Home | Rubriche | L'Autonomia ieri e oggi | L’autonomia del Trentino oggi – Di Mauro Marcantoni – 24

L’autonomia del Trentino oggi – Di Mauro Marcantoni – 24

L’unità della negoziazione con Roma nella definizione delle normative di attuazione

image

L’approvazione del Secondo Statuto e la complessa fase di avvio del nuovo sistema tripolare monopolizzarono quasi totalmente l’attenzione politica di gran parte dei partiti presenti in provincia di Trento.
La costruzione della seconda autonomia era infatti diventata centrale nell’agenda di tutte le forze politiche che volessero realmente confrontarsi con il territorio.

Nel nuovo contesto istituzionale fondato su una struttura trilaterale, nella quale le due Province autonome avevano assunto un ruolo centrale (tanto sul piano istituzionale che delle funzioni) all’interno della comune cornice regionale, la dialettica con la politica sudtirolese non era più così essenziale, tanto che il dialogo tra le due culture autonomiste si ridusse, tranne che nei rapporti con lo Stato.
 
Lo strumento fondamentale per implementare in maniera istituzionalizzata la nuova autonomia provinciale erano le norme di attuazione.
Come è noto, per gestire adeguatamente il processo di approvazione di tali norme, nella Commissione dei 12 – ancora una volta – la politica trentina e la politica altoatesina si sarebbero trovate a dover collaborare.
Sotto la presidenza di Alcide Berloffa e con il concorso di personalità quali Alfons Benedikter e Bruno Kessler, i risultati furono di grandissimo rilievo.
 
L’esigenza di negoziare costantemente con lo Stato, inoltre, evidenziava la necessità di attuare una nuova fase politica, nella quale la vocazione autonomista delle forze politiche trentine, della DC in particolare, avrebbe dovuto contemplare una interlocuzione rivendicativa con la politica nazionale, puntando l’attenzione su problemi concreti, secondo un approccio di buon governo utile anche all’autonomismo etnico sudtirolese.
In questo contesto, dunque, la politica trentina si rivelò particolarmente attenta alle richieste di autonomia delle popolazioni, sia trentine che sudtirolesi.
 
La classe politica locale, in questo contesto, divenne quindi consapevole del fatto che l’autonomia si difendeva e rafforzava proprio a Roma, grazie a un’azione condotta da personalità influenti quali Flaminio Piccoli e Alcide Berloffa.
Consapevolezza percepita anche in ambito sudtirolese, al punto che, non di rado, la SVP si avvalse dell’influenza di quelle personalità per risolvere questioni particolarmente delicate o intricate.

Rielaborazione giornalistica dei contenuti del volume di Mauro Marcantoni STORIA, della Collana Abitare l’Autonomia - IASA Edizioni, Trento.
Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni