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Chapeau! ai Vignaioli Indipendenti – Giuseppe Casagrande

Al via a Piacenza la mostra mercato di quei benemeriti viticoltori che coltivano le proprie vigne e vinificano le loro uve tutelando i territori di appartenenza

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Lorenzo Cesconi, presidente della Fivi, con Matilde Poggi, presidente europea.

Al via sabato 26 novembre a Piacenza l'undicesima edizione del tradizionale Mercato dei vini dei «Vignaioli Indipendenti» (Fivi), la benemerita associazione presieduta dal trentino Lorenzo Cesconi che raggruppa i viticoltori che coltivano le proprie vigne, vinificano le proprie uve, imbottigliano il loro vino e ne curano personalmente la vendita, sotto la loro responsabilità, con il loro nome e le loro etichette.
Vignaioli benemeriti, dicevo, impegnati quotidianamente in un processo che segue tutta la filiera di produzione, operando costantemente per custodire, tutelare e promuovere il territorio di appartenenza.

Saranno presenti 870 vignaioli provenienti da tutte le regioni d’Italia che incontreranno appassionati ed operatori del settore, per raccontare in prima persona il loro lavoro, la loro filosofia e la loro identità, tra assaggi e acquisti.
Nei giorni scorsi è stato annunciato il nome del vincitore del Premio «Leonildo Pieropan» (istituito nel 2014 e dal 2018 intitolato alla memoria di Leonildo Pieropan), che ha visto premiati negli anni Lino Maga (2014), Elisabetta Fagiuoli (2015), Luigi Gregoletto (2016), Forlini Cappellini (2017), Giuseppe Fanti (2018), Lorenzo Accomasso (2019) e Ampelio Bucci (2020/21).

Il premiato quest'anno sarà Costantino Charrère, vignaiolo della Valle d’Aosta con Les Crêtes, fondatore e primo presidente della Fivi.
 

Il vignaiolo altoatesino Petrer Dipoli, re del Sauvignon di montagna.
 
 Focus su Trebbiano d'Abruzzo, Sauvignon altoatesino e Barbaresco  
In programma, tra sabato e domenica, alcune interessanti masterclass di degustazione, tutte aperte al pubblico: quattro appuntamenti di approfondimento pensati per capire come lavorano i Vignaioli Indipendenti.
Focus sul Trebbiano d’Abruzzo, a cinquant’anni dalla nascita della Denominazione, sul Sauvignon di montagna altoatesino di Peter Dipoli, vignaiolo in Südtirol, tra i padri nobili della Fivi, sul Barbaresco «Basarin» della famiglia Adriano, una storia contadina che parte dalla mezzadria e arriva alla valorizzazione di uno dei cru più interessanti di quel territorio, ed una degustazione in omaggio al “Vignaiolo dell’anno” con un approfondimento sui vini di Les Crêtes in compagnia del Master of Wine Gabriele Gorelli.
 

 
 Premio «Leonildo Pieropan» a Costantino Charrère: le motivazioni  
Il prestigioso premio «Leonildo Pieropan» quest'anno è stato assegnato a Costantino Charrère con questa motivazione.
«Quella di Costantino Carrère è la storia di chi, con grande lungimiranza, ha imposto la difesa del territorio all’attenzione delle istituzioni e dei media.
«Nella sua Valle d’Aosta, con l’intuizione di vinificare e imbottigliare un cru già negli anni Settanta del secolo scorso, ha stimolato con il suo esempio molti vignaioli della Valle d'Aosta a imbottigliare il loro vino e a definire il loro territorio, scongiurando il pericolo che l’interesse per i vini di montagna portasse aziende di fuori ad acquisire vigneti e uve da vinificare fuori regione. E a livello nazionale ed europeo, partecipando alla nascita di Fivi, di cui è stato il primo presidente.
«Costantino Charrère ha capito prima degli altri quanto fosse importante dare forza e rappresentanza ai vignaioli e alle vignaiole italiane, entrando nelle stanze dei bottoni della politica europea e italiana.
«Grazie a lui tante storie personali sono diventate storia collettiva: la portata politica e umana della sua figura ha dato un contributo fondamentale alla crescita di una grandissima famiglia della quale è stato il responsabile pater.
«Senza Costantino Charrère avrebbe prevalso la deriva individualista che spesso serpeggia tra vignaioli: fu lui a far sì che collaborazione, responsabilità e spirito di servizio diventassero i capisaldi della Fivi, ma senza abbandonare mai il calore umano e il piacere dello stare assieme.
«Il suo spirito e la sua visione rimangono vivi e inalterati a guidare l’associazione, e in qualche modo le vigne di cui è responsabile non sono soltanto quelle decine di ettari che crescono floride nella Valle, ma i 13 mila ettari dei Vignaioli Fivi in tutte le regioni d’Italia.»
 

 
 Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti: le masterclass  
Sabato 26 novembre: Trebbiano d’Abruzzo, tra passato e futuro - Cinquant’anni fa nasceva la Doc Trebbiano d’Abruzzo: iniziava il cammino verso la valorizzazione di un territorio di grande vocazione attraverso un vitigno dall’identità complessa.
A mezzo secolo di distanza, il Trebbiano ha conquistato l’attenzione che merita, ma soprattutto è diventato oggetto della cura e della competenza di tante/i Vignaiole/i abruzzesi, che lo interpretano con passione e originalità, nel rispetto di una tradizione secolare.
Andiamo a conoscerlo meglio degustando 6 annate speciali di altrettante aziende associate Fivi.
Conducono Emilio Rapino (vignaiolo in Abruzzo), Ludovico Botti (vignaiolo nel Lazio) e Paolo Trimani (enotecaro e Vignaiolo).
 
In degustazione:
- Emidio Pepe - Trebbiano d’Abruzzo Doc 2004
- Speranza Edoardo - Trebbiano d’Abruzzo Doc «Impeto» 2009
- Fattoria Teatina - Trebbiano d’Abruzzo Doc «Fa’bene» 2014Cirelli Francesco - Trebbiano d’Abruzzo Doc «Anfora» 2017
- De Angelis Corvi - Trebbiano d’Abruzzo Doc «Fonte Raviliano» 2018
- Cataldi Madonna - Trebbiano d’Abruzzo Doc 2021
 

 
 Sabato 26 novembre: Les Crêtes : attitudine contemporanea e identità cristallina  
Come l’innovazione ha supportato Les Crêtes nel valorizzare un territorio come la Valle D’Aosta?
Lo si scoprirà attraverso una degustazione di tre tipologie di vini di Les Crêtes tappati con chiusure innovative e sostenibili.
Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano e Brand Ambassador Vinventions, dialoga con Matilde Poggi (Vignaiola in Veneto, presidente Cevi e già presidente Fivi) e con Raffaele Crotta, enologo di Les Crêtes, azienda guidata da Costantino Charrere, primo presidente Fivi.
 
In degustazione:
- Les Crêtes - Pinot nero Valle d’Aosta Doc 2021
- Les Crêtes - Cornalin Valle d’Aosta Doc 2021
- Les Crêtes - Pinot Grigio Brulant Valle d’Aosta Doc 2021 e 2019


 
 Domenica 27 novembre: il «Voglar» di Peter Dipoli: un Sauvignon di montagna  
Sui pendii terrazzati situati tra i 500 e i 600 metri a Penone, una frazione di Cortaccia (Bolzano), Peter Dipoli coltiva il suo Sauvignon.
Lo ha chiamato «Voglar», come l’antico nome della zona. Posizione, altitudine e natura calcarea di quel territorio creano le condizioni per la produzione di un vino bianco unico.
Cinque annate ce lo faranno conoscere in tutte le sue sfumature, grazie alla presentazione del suo creatore, Peter Dipoli, tra i fondatori e pionieri Fivi.
Conduce Peter Dipoli (Vignaiolo in Alto Adige) con lo scrittore Massimo Zanichelli.
 
In degustazione:
Alto Adige Sauvignon Doc Voglar Peter Dipoli: 2010, 2013, 2015, 2018, 2019
 
 Domenica 27 novembre: Il Barbaresco Docg «Basarin»: una storia di famiglia  
Il 1968 è stato l’anno della svolta: la famiglia Adriano, originariamente mezzadri, acquista la sua prima cascina nella frazione San Rocco Seno d’Elvio ad Alba.
Nel 1994 Marco e Vittorio imbottigliano il loro primo vino, iniziando così la loro storia di Vignaioli indipendenti.
Attraverso 5 annate del loro Barbaresco Docg «Basarin» scopriremo le caratteristiche di un cru che entra nella storia degli Adriano per la prima volta nel 2000, con la prima vinificazione.
Conducono Michela Adriano (vignaiola in Piemonte) e Claudio Fenocchio (vignaiolo in Piemonte).
 
In degustazione:
- Barbaresco Docg Basarin Adriano Marco e Vittorio: 2000, 2005, 2013, 2017, 2019
 
 La siglia Fivi: Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti  
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2008, che si propone di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del Vignaiolo Indipendente italiano, inteso quale soggetto che attua il completo ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento ed alla commercializzazione del prodotto finale.
Attualmente sono oltre 1.400 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di 13.000 ettari di vigneto. Il marchio Fivi raffigura «Ampelio», immagine di un vignaiolo che porta una cesta d’uva sulle spalle e la cui ombra prende la forma di una bottiglia. In questa figura è riassunto tutto quello che per la Fivi significa essere Vignaioli, impegnati quotidianamente in un processo che segue tutta la filiera di produzione, operando costantemente per custodire, tutelare e promuovere il territorio di appartenenza.
 
 Il trentino Lorenzo Cesconi nuovo presidente della Fivi  
Il nuovo presidente della Fivi è il vignaiolo trentino Lorenzo Cesconi che succede a Matilde Poggi che ha guidato l'associazione per nove anni e che ricopre attualmente il ruolo di presidente della Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants.
Lorenzo Cesconi gestisce con i fratelli e il padre l’omonima azienda agricola con 20 ettari di vigneto suddivisi tra le colline di Pressano e la Valle dei Laghi.
Fa parte del Consiglio direttivo della Federazione dal 2013 ed è stato vicepresidente nell’ultimo triennio.

In alto i calici. Prosit!
Giuseppe Casagrande – g.casagrande@ladigetto.it

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