Home | Rubriche | Giovani in azione | Giovani in azione: Enrico Manfrini – Di Astrid Panizza

Giovani in azione: Enrico Manfrini – Di Astrid Panizza

Da grafico a X-Factor. Una prima canzone, una determinazione incredibile e tanti progetti per il futuro

image

>
Sono molte le passioni che crescono durante la vita e forse, chissà, qualcuna ce la portiamo dietro, inconsapevoli, sin dalla nascita.
Con esse modelliamo la nostra personalità e il nostro tempo portandole avanti fin da piccoli, magari trasmesse dai nostri famigliari che ci hanno dato il «La» per fare in modo che questa loro passione diventasse anche la nostra.

Così è stato per Enrico Manfrini, ventisettenne di Rovereto e il La è stata solo la prima nota nella sua storia, perché poi ne sono seguite tante altre che l'hanno portato, a novembre di quest’anno, a pubblicare il suo primo inedito musicale come cantante, dal titolo «È solo un'idea».

«La passione per la musica c'è sempre stata in casa nostra. Mio nonno suonava la fisarmonica e mio padre ha sempre cantato – ci racconta – quindi l'atmosfera che ho respirato fin da piccolo aveva proprio in sé tutte le note del pentagramma.
«C'era più lo stereo che andava in casa mia rispetto alla TV. E ancora oggi è così.»


 
Una famiglia di musicisti, quindi. Ma come si diventa cantanti? O meglio, qual è stato il passo che ti ha portato da ascoltatore di musica in casa a cantante in pubblico?
«Devi sapere che mio papà come secondo lavoro fa serate di karaoke in locali della Vallagarina. È stato perciò il mio un passo abbastanza facile dal momento che ho cominciato a seguirlo cimentandomi qualche volta anch’io come cantante.
«È poi successo che nel corso di una sera sono stato notato da Walter Gerola, autore di musica che scrive da decine di anni. Sentendomi, ha pensato che la mia voce potesse essere adatta per alcuni suoi pezzi. Sono quindi andato da lui e abbiamo scelto quella che mi si addiceva di più e l'abbiamo adattata alla mia voce. Subito è stato come se un sogno fosse diventato realtà.
«Inoltre il caso ha voluto che uno dei miei migliori amici, Maurizio Fracchetti, abbia uno studio di registrazione ad Avio e quindi lì è nata la canzone È solo un'idea, la prima di molte altre che abbiamo intenzione di realizzare.»
 

 
Di cosa parla questa canzone?
«Racconta di un amore quasi mai iniziato. Spesso si scambia il magnete della chimica, dell'odore, della percezione primaria per amore e questo può portare a conseguenti incomprensioni, delusioni e quindi a sofferenza.
«La canzone parla proprio della lotta fra istinto e ragione ed è il risultato dell'analisi di un rapporto troppo duro per essere definito amore. L’incontro scaturito fra testo e musica è a mio avviso un genere di canzone piacevole, un pop rock che ti resta in testa ed è bello potente.
«Abbiamo anche realizzato un video della nostra canzone che oltre ad esprimere l'intensità delle parole e della musica vuole anche promuovere il territorio del Trentino. Infatti, abbiamo voluto girarlo sia al Lago di Cei, che in autunno è un'esplosione di colori, che nella Valle di Terragnolo, dove ci sono i laghetti del torrente Leno che in estate richiamano tantissimi giovani.»
 

Il filmato della canzone.

Questa è la tua prima canzone. Un esordio, a quanto dici, che lascia preludere a qualcos'altro di già avviato.
«Esatto, questa canzone è già lanciata e stiamo lavorando alla seconda che sarà pubblicata a breve. Ma ce ne saranno altre, ho in programma di pubblicare un album.
«Inoltre ho appena finito di partecipare ad un talent europeo, il Tour Music Fest, concorso musicale dedicato a musicisti emergenti di tutti i generi. Ho superato le prime due fasi a Padova, ma purtroppo mi hanno bocciato alla semifinale nazionale di Bologna, un mese fa.
«Sono rimasto amareggiato perché fino a quel momento i miei punteggi erano alti. Ma nei concorsi è così, bisogna incassare e andare avanti senza arrendersi alle prime difficoltà. Infatti il progetto del prossimo anno è di andare a X Factor, magari proprio con la canzone È solo un'idea
 
Immagino che non vivi di canzoni, almeno per il momento. Di cosa ti occupi oltre alla musica? E come riesci a coniugare questa grande passione con il lavoro?
«Faccio il grafico, quindi niente a che vedere con la musica. Sono impiegato però su turni, per cui organizzandomi riesco a conciliare lavoro e canzone abbastanza bene.
«Sono fortunato, non posso assolutamente lamentarmi. Comunque io sono convinto di una cosa: se hai una passione che ti piace veramente e ti dà soddisfazione, anche a costo di grandi sacrifici il tempo alla fine riesci sempre a trovarlo. E poi io ci credo, credo fortemente ai tanti progetti che ho in mente.
«Magari sarà dura, ci vorrà del tempo, ma vedrai, porterò avanti questo mio sogno fino in fondo. Stanne certa.»

Astrid Panizza – a.panizza@ladigetto.it
(Puntate precedenti)


Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni