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Il 9 novembre di cent’anni fa il Kaiser Guglielmo II abdicava

Con lui finiva il Secondo Reich e in Germania si fondava la prima repubblica

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Alla fine di ottobre 2018, era ormai chiaro anche per il Kaiser Guglielmo II che la guerra era perduta.
Le posizioni tedesche erano ancora salde fuori dalla Germania, ma ormai era impossibile proseguire la guerra. Mentre la popolazione del Reich era falcidiata dalla “spagnola”, i generi alimentari scarseggiavano, le risorse militari erano arrivate alla fine, gli alleati per contro si potenziavano ogni giorno di più grazie all’imponente aiuto degli americani.
Il 26 ottobre 1918 Guglielmo II convocò i due comandanti e parlò a Ludendorff in modo tale da costringerlo a dimettersi. L’imperatore accettò le sue dimissioni, mentre respinse quelle presentate in contemporanea anche da Hindenburg.
Il giorno dopo, prima ancora che il Kaiser studiasse con Hindenburg il da farsi, l’imperatore austriaco Carlo d'Asburgo comunicò a Guglielmo II che aveva deciso di concludere la pace. L’alleato che aveva trascinato la Germania nel conflitto mondiale lo stava abbandonando.
Ovviamente la notizia indusse il governo tedesco, guidato ora da Massimiliano von Baden, di sottoporre all’imperatore l’eventualità di accettare le offerte di pace che avevano offerto gli Stati Uniti. E il Kaiser decise di accoglierle.
 
A questo punto, però, sulla strada dell'armistizio la sola speranza di mantenere il trono agli Hohenzollern stava nell'abdicazione di Guglielmo II.
Ma mentre il Kaiser non ci sentiva affatto, nel Paese i socialisti erano ormai orientati per la repubblica. La situazione era estremamente delicata e nella notte del 29 ottobre Guglielmo II lasciò Berlino per Spa, in Belgio, sede del quartier generale dell'esercito. Con il suo esercito si sentiva più sicuro.
Qui, fra i suoi generali, fu raggiunto il 1º novembre dal ministro degli Interni prussiano Bill Drews che gli comunicò delle sempre più numerose richieste per la sua abdicazione.
Guglielmo II rispose: «Come può lei, un funzionario prussiano, uno dei miei sudditi che mi ha giurato fedeltà, avere l'insolenza e la sfrontatezza di sottopormi una richiesta del genere?»
Dunque il Kaiser non aveva capito quale fosse la situazione. Ma dopo qualche giorno divenne chiara anche per lui.
  

Hindenburg, il Kaiser e Ludendorff.
 
Il 4 novembre 1918, come risposta all'ordine di far salpare la flotta per una disperata e inutile battaglia finale sul mare, i marinai ammutinati occuparono la città di Kiel e nei giorni seguenti la rivolta si diffuse agli altri porti della Germania e si estese all'interno del Paese.
Era scoppiata la Rivoluzione di novembre. Il 7 i ministri socialisti reclamarono ancora l'abdicazione dell'Imperatore, il quale rifiutò ordinando che venisse preparato un piano per marciare in Germania alla testa dell'esercito e restaurare l'ordine.
Ma a Berlino la maggioranza socialista al Reichstag chiese l'abdicazione del Kaiser. Quando questi rifiutò, i deputati si dimisero in blocco dal Parlamento e indissero uno sciopero generale.
A Colonia i marinai rivoluzionari presero la città, come già era accaduto a Kiel.
Guglielmo II si trovò allora di fronte al collasso del Paese, ma quando il principe Massimiliano di Baden lo pregò per telefono di abdicare, gli urlò il suo «no» al ricevitore.
La sera dell'8 novembre l'ammiraglio Paul von Hintze raggiunse a Spa Guglielmo II e gli comunicò che la Marina era ormai fuori controllo.
 
Il giorno dopo, il 9, scoppiò la rivoluzione a Berlino e Guglielmo fu ancora sollecitato ad abbandonare il trono: a Spa, il Kaiser, che nutriva speranze di potersi mettere a capo dell'esercito assieme a Hindenburg e sedare le rivolte, chiese al generale Gröner cosa ne pensasse.
Questi rispose che non c'era operazione militare che potesse avere successo. I rivoluzionari avevano in mano i principali nodi ferroviari e molti soldati avevano abbracciato la causa della rivoluzione.
Alle 11 di mattina arrivò un telegramma che annunciava la ribellione dei soldati della piazza di Berlino.
A quel punto Guglielmo parve cedere e decise di abdicare, ma solo come imperatore: egli avrebbe comunque conservato il titolo di re di Prussia e sarebbe rimasto con il suo esercito.
Quando per telefono furono trasmesse le sue decisioni a Berlino, Baden per guadagnare tempo aveva già proclamato l'abdicazione del Kaiser e del principe ereditario. Dopo di che il Cancelliere passò il potere al socialista Friedrich Ebert.
 
Guglielmo s'infuriò per come erano andate le cose, ma, ormai, tutto era perduto.
La strada per la Germania era chiusa dalla rivoluzione e poiché i fermenti minacciavano di estendersi anche tra i soldati stanziati a Spa, il 10 novembre 1918 l'ex imperatore varcò il confine con i Paesi Bassi in vagone letto.
L’Olanda accolse l’imperatore in esilio, ma si fecero consegnare la sua sciabola d’ordinanza perché tecnicamente la Germania era ancora in guerra.
Fu l’ultima umiliazione per il Kaiser Guglielmo II.
Il giorno dopo la Germania firmava l'armistizio.

GdM

Si ringrazia Wikipedia per le foto.


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