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«Stigma», mostra ospitata a Palazzo Albrizzi Capello a Venezia

Il Guatemala apre l’Ambasciata a Gerusalemme e il padiglione alla Biennale di Venezia

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Caldara&Kluzer, Virtual Architecture-real world, pannello, tecnica mista con fibre ottiche luminescenti.
 
Dopo il recente trasferimento voluto da Donald Trump dell’ambasciata americana a Gerusalemme - fatto che ha generato finora scontri e rappresaglie con almeno 60 morti e 2000 feriti, - oggi il Presidente del Guatemala Jimmie Morales è atterrato in Israele per inaugurare anch’egli l’ambasciata del proprio Paese accanto a quella degli U.S.A., entrambe traslocate da Tel Aviv.
Il paese centro americano è il secondo dopo gli Stati Uniti a prendere questa delicatissima decisione in un momento di stallo degli equilibri internazionali.
Anche a seguito di queste mosse sulla scacchiera politica mondiale è molto attesa la partecipazione del Guatemala alla 16ª Mostra di Architettura della Biennale di Venezia, che aprirà il 25 maggio.
Tra pochi giorni, per l’occasione, in Italia arriverà il Ministro della Cultura del Guatemala Josè Louis Chea Urruela, commissario del Padiglione Nazionale curato da Stefania Pieralice, Daniele Radini Tedeschi, Elsie Wunderlich.
 
La mostra dal titolo «Stigma», ospitata a Palazzo Albrizzi Capello in Cannaregio (Venezia), oltre ad accogliere i diversi progetti degli architetti guatemaltechi punta i riflettori sull’opera estremamente attuale dei progettisti Caldara&Kluzer, membri del collettivo partecipante Ur Project.
L’opera, intitolata «Architettura Virtuale. Real word», riflette su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet (instagram, facebook, e social network) tra diversi paesi del mondo.
Ovviamente la connessione tra Città del Guatemala e Gerusalemme assume in questo momento un significato politico ben definito, una presa di posizione netta di uno Stato in costante volontà di affermazione che conferma sempre più le eccellenti relazioni tra Morales e Benjamin Netanyahu.
In Guatemala esistono infatti diversi gruppi pro-Israele su Facebook quali Unidos pro Israele con 662.918 followers o Reporte Honesto che ne conta 205.000.
 
Questo legame deriva anche dagli investimenti israeliti che hanno contribuito a fortificare l’esercito guatemalteco oltre all’aiuto fornito da Israele durante le più recenti catastrofi ambientali che hanno colpito il paese centro americano. Inoltre la connessione Guatemala Gerusalemme affonda le sue radici nella storia, poiché lo stato latino era stato il secondo, sempre dopo gli U.S.A., a riconoscere la sovranità dello Stato di Israele nel lontano 14 maggio 1948.
L’opera di Caldara&Kluzer configura quindi un’architettura alternativa, fondata sulla struttura della rete e attivata dalla conseguente risposta dell’umanità, al passo con in tempi e aperta al confronto socio economico globalizzato.
Gli espositori invitati nel Padiglione Nazionale Guatemala sono: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e Ur Project (Ana Aleman, Aldo Basili, Carlo Caldara & Federica Kluzer, Victor J.Cohen, Tina Marzo, Axel Paredes, Guillermo Pemueller, Lucia Tomasi).
L’ingresso alla mostra sarà gratuito dal 26 Maggio al 25 Novembre 2018.

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