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Giovani in azione: Yvette Valentini – Di Astrid Panizza

Campionessa di lotta libera, giovane promessa dell’U.S. Isera che punta al podio

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Yvette Valentini ha 14 anni, è una ragazzina che ha appena finito le scuole medie, alle prese con i problemi adolescenziali di un qualsiasi teenager.
Ma lei ha una marcia in più, si chiama Lotta libera, lo sport con cui ha scelto di passare maggior parte del suo tempo, si allena infatti con l’U.S. Isera.
«È una passione, mi libera i pensieri, non lo considero come un’imposizione, anzi è per me un hobby, anche se i ritmi di allenamento sono serrati, – dice con il sorriso quando la incontro, accompagnata dai suoi genitori che aggiungono: – Ci dà tante soddisfazioni.»
La sua dedizione e costanza nell’allenarsi l’hanno portata a raggiungere livelli alti nella sua disciplina.
È riuscita infatti ad aggiudicarsi un titolo italiano nella categoria cadetti (contro avversarie di 16 -17 anni) e un argento nel Campionato italiano esordienti B (14-15 anni), conquiste che le hanno permesso di entrare a far parte della nazionale e volare fino in Ungheria per gli appena passati Europei in cui si è aggiudicata il quinto posto. Ne abbiamo dato notizia pochi giorni fa (vedi).
 

 
Yvette, perché hai deciso, da piccola, di iniziare a fare Lotta libera?
«Il mio papà è allenatore di lotta, quindi da sempre sono stata immersa in quel mondo. Ho imparato a camminare sulla materassina e diventata un po’ più grande ho continuato perché mi sono proprio appassionata, non sono stata spinta in nessun modo dai miei genitori, è stata una scelta mia che si è trasformata con il tempo in una parte della mia vita.»
 
Come ti senti sia andata quest’esperienza agli europei?
«Penso sia andata bene, ho saputo che avrei potuto partecipare agli europei solo due mesi prima della gara prevista, quando mi ha contattato la nazionale dopo i buoni risultati negli italiani, da allora ho cominciato ad allenarmi. Ho fatto degli allenamenti particolari per poter perdere peso perché bisogna rientrare in una certa categoria per poter partecipare.
«È stata una bella esperienza, mi è servita anche per crescere, non solo da un punto di vista professionale. Penso che bisogna vivere prove di questo tipo per poter arricchire il proprio bagaglio di vita. Ho fatto anche amicizia con altre ragazze che non conoscevo, sia italiane che estere.»
 
Com’è stata la preparazione prima degli Europei?
«Un po’ dura. Però se ti piace questo sport non lo senti come un peso, ma più come uno sfogo. Sono riuscita ad allenarmi e anche a studiare per gli esami, ho dovuto organizzarmi un po’ , ci sono stati degli alti e bassi, ma ce l’ho fatta.»
 

 
Quando sei sul tappeto come ti senti prima della gara e cosa provi poi quando inizia?
«Prima della gara solitamente sono molto agitata e per scaricare la tensione comincio a scaldarmi un po’, poi quando salgo sulla materassina e inizia la gara è come se si bloccasse tutto e penso solo a quello. Non sento nulla, le persone che fanno il tifo è come se non esistessero, sento solo l’allenatore, certe volte neanche quello.
«Quando la gara finisce e risulto vincitrice tiro un sospiro e penso Ce l’ho fatta!, mentre invece se perdo ci resto male però penso che è stata un’esperienza e potrei migliorare su alcuni aspetti che non mi sono giocata al meglio.»
 
I recenti risultati dell’Europeo che sono stati molto buoni, a cosa pensi che ti porteranno?
«Spero che siano un trampolino di lancio per portarmi a livelli più alti, come per esempio le olimpiadi o i mondiali. Per ora sono stata chiamata ancora per gli europei, come esordiente, l’anno prossimo.
«In questi mesi che mi sono allenata ci sono stati dei momenti in cui non capivo dei colpi e mi venivano molti dubbi sul fatto di esser pronta, però dopo quando sono partita ho capito che potevo farcela. Spero che il futuro mi riservi ancora molti successi.»
 
La tua famiglia ti è stata vicina in questo percorso?
«Molto, davvero. Anche perché il mio papà è uno dei miei allenatori (gli altri sono Maurizio Stedile e Claudio Passamani), quindi è sempre stato in prima linea per supportarmi.
«Non mi è pesata questa presenza, anzi, è stato un sostegno perché avendo massima confidenza sono riuscita a dirgli cose che magari non riuscivo ad esprimere ad altri.
«Anche la mia mamma è stata d’aiuto, mi ha seguito per quanto riguarda la dieta, dettata da un nutrizionista, per poter fare in modo di arrivare al meglio alle gare.»
 

 
Come ti senti adesso che hai finito l’impegno importante degli europei e anche gli esami di terza media?
«Innanzitutto proprio più rilassata, e quello è già una buona cosa. Continuerò comunque gli allenamenti e farò una preparazione fisica per rimanere al meglio.»
 
Che scuola superiore hai scelto di iniziare l’anno prossimo?
«Il Centro Moda Canossa a Trento, che forma al mondo del fashion. È un concetto forse distante dallo sport, però mi piace molto lavorare con le stoffe, faccio dei piccoli lavoretti e spero di imparare molte cose nuove.
«Per quanto riguarda il mio futuro professionale, sarei più contenta di seguire la mia passione, ma mi piacerebbe anche avere un negozio mio di sartoria, cerco comunque di tenermi aperte tutte le strade possibili.»
 
Avere il tempo completamente occupato tra scuola, sport e anche fare lavoretti, non ti senti a volte come con un peso sulle spalle?
«No, assolutamente. Le mie passioni mi aiutano a staccare il cervello, a non pensare.»
 

 
Cosa ti ha dato la lotta nel corso degli anni?
«Molta soddisfazione per i risultati e anche al di fuori. I miei compagni mi portano rispetto per il fatto che gareggio in uno sport come la lotta. Anche questo può aiutarmi magari, in futuro.
«Poi di sicuro le amicizie che si creano in palestra sono qualcosa di prezioso che mi è stato dato tramite la lotta.»
 
I prossimi anni manterrai lo standard di allenamento che segui ora?
«Sì, spero di riuscire a raggiungere la medaglia, vorrei salire sul podio, mentre a questi europei sono arrivata quinta, che comunque è un bel risultato. I prossimi anni voglio però finire le gare soddisfatta al mille per mille.
«Ai giovani che leggono questo articolo voglio dire che se uno sport è una passione i sacrifici che si fanno non sono così pesanti come si pensa, e che poi arrivano soddisfazioni enormi. Provare per credere.»
 
Astrid Panizza – a.panizza@ladigetto.it
(Puntate precedenti)


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