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SAT, Fondazione Dolomiti Unesco e Trento Film Festival

Fondazione Dolomiti Unesco in collaborazione con SAT istituisce quest'anno un premio speciale all’interno delle opere cinematografiche del Trento Filmfestival

La Fondazione Dolomiti UNESCO, entra in collaborazione con SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) nel contesto cinematografico internazionale del Trento Filmfestival istituendo per la prima volta a partire da quest’anno un Premio Speciale dedicato alle Dolomiti UNESCO.
Una partecipazione attiva da parte della Fondazione che rinsalda legami territoriali e favorisce la diffusione dei valori UNESCO sia a livello nazionale che internazionale.
Il film vincitore di questa prima edizione «Koneline: Our Land Beautiful» della registra canadeseNettie Wild.
 
«Koneline» racconta la conservazione attiva e responsabile dell’ambiente da parte della comunità locale, si tratta di una capacità che va sviluppata e costruita giorno per giorno.
Un processo culturale che per la Fondazione Dolomiti UNESCO è una vera e propria missione.

Il film affronta il tema della complessità della conservazione attiva del patrimonio naturale e culturale nel territorio della British Columbia nord occidentale, che come le Dolomiti ha ottenuto il riconoscimento di bene UNESCO.
Una celebrazione della British Columbia canadese e dei suoi abitanti che combattono contro lo sfruttamento delle risorse naturali.
Gli splendidi paesaggi vengono raccontati attraverso il conflitto in corso tra diversi modi di rapportarsi con l’ambiente, tra i Tahltan che rivendicano l’importanza di preservare l’integrità del territorio e chi vi vede la possibilità di piegarlo a fini energetici e industriali.
Nella lingua Tahltan Koneline significa «la nostra splendida terra».
 
L’opera colpisce lo spettatore e lo incanta con una straordinaria fotografia che esalta la bellezza di un ambiente che è in fase di significative evoluzioni dovute sia alle trasformazioni della civiltà industriale, che e a quella, a tratti inconsapevole, della comunità dei Tahltan.
Non una divisione manichea tra buoni e cattivi in realtà, bensì la descrizione, con immagini di grande poesia, della capacità di attivarsi per una gestione responsabile delle popolazioni del territorio e dei sui cambiamenti.

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