesso e globalizzato più si evidenzia la necessità di rafforzare la nostra specificità di agricoltura fortemente legata al territorio: è questo il tema forte che dobbiamo veicolare e che ci può dare una identità precisa nel mercato mondiale.»
 
Sul tema della sostenibilità, Rigotti ha evidenziato che «il nostro territorio di montagna rappresenta un grande valore ed è fortemente percepito dai consumatori specie delle metropoli e delle aree urbane, un valore del quale dobbiamo essere sempre più consapevoli rafforzandolo nella nostra comunicazione.
«Uno dei punti più qualificanti per la cooperazione è il tema della sostenibilità.»
Un motivo di preoccupazione c’è e appartiene alle recenti notizie «sul bilancio pluriennale dell’Unione Europea per il periodo compreso dal 2021 al 2027 che prevede tagli massicci al settore agricolo giustificati con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea».
 
 I numeri della cooperazione agricola nel 2016 
La cooperazione agricola conta 88 società: 17 nel settore vitivinicolo, 33 nell’ortofrutticolo, 18 nel lattiero caseario, 2 nel comparto zootecnico, 18 sono le cooperative di servizio.
 
 I soci conferitori sono 18.541. I collaboratori sono 2.768 
Nel 2017 il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 1 miliardo 96 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto al 2016 quando il fatturato era stato di 1 miliardo 52 milioni di euro. Investimenti netti: 687 milioni di euro.
Patrimonio complessivo: 423 milioni di euro in crescita del 2,7% (corrispondente a un incremento di 11 milioni di euro). I debiti scendono a 454 milioni (il decremento è di 1 milione di euro rispetto allo stesso dato di dodici mesi prima).
 
 Le candidature per il consiglio della Federazione 
Il convegno di settore si è trovato ad affrontare con qualche apprensione le regole del nuovo statuto che riduce da cinque a quattro i componenti del consiglio espressi dal settore agricolo.
Il comparto zootecnico ha sollevato perplessità sulla composizione di una prima lista che prevedeva due candidati per il settore frutticolo, due per il vitivinicolo, lasciando il quinto rappresentante agricolo del mondo zootecnico al voto in assemblea tra i quattro consiglieri trasversali, introdotti dalle nuove regole statutarie.
Molti presidenti di caseifici intervenuti e consiglieri di Concast Trentingrana (Renzo Marchesi di Rumo, Renzo Creazzi di Sabbionara, Diego Fezzi del Presanella e Stefano Albasini vicepresidente Concast), supportati anche da una lettera inviata dal consorzio alla Federazione, hanno auspicato che il mondo zootecnico possa avere una rappresentanza stabile nel consiglio della Federazione.
Di fronte ad alternative giudicate non del tutto convincenti, il comparto si è ricompattato sulla disponibilità di Rodolfo Brocchetti de La Trentina (indicato quale secondo esponente frutticolo) di fare un passo indietro lasciando il posto al rappresentante zootecnico per candidandosi fra i trasversali.
 
Una posizione molto apprezzata dall’assemblea, tra cui il presidente di Concast Trentingrana Saverio Trettel, il vicepresidente Rigotti e il presidente della Federazione Mauro Fezzi.
I candidati per il consiglio della Federazione quindi sono: per il settore frutticolo Michele Odorizzi (presidente Melinda, nuovo), per il vitivinicolo Luca Rigotti (Gruppo Mezzacorona) e Bruno Lutterotti (Cavit), rispettivamente vicepresidente e consigliere uscente, e per il comparto zootecnico Saverio Trettel (Concast Trentingrana, consigliere uscente).
 
Rodolfo Brocchetti (presidente La Trentina), si presenterà candidato in assemblea tra i consiglieri trasversali ai vari settori, con l’impegno del comparto agricolo a sostenerlo.
In merito alla candidatura per la presidenza della Federazione, il presidente di Apot Ennio Magnani ha chiesto a Mauro Fezzi di fare un passo indietro e ripresentarsi, perché «tutti i settori oggi sono al centro di dinamiche che richiedono competenze diverse che non si improvvisano».
Fezzi ha ringraziato ma ha subito respinto la proposta.
I candidati alla presidenza (quattro, Giuliano Berltrami, Marina Mattarei, Piegiorgio Sester, Ermanno Villotti, assente giustificato Michele Odorizzi impegnato in assemblea a Roma) hanno potuto presentare brevemente i loro programmi.
 
 In settori agricoli in dettaglio 
La presentazione è stata curata da Roberta Girardi, Alessandro Tomasi e Michele Rosani dello staff del Settore Cooperative Agricole della Federazione guidato dal responsabile Michele Girardi.
Le cooperative dell’ortofrutticolo (6804 soci e 1206 collaboratori) hanno fatturato 456 milioni di euro in crescita del 4,8% rispetto all’esercizio precedente. La quantità conferita di frutta è stata di 548 milioni di chilogrammi (2 milioni di chilogrammi in più rispetto al 2016).
Nell’occasione un accenno è stato riservato alla raccolta 2017 del settore mele “che caratterizzerà il prossimo bilancio di esercizio. Raccolta contraddistinta da calamità naturali, la gelata di aprile 2017 e le grandinate estive, che ha compromesso il raccolto e penalizzato l’attività operativa dei magazzini frutta”
Liquidato ai soci (mele - media provinciale): euro 0,392 a chilogrammo (nel 2016 era di euro 0,336 a kg. L’incremento è stato pari a 16,7%).
 
Mercato in forte crescita per i piccoli frutti (607 ettari coltivati, 6 milioni di chilogrammi prodotti). Qui si è registrato un incremento dei consumi sia in Europa e sia negli Stati Uniti. Il prodotto è apprezzato anche dal consumatore italiano e trentino. Settore caratterizzato da una domanda superiore all’offerta pur alla luce di un arrivo nel settore di nuove aziende produttrici.
Risultati soddisfacenti per gli ortaggi biologici (90 ettari coltivati e 1,9 milioni di chilogrammi prodotti), per le patate (130 ettari coltivati e 4,2 milioni di chilogrammi prodotti), per il mais di Storo (250 ettari coltivati e 1 milione 700 mila chilogrammi prodotti).
L’olio di oliva del Garda (270 ettari coltivati e 870 mila chilogrammi lavorati) è un’altra eccellenza certificata dalla Dop Garda Trentino – Denominazione di Origine Protetta e da numerosi riconoscimenti ottenuti nelle principali rassegne nazionali e internazionali.
 
Il lattiero caseario conta 810 soci. Fatturato: 115 milioni di euro. Liquidato soci (media provinciale): il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,596 a litro (rispetto a euro 0,563 del 2016 che corrisponde a incremento percentuale del 5,9%).
Da segnalare anche l’allevamento di bovini (se ne contano 23.982). A questi si aggiungono ovini, caprini, equini, conigli che vanno ad arricchire il panorama di animali allevati. I soci impegnati in questo settore sono 1147 e sono soci della Federazione Provinciale Allevatori.
Meritevoli di essere evidenziati anche i dati del settore ittico (trota e salmerino): 30 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne, 40 imprese, 70 impianti, 450 addetti.
 
 Il trittico di settori si completa con il vitivinicolo e quindi con le cantine sociali 
Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) è di 484 milioni di euro (+3,6 rispetto al 2016). I soci viticoltori sono 6508. Uva conferita (vendemmia 2016): 1 milione e 150 mila quintali.
Liquidato ai soci: euro 117,92 a quintale di uva conferita (in aumento dell’11,2% rispetto al precedente di euro 106,08). Il dato conferma un’annata positiva perché la resa a ettaro è aumentata del 5,8% pari a un valore medio di 15 mila 546 euro rispetto a 14 mila 691 euro dell’anno precedente. Il prezzo medio al quintale è tornato ai livelli di prima della crisi economica mondiale, vale a dire una decina di anni fa.
Un dato importante e strategico per l’affermazione della sostenibilità in viticoltura è stato l’avvio, nel 2016, della Certificazione ministeriale S.Q.N.P.I. (Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata).

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