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Storie di donne, letteratura di genere/ 370 – Di Luciana Grillo

Rossana Campo, «Scrivere è amare di nuovo» – È un manuale per chi vuole scrivere seguendo un magnifico percorso tra grandi autori e grandi autrici

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Titolo: Scrivere è amare di nuovo
Autrice: Rossana Campo
 
Editore: Perrone 2020
Collana: Le nuove onde
 
Pagine: 134, Brossura
Prezzo di copertina: € 15
 
Il titolo dice già molto, avvicina l’atto dello scrivere al concetto di amore, come se, cominciando a raccontare (o raccontarsi) si compisse un gesto d’amore.
Forse è proprio così, quando si scrive di sé ci si confronta con un altro da sé, si mettono su carta esperienze, sentimenti, pensieri e ci si chiede se «ciò che abbiamo vissuto sia stata solo un’insensata sequenza di avvenimenti più o meno buoni, più o meno dolorosi».
Elsa Morante si chiede: Cosa c’è di autobiografico in quello che scrivo? Tutto, filtrato dai sogni».
 
Rossana Campo richiama Karen Blixen e Hanna Arendt, attribuisce alle parole un valore aggiunto, perché non servono soltanto a descrivere una realtà o a comunicare idee, ma «possono essere magia, possono creare mondi e universi», suggerisce l’idea che scrivere sia come nascere una seconda volta, invita chi vuole scrivere a lasciare «che qualche cosa sfugga al vostro controllo logico» e a non pensare alla grammatica, alla sinassi, alle regole, nella stesura iniziale di un testo.
Valorizza l’autenticità di ciò che si scrive, «scrivere significa disporre di una chiave d’accesso ai nostri territori interiori».
 
Insieme a tanti consigli e suggerimenti operativi, Campo indica alcuni esercizi che può svolgere chi ama scrivere e desidera migliorare la qualità della sua scrittura.
Bisogna lasciarsi andare, non ascoltare quella vocina interna che ci dice di non scrivere nostri pensieri che potrebbero non piacere, sacrificare alla Dea scrittura tempo ed energie, non trascurare i dettagli (seguendo un suggerimento di Flaubert), non pensare di scrivere per diventare ricchi… «la buona letteratura in genere non è letta dalle masse», ma scrivere per scrivere, anche senza un obiettivo, scrivere e non fermarsi.
 
E dedicarci a noi stessi: «La scrittura autobiografica può aiutarci a scoprire che la nostra vita è ordinaria e sacra… La scrittura, la letteratura ci aiutano a scoprire che ogni essere umano è molteplice… ha tutto dentro di sé, il cielo e l’inferno, e prima lo sappiamo, meglio è».
Rossana Campo ricorda di aver ricevuto in regalo, in occasione della Prima Comunione, un quaderno col lucchetto; a suo padre chiese cosa farne, lui le spiegò che si trattava di un «diario, e ci puoi scrivere delle cose… i tuoi pensierini… poi lo chiudi a chiave, ti metti la chiave nascosta da qualche parte e così nessuno ti scopre. Tu scrivi, e resta tutto segreto».
 
Lo ha fatto, conserva ancora quel quaderno che «è stato il mio primo momento di introspezione, è stata una forma embrionale di autoconsapevolezza, di resistenza, è stato il mio grande amico e confidente».
Perciò, consiglia a tutti di tenere un diario. E ricorda che «nella scrittura diciamo no al senso del dovere. Agire spinti dal dovere a volte sarà anche utile… ma in letteratura produce pagine che sembrano nate morte».
Invece la vita va avanti, scrivendo ci adeguiamo al cammino di trasformazione, aiutati dai nostri miti personali, da «quegli scrittori e quelle scrittrici che coraggiosamente hanno attraversato i territori selvaggi della paura, del dolore, della ricerca delle parole» e accompagnati dall’amore, che non è un sentimento mieloso, ma è un essere assolutamente se stessi.
 
Naturalmente, per diventare scrittori/scrittrici è necessaria una volontà ferma, è indispensabile la disciplina, si può scrivere una prima bozza senza eccessivi controlli, ma alla seconda «quando rileggeremo tutto, allora dovremo essere implacabili come samurai», e si deve ricordare un pensiero di Stephen King, la strada per l’inferno è lastricata di avverbi.
E quanto alla scrittura autobiografica, Rossana Campo insiste: «…può darci una mano a stare meglio» ed elenca anche i suggerimenti di grandi scrittori come F.Scott Fitzgerald e Orwell, prima di concludere il suo testo augurando «Buona scrittura».
 
Il libro comprende anche il racconto di Tre autobiografie: «Le parole per dirlo», di Marie Cardinal, «Autobiografia di Alice Toklas» di Gertrude Stein e «Momenti di essere»di Virginia Woolf, a cui Campo dedica, con esemplare capacità di sintesi, poco più di dieci pagine per ciascuna.
«Scrivere è amare di nuovo» è un manuale per chi vuole scrivere, ma è anche un magnifico percorso attraverso grandi autori e autrici che, scrivendo, sono di esempio e di stimolo, da Burroughs a Joyce, da Alice Walker a Mark Twain, a Bukowski.

Luciana Grillo – l.grillo@ladigetto.it
(Recensioni precedenti)

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