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Giovani in azione: Martina Peterlini – Di Astrid Panizza

Volare con gli sci sulla neve. Dalle piste vicino casa alla Coppa del Mondo

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La neve che in inverno ci avvolge e che ci fa godere o disperare, a seconda dei punti di vista, è da sempre parte fondamentale della vita di noi trentini, che piaccia oppure no.
E fra di noi c’è pure chi trova addirittura nella neve un elemento essenziale, facendone di esso uno stile di vita e un lavoro, ma, si badi bene, non uno qualsiasi.
Un lavoro, talvolta, che si pone a metà strada fra prosa e poesia, dove chi lo fa sa destreggiarsi su questo manto candido quasi sorvolandolo con la delicatezza e il fascino di una rima poetica.

Una di queste è Martina Peterlini di Rovereto, che la neve - è il caso di dire - la sorvola proprio, non con le ali, però, bensì con gli sci ai piedi.
Vi dirò che parlando con la nostra «protagonista della settimana», al sentire il nome «Coppa del Mondo» mi sono venuti i brividi, eppure per lei, sciatrice professionista di 22 anni che fa parte del Gruppo sportivo Fiamme Oro, si tratta di una normale quotidianità, come per me, o forse anche per voi, mangiare pane e latte a colazione.


 
«Magari fosse così facile – mi risponde Martina con un sorriso. – Quest'anno le gare devono ancora iniziare, ma l'anno scorso ho partecipato a quasi tutte le tappe della Coppa del Mondo, ho saltato solo alcune gare a gennaio perché mi sono lussata una spalla e sono dovuta rimanere ferma per un po'.
«In quest’ultima stagione, a dire il vero, sono stata un po' sfortunata perché non ho trovato le condizioni ideali per poter dimostrare il meglio di me, dato che a causa del mio infortunio sono partita un po' indietro e alle qualificazioni non ho raggiunto buoni punteggi. Ma quest'anno, però, punto a fare molto meglio.
«Poi l'anno scorso ci sono stati anche i Mondiali Junior, dove sono arrivata quinta, che è un buon risultato contando che si tratta di mondiali in cui le categorie vanno dall'annata 1997 fino al 2000.
«C'erano quindi moltissimi atleti. Infatti abbiamo partecipato ad una selezione anche prima di effettuare le gare vere e proprie. È stato tuttavia, quello raggiunto, un traguardo prestigioso.»
 
E quest’anno? La stagione è ormai alle porte, come va con l’allenamento? Ti senti pronta per tagliare nuovi traguardi?
«A dire la verità l'allenamento non smette mai, neppure in estate, perché anche quando in pianura fa caldo si continua la preparazione in quota, sui ghiacciai.
«Comunque sì, mi sento pronta e carica, sono appena tornata dall'Argentina dove mi sono allenata con la squadra e ho partecipato anche ad alcune gare, poco importanti per la verità, approfittando semplicemente del fatto che ci trovavamo lì in quel periodo.
«La prima gara di Slalom Femminile è in calendario a Levi, in Finlandia, il prossimo 23 novembre, poi ci sarà la trasferta americana e di seguito torneremo nuovamente in Europa. Le tappe sono molte e come avrai capito il programma è parecchio impegnativo.
«Quando inizia la Coppa del Mondo è un vero e proprio tour de force. Ti anticipo la domanda se magari ti venisse in mente di farmela: non pensare che con l’occasione possiamo visitare le località dove gareggiamo in giro per il mondo. Tranquilla, niente da fare, non esiste di fare i turisti quando sei un’atleta in gara per la Coppa del Mondo.
«Confermo comunque che per me partecipare a queste competizioni rimane l’obiettivo che ho sempre sognato. Sia chiaro, questo ruolo che ho raggiunto con tanta fatica e determinazione non lo cambierei per nulla al mondo, ma i ritmi, lasciamelo dire, sono molto serrati e la tensione è sempre parecchio alta.»
 

 
Una passione per gli sci, dunque. Come è cominciata?
«Vengo da una famiglia di sciatori: mio nonno, mio zio e mio papà sono maestri di sci e allenatori, quindi non potevo non avere la passione dello sci nel cuore.
«Quando avevo tre anni mi hanno portato per la prima volta a sciare e quello è stato il regalo più bello che potessero farmi.
«Da lì in poi, ogni domenica, ero sulle piste e piano piano sono cresciuta in quel mondo, sia in altezza che nelle mie capacità sportive.»
 
Ci sono mai stati momenti in cui hai pensato di abbandonare gli sci?
«No, lasciare l’agonismo assolutamente no. È il mio mondo e mi sento a casa quando sono sulle piste, però sicuramente ho avuto dei momenti difficili, ad esempio quando sono arrivati gli infortuni. La prima volta avevo 14 anni, ero ancora piccola.
«Quell'infortunio e anche quelli che si sono succeduti durante il corso della mia vita, hanno rappresentato per me dei piccoli stop che, diversamente da quanto si potrebbe pensare, hanno rafforzato ancora di più la mia passione e non mi hanno demoralizzato, anzi, mi hanno dato la carica.
«Dopo ogni infortunio mi sono sempre allenata più di prima e con ancora più forza, grazie anche alla mia famiglia a cui devo davvero tanto.»
 

 
Fin qui il tuo impegno con lo sci. Ma nel frattempo, a cavallo di allenamenti in palestra e in pista, che scuole hai intrapreso?
«Ho frequentato il Liceo sportivo di Malles, una specie di ragionerie in tedesco dove viene dato spazio allo sport, conciliando bene lo studio con l'agonismo.
«Al momento, inoltre, frequento la facoltà di Economia presso l'Università di Bolzano e per la precisione seguo il corso di laurea in Management del turismo, dello sport e degli eventi. A essere sincera, devo dirti però che al momento trovo difficile riuscire a starci dietro: ho dato pochi esami ultimamente, proprio a causa dei numerosi allenamenti.
«Vedi, sono molto focalizzata sui miei obiettivi e cerco di raggiungerli nel miglior modo possibile. Per ora nella mia vita c'è lo sport prima di tutto.»
 
«Se mi dai qualche riga di spazio prima di concludere l’intervista vorrei ringraziare pubblicamente coloro che da anni mi sostengono ogni giorno e cioè il Gruppo sportivo Fiamme Oro e i miei sponsor, l’Alpe Cimbra e il Tezenis Ski Team il quale mi ha seguito fin dai primi allenamenti quando ero ancora bambina.
«Poi, chiaramente, ci sono loro, le persone più vicine a cui voglio bene e a cui dedico i pochi momenti liberi che mi rimangono: la mia famiglia, il mio ragazzo e i miei amici.»

Astrid Panizza – a.panizza@ladigetto.it
(Puntate precedenti)


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