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L’autonomia del Trentino oggi – Di Mauro Marcantoni – 31

La crisi dei partiti tradizionali e il nuovo assetto della politica trentina

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In Trentino, il «fenomeno Tangentopoli» assunse connotati del tutto particolari, in quanto la sua profonda radice autonomista rimase forte, dando vita a un assetto politico nuovo, a marcata vocazione territoriale.
Alle elezioni regionali del 1993, infatti, in Trentino ottenne un ottimo risultato il Partito Autonomista Trentino Tirolese, che passò dal 9,85% al 20,14%.

Questo successo creò le condizioni per l’elezione, la prima della storia del Trentino del dopoguerra, di un esponente del PATT, Carlo Andreotti.
Fu un passaggio importante che, pur nell’instabilità della legislatura (nel corso della quale si registrarono ben due rimpasti di Giunta) sancì la continuità, anche se con formule partitiche diverse, della cultura autonomista e territoriale.
Nella maggioranza che resse la legislatura, insieme al PATT vi erano il PPI di Martinazzoli e altri*.
A rinforzare la territorialità del governo dell’autonomia nacque nel 1998 la Civica Margherita ad opera di Lorenzo Dellai (del PPI di Martinazzoli) e di Gaetano Turrini (all’epoca organizzatore e ispiratore di alcune liste civiche).
La Margherita raccolse il messaggio autonomista declinandolo con quelle sensibilità civiche che sul finire degli anni Novanta presero in Trentino sempre più piede, anche come risposta alla sfiducia crescente nei confronti dei partiti nazionali.
 
La nuova situazione, che vide in primissimo piano i partiti di ispirazione autonomista (tradizionali e di nuova costituzione), mise in sott’ordine l’aggancio con la dimensione nazionale che la DC trentina aveva sempre garantito fino ai primissimi anni Novanta.
La presenza in Giunta dei Democratici di sinistra e dei Socialisti non fu infatti in grado di compensare questa maggior debolezza limitandosi a mantenere i collegamenti con Roma su questioni di particolare rilievo locale.
 Si può dire, in altri termini, che gli anni Novanta furono caratterizzati da una forte autoreferenza della politica trentina che andava ad aggiungersi a quella che da sempre, in Sudtirolo, aveva caratterizzato la cultura e l’azione della SVP.

Nota*. In particolare, oltre alle due forze politiche citate, nella composizione della I Giunta provinciale (3 marzo 1994 - 21 maggio 1996) si ritrovava anche il Partito Socialista Democratico Italiano; nella II Giunta provinciale (21-22 maggio 1996 - 7 settembre 1997) anche i Democratici di Sinistra, il Partito Repubblicano Italiano, l’Alleanza per il Trentino, i Socialisti Democratici Italiani, il Movimento per la Democrazia - La Rete; nella III Giunta provinciale (2 ottobre 1997 - 23 febbraio 1999) anche i componenti del Gruppo Misto.

Rielaborazione giornalistica dei contenuti del volume di Mauro Marcantoni STORIA, della Collana Abitare l’Autonomia - IASA Edizioni, Trento.
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